Il Tirreno

Lucca

Caso dell’altare spostato C’è la risposta del vescovo

di Luca Dini
Caso dell’altare spostato C’è la risposta del vescovo

Sulla querelle che ha diviso il parroco e parte della comunità di Villa Collemandina Italo Castellani invita ad attenersi a quelle che saranno le decisioni ministeriali

2 MINUTI DI LETTURA





VILLA COLLEMANDINA. Una riunione in sala consiliare per leggere e commentare una lettera inviata all’Arcivescovo di Lucca Italo Castellani e la sua risposta. È questo l’ultimo capitolo della saga dell’altare di Villa Collemandina dove il parroco, don Giuseppe Dini vuole spostare l’opera del Civitali, che si trova nella chiesa principale di San Sisto e Santa Margherita, contro il volere di buona parte dei parrocchiani.

L’arcivescovo, nella sua risposta, consiglia di aspettare le decisioni delle autorità ministeriali, dunque anche della Soprintendenza, che sullo spostamento si è espressa prima in maniera contraria poi favorevole. La lettera inviata a monsignor Castellani evidenzia ancora una volta come la posizione di don Dini e quella del gruppo di parrocchiani abbia portato ad una divisione della piccola comunità di Villa Collemandina.

«Avremmo voluto maggiore sensibilità dal nostro parroco – scrivono i fedeli – mentre ci troviamo di fronte a “ripicche” che vanno a scapito dell’intera comunità, come le mancate celebrazioni delle feste di San Sisto e Santa Margherita, la chiusura costante della chiesa che è aperta solo durante gli orari della messa, il divieto di utilizzo dello spazio antistante la chiesa per il tradizionale raduno bandistico, la mancata benedizione al monumento ai caduti sul lavoro e altre. È vero che non tutti coloro che hanno detto la propria opinione sulla vicenda sono assidui frequentatori della chiesa, ma tutti sono attaccati alla comunità, e la chiesa suscita un alto grado di appartenenza a essa. Non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, nemmeno a don Dini data anche la sua età, per questo chiediamo un suo intervento, magari affiancandogli un prete più giovane che possa ricucire lo strappo».

La lettera si chiude con un nuovo accorato appello all’Arcivescovo affinché intervenga e i parrocchiani scrivono di aver messo al corrente della vicenda anche don Angelo Pioli, l’abate di Castelnuovo e vicario zonale.

Questa la risposta di monsignor Castellani: «La divisione della Comunità mi rende dispiaciuto. Da parte mia speravo di aver arginato tutto con la celebrazione della Santa Messa di Natale nel 2015. Ma di fronte alle attuali divisioni che non hanno niente di cristiano, resto in attesa delle decisioni Ministeriali a cui qualcuno ha fatto ricorso e mi atterrò alle loro indicazioni».

All’incontro ha partecipato anche la nipote di don Dini a cui i parrocchiani hanno chiesto di farsi portavoce della volontà di un incontro per aprire un dialogo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa