Il Tirreno

Lucca

Sms compromettenti: così il giovane playboy ricattava la 50enne

di Luca Tronchetti
Sms compromettenti: così il giovane playboy ricattava la 50enne

Per estorcere denaro alla nota commerciante, l’uomo usava anche la registrazione di una telefonata tra i due

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LUCCA. Gli sms inviati dal suo cellulare e un’intercettazione telefonica richiesta dalla procura della Repubblica e autorizzata dal giudice delle indagini preliminari sono gli elementi probatori fondanti che hanno portato all’arresto dell’ultratrentenne estortore fiorentino accusato del ricatto sessuale ai danni di una cinquantenne commerciante del centro cittadino. Una storia iniziata mesi fa tramite i social network e proseguita sino alla denuncia presentata in questura della negoziante. La donna ha avuto il coraggio di affrontare una situazione delicata e difficile scegliendo la strada migliore, quella dell’esposto in procura, pur correndo il rischio di perdere gli affetti più cari: dal marito ai familiari.

L’incontro. Galeotto fu, come accade sempre più spesso, Facebook. La donna entra in contatto con l’ultratrentenne di Firenze che sostiene di essere un noto professionista toscano con clienti in tutta Italia. Solo dopo, quando interviene la squadra mobile diretta dal commissario Silvia Cascino, si scopre che il “playboy” ha fornito false generalità. Non è un professionista, ma un perdigiorno senza occupazione.

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La commerciante incontra in Lucchesia quel giovane conosciuto in rete. Nel giro di un paio di settimane lui riesce a sedurla. Nasce un’intesa che si trasforma in relazione clandestina. Il fascino e i modi galanti e pieni di attenzione nei suoi confronti esercitano un’attrazione irresistibile sulla cinquantenne. Ma il coinvolgimento amoroso, la passione del momento, in circa due mesi sono destinati a sgonfiarsi. La commerciante, dopo l’infatuazione estiva, torna sui suoi passi e decide di troncare quella relazione.

Alla vigilia di Ferragosto le arriva invece una telefonata inquietante. Quell’uomo di vent’anni più giovane di lei getta la maschera e mostra il vero volto: quello di un ricattatore senza scrupoli, di un professionista dell’intimidazione. Vuole dei soldi per troncare quella relazione altrimenti minaccia di raccontare tutto al marito e ai familiari attraverso il profilo Fb e gli sms intercorsi tra la coppia. Il prezzo del silenzio è fissato in mille euro. Forse soltanto l’inizio di un incubo destinato a proseguire per mesi forse per anni. In quel momento emerge il carattere della commerciante che decide di rivolgersi alla polizia. Sale le scale della questura di via Cavour e tra le lacrime racconta la sua vicenda.

La trappola. Viene informata la procura della Repubblica e scatta la trappola. Il pm chiede e ottiene dal gip che le comunicazioni tra la vittima e il carnefice vengano intercettate e registrate così come previsto dal codice di procedura penale. Il “casanova” chiama la negoziante e viene fissata la data e il luogo dell’incontro. La cinquantenne dovrà presentarsi con i mille euro in una busta chiusa. Le banconote vengono segnate e, ben nascosti, all’appuntamento ci sono anche gli agenti della Mobile in borghese. Appena l’estortore mette in tasca il denaro scattano le manette ai polsi. Quarantotto ore dopo il giudice delle indagini preliminari convalida l’arresto e dispone, come richiesto dalla procura, gli arresti domiciliari. Sono in corso accertamenti per capire se il falso professionista avesse già tessuto la sua tela con altre donne impegnate nel mondo dell’industria, del commercio o delle professioni.
 

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