Sicurezza
Nel mondo del calcio la nuova scommessa dell’A.C. Luccasette
di Marco Tirinnanzi
Rispetto delle regole e degli avversari e tanto divertimento saranno la chiave per vincere dentro e fuori dal campo
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Una volta era considerato il Barcellona di Lucca. E non solo per via dei colori, quel blu e quel granata che rimandano alle gesta di Messi e compagni, ma perché era una squadra costruita per vincere, e che vincere sapeva, eccome.
L'A.C. Luccasette asd, dopo alcuni anni tribolati, è pronta, grazie anche ad una sapiente opera di restyling, a riprendere un cammino interrotto e prepararsi all'inizio della stagione, previsto per la prima squadra che milita in seconda categoria a metà settembre, in Coppa Toscana.
«Per noi si apre un nuovo anno calcistico all'insegna del rinnovamento - spiega Fabio Bertelli, giovane allenatore della scuola calcio -. C'è grande entusiasmo, abbiamo ridipinto i muri degli spogliatoi e la tribuna da sessanta posti coi colori e il logo della società grazie all'aiuto dei ragazzi della prima squadra, e in più abbiamo fatto venire una ditta specializzata di Arezzo per risistemare il campo da gioco. Prima era al limite dell'impraticabilità, mentre adesso è un piccolo gioiellino».
Oltre al look, cambia soprattutto la mentalità, meno rivolta alla vittoria a tutti i costi e più vicina, grazie alla collaborazione con il settore giovanile del Via Nova di Pieve a Nievole, ad un modello pedagogico che si adatti alle esigenze del mondo del pallone.
«Prima al Luccasette si pensava che vincere fosse sufficiente, ma una volta venute meno le vittorie, e di conseguenza gli sponsor, abbiamo deciso che era il momento di cambiare qualcosa, di ricostruire le nostre fondamenta - precisa ancora Bertelli -. Siamo ripartiti da quello che è il valore educativo dello sport, nel pieno rispetto delle regole e degli avversari. Con la squadra di Pieve a Nievole vogliamo capire poi se la nostra metodologia d'insegnamento è valida e apporre, qualora ce ne fosse bisogno, correttivi, per migliorare così la nostra offerta. Abbiamo pensato di lasciare aperte le iscrizioni tutto l'anno, proprio per garantire ai ragazzi di prendere parte a questa nuova avventura, a questo nostro modo di insegnare calcio».
A mettere in contatto le pantere di San Concordio con la compagine calcistica della provincia di Pistoia l'avvocato Anna Cordoni, mamma di una giovane promessa della squadra lucchese.
«Ho avuto la possibilità a lavoro di confrontarmi con il collega Riccardo Gambi, che nel pistoiese ha amicizie nel mondo del calcio - spiega - E' stato lui che ha permesso al nostro presidente Germano Barsali di stringere questa collaborazione, che sono certa permetterà ai ragazzi un'ulteriore crescita, non solo dal punto di vista sportivo».
Un genitore per certi versi “controcorrente” la signora Cordoni, poco attenta al minutaggio in campo del proprio figlio, ma più concentrata sull'apprendimento, specie di valori che con la tecnica hanno poco a che fare.
«Anna è un bell'esempio da seguire, mentre per alcune mamme e alcuni papà ci vorrebbe un corso di formazione specifico - dice ironico l’allenatore Bertelli -. Durante le partite, certi genitori stanno incollati all'orologio per vedere quanto tempo gioca il figlio (o la figlia, visto che fino a dodici anni gli esordienti al Luccasette, sia maschi che femmine, giocano assieme), se più o meno di un altro bambino. A questa età non conta quanti minuti si è giocato, ma è importante apprendere e conoscere cos'è il rispetto, e divertirsi, soprattutto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L'A.C. Luccasette asd, dopo alcuni anni tribolati, è pronta, grazie anche ad una sapiente opera di restyling, a riprendere un cammino interrotto e prepararsi all'inizio della stagione, previsto per la prima squadra che milita in seconda categoria a metà settembre, in Coppa Toscana.
«Per noi si apre un nuovo anno calcistico all'insegna del rinnovamento - spiega Fabio Bertelli, giovane allenatore della scuola calcio -. C'è grande entusiasmo, abbiamo ridipinto i muri degli spogliatoi e la tribuna da sessanta posti coi colori e il logo della società grazie all'aiuto dei ragazzi della prima squadra, e in più abbiamo fatto venire una ditta specializzata di Arezzo per risistemare il campo da gioco. Prima era al limite dell'impraticabilità, mentre adesso è un piccolo gioiellino».
Oltre al look, cambia soprattutto la mentalità, meno rivolta alla vittoria a tutti i costi e più vicina, grazie alla collaborazione con il settore giovanile del Via Nova di Pieve a Nievole, ad un modello pedagogico che si adatti alle esigenze del mondo del pallone.
«Prima al Luccasette si pensava che vincere fosse sufficiente, ma una volta venute meno le vittorie, e di conseguenza gli sponsor, abbiamo deciso che era il momento di cambiare qualcosa, di ricostruire le nostre fondamenta - precisa ancora Bertelli -. Siamo ripartiti da quello che è il valore educativo dello sport, nel pieno rispetto delle regole e degli avversari. Con la squadra di Pieve a Nievole vogliamo capire poi se la nostra metodologia d'insegnamento è valida e apporre, qualora ce ne fosse bisogno, correttivi, per migliorare così la nostra offerta. Abbiamo pensato di lasciare aperte le iscrizioni tutto l'anno, proprio per garantire ai ragazzi di prendere parte a questa nuova avventura, a questo nostro modo di insegnare calcio».
A mettere in contatto le pantere di San Concordio con la compagine calcistica della provincia di Pistoia l'avvocato Anna Cordoni, mamma di una giovane promessa della squadra lucchese.
«Ho avuto la possibilità a lavoro di confrontarmi con il collega Riccardo Gambi, che nel pistoiese ha amicizie nel mondo del calcio - spiega - E' stato lui che ha permesso al nostro presidente Germano Barsali di stringere questa collaborazione, che sono certa permetterà ai ragazzi un'ulteriore crescita, non solo dal punto di vista sportivo».
Un genitore per certi versi “controcorrente” la signora Cordoni, poco attenta al minutaggio in campo del proprio figlio, ma più concentrata sull'apprendimento, specie di valori che con la tecnica hanno poco a che fare.
«Anna è un bell'esempio da seguire, mentre per alcune mamme e alcuni papà ci vorrebbe un corso di formazione specifico - dice ironico l’allenatore Bertelli -. Durante le partite, certi genitori stanno incollati all'orologio per vedere quanto tempo gioca il figlio (o la figlia, visto che fino a dodici anni gli esordienti al Luccasette, sia maschi che femmine, giocano assieme), se più o meno di un altro bambino. A questa età non conta quanti minuti si è giocato, ma è importante apprendere e conoscere cos'è il rispetto, e divertirsi, soprattutto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
