La manifestazione
Aumentato l’assegno per Gesat
Fino al 2033 l’Asl pagherà al concessionario una somma per i servizi non sanitari
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LUCCA. A far incrementare il costo complessivo del San Luca non ci sono state solo le spese aggiuntive per la costruzione, ma anche quelle per il canone di leasing a favore del concessionario Gesat. Si tratta della società consortile formata dal pool di imprese che ha realizzato il San Luca (Astaldi, Impresa Pizzarotti e Techint Engineering). Gesat ha ottenuto in concessione fino al 2033 i servizi non sanitari. Attraverso una serie di cooperative si occupa di manutenzione degli immobili, pulizie; trasporto meccanizzato; lavanderia, guardaroba e sterilizzazione biancheria; ristorazione degenti e mensa personale; sterilizzazione degli strumenti per le sale operatorie; raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti pericolosi; gestione dei servizi di maggior comfort alberghiero per la libera professione intramoenia in ospedale (di fatto le camere a pagamento) e delle aree commerciali (bar, edicola, ecc). In base agli accordi stipulati in sede di project financing ogni anno l’Asl deve versare una somma che in parte serve a coprire gli oneri per la costruzione del presidio e in parte finanzia i servizi forniti dal concessionario. Il problema è che l’assegno che l’Asl stacca ogni anno a Gesat è lievitato rispetto a quanto previsto nel 2007. «Nel caso di Lucca – scrivono i giudici – l’andamento della spesa per i servizi non sanitari nel quinquennio considerato, è piuttosto altalenante; in particolare, il triennio che precede l’apertura dell’ospedale (2011-2013) presenta una spesa media di 31 milioni di euro. Il biennio successivo, considerato che nel 2014, sia presente un canone riferito a poco più di sette mesi, si rileva una spesa media di 44 milioni di euro, con uno scostamento che raggiunge quasi i 13 milioni di euro ed una incidenza del 41,84 per cento. Se poi viene considerata la variazione di spesa intercorsa tra il 2015 (primo anno a canone pieno) e il 2013 (in cui i costi del nuovo ospedale non erano ancora presenti), avremo, a fronte di una riduzione della spesa per servizi non sanitari pari all’11,21%, un incremento della spesa, comprensiva dei canoni di leasing non sanitari, del 43,52 per cento, con conseguente aggravio dei costi complessivi».
(g.p.)
(g.p.)
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