La manifestazione
Scambia i carabinieri per clienti: bloccato con roncola e cocaina
CERBAIE. Quando ha visto quei due uomini scendere di macchina, ha pensato che fossero clienti. E li ha lasciati avvicinare, senza scappare. Ma in realtà erano carabinieri, che l’hanno immobilizzato,...
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CERBAIE. Quando ha visto quei due uomini scendere di macchina, ha pensato che fossero clienti. E li ha lasciati avvicinare, senza scappare. Ma in realtà erano carabinieri, che l’hanno immobilizzato, gli hanno strappato di mano una roncola di ventotto centimetri e l’hanno perquisito, trovando trentuno dosi di cocaina. Lui, marocchino di 33 anni, è il dodicesimo arrestato (anche se già rimesso in libertà dopo meno di 24 ore) in diciotto mesi di blitz senza sosta nei boschi delle Cerbaie.
Un’offensiva scattata a inizio 2016, di fronte a una situazione ormai fuori controllo. Un “regno dello spaccio” difeso con l’aiuto di sentinelle che si arrampicano sugli alberi e monitorano gli arrivi, pronti a far scattare l’allarme in caso di intrusioni “nemiche”. Spacciatori che vivono nel bosco (in passato i carabinieri hanno più volte trovato, e distrutto, degli accampamenti), spesso armati (di machete, roncola o bastoni) fiancheggiati dagli stessi clienti, spesso italiani, che garantiscono loro cibo e tutto ciò che serve per vivere, in cambio di uno sconto sulla dose.
Un anno e mezzo fa, un vertice tra prefetti, sindaci e vertici provinciali delle forze dell’ordine (il territorio delle Cerbaie che attraversa i comuni di Fucecchio, Castelfranco, Santa Croce, Santa Maria a Monte, Bientina e Altopascio), servì a mettere a punto la task-force, che ha visto i carabinieri della compagnia di Empoli impegnati costantemente in un’azione di “disturbo” nell’area boschiva scelta come base operativa da un gruppo di nordafricani che smercia cocaina e hashish (mentre l’eroina viene gestita dagli albanesi).
Il marocchino, irregolare sul territorio nazionale, non ha fatto in tempo a scappare. E dal bosco di Poggioni è finito dritto in caserma insieme alla sua roncola di e alle 31 dosi di cocaina già pronte per essere immesse sul mercato. Ieri il giudice ha convalidato l’arresto, ma l’ha rimesso in libertà in attesa del processo. (f.t.)
Un’offensiva scattata a inizio 2016, di fronte a una situazione ormai fuori controllo. Un “regno dello spaccio” difeso con l’aiuto di sentinelle che si arrampicano sugli alberi e monitorano gli arrivi, pronti a far scattare l’allarme in caso di intrusioni “nemiche”. Spacciatori che vivono nel bosco (in passato i carabinieri hanno più volte trovato, e distrutto, degli accampamenti), spesso armati (di machete, roncola o bastoni) fiancheggiati dagli stessi clienti, spesso italiani, che garantiscono loro cibo e tutto ciò che serve per vivere, in cambio di uno sconto sulla dose.
Un anno e mezzo fa, un vertice tra prefetti, sindaci e vertici provinciali delle forze dell’ordine (il territorio delle Cerbaie che attraversa i comuni di Fucecchio, Castelfranco, Santa Croce, Santa Maria a Monte, Bientina e Altopascio), servì a mettere a punto la task-force, che ha visto i carabinieri della compagnia di Empoli impegnati costantemente in un’azione di “disturbo” nell’area boschiva scelta come base operativa da un gruppo di nordafricani che smercia cocaina e hashish (mentre l’eroina viene gestita dagli albanesi).
Il marocchino, irregolare sul territorio nazionale, non ha fatto in tempo a scappare. E dal bosco di Poggioni è finito dritto in caserma insieme alla sua roncola di e alle 31 dosi di cocaina già pronte per essere immesse sul mercato. Ieri il giudice ha convalidato l’arresto, ma l’ha rimesso in libertà in attesa del processo. (f.t.)
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