Il Tirreno

Lucca

Terzo tentativo per vendere il ristorante "Puccini"

Il ristorante Puccini
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Il ristorante Puccini

Lucca: torna all’asta il locale di Corte San Lorenzo. Ma il vero problema è il canone d’affitto

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LUCCA. ]È il terzo tentativo, e chissà se sarà l’ultimo. Il ristorante Puccini in corte San Lorenzo, chiuso da qualche mese dopo il fallimento della società che lo gestiva (La Nonazia srl) torna a cercare un nuovo proprietario. Attenzione: si parla della gestione, non della proprietà dei muri. E - come vedremo fra un attimo - proprio qui sta una buona parte del problema.


I numeri, innanzitutto: per acquistare l’attività (compreso il nome del ristorante) si parte da una base d’asta di 22.866 euro. Prezzo ribassato rispetto ai 30.000 euro circa di luglio e ancor di più rispetto ai 40.000 euro del primo esperimento di vendita. Le buste dovranno essere presentate entro il 18 settembre e il giorno successivo, nello studio del curatore fallimentare Massimo Capanni, verranno esaminate le offerte e, in caso di più soggetti interessate, si procederà alla gara con base di partenza l’offerta più alta e con aumenti minimi di 2.000 euro.
Il locale è al momento nella disponibilità del curatore, che ha già provveduto al licenziamento del personale in forza alla data del fallimento. È bene precisare che l’immobile che ospitava l’attività non rientra tra i beni oggetto della vendita. All’asta vanno solo attrezzature, impianti, mobili e complementi di arredo nonché l’avviamento, che consentirà agli eventuali compratori di continuare a usare il vecchio nome. Vedremo se qualcuno si farà avanti.

Certo è che poi l’eventuale nuovo aggiudicatario dovrà negoziare il canone di locazione con i proprietari del fondo. E qui, come si diceva, sorge il problema. Il locale, sia per posizione che per nome, fa gola a molti imprenditori del settore. Ma - a quanto si è potuto apprendere - le cifre richieste dal padrone del fondo sono alte. Troppo alte, per prendersi un rischio imprenditoriale che comunque non è certo garantito nel suo esito positivo.
Fra l’altro, nelle carte della curatela emerge come la vecchia società avesse già ricevute due ingiunzioni di sfratto, a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio di quest’anno. A sancire il fallimento era poi stata l’istanza avanzata da due dipendenti che vantavano dei compensi non percepiti.

Questo, però. è il passato e, in una certa misura, il presente. Per il futuro ci sarà da vedere se il prezzo - oggettivamente ora assai ribassato - potrà fare gola a qualcuno, nonostante la questione dell’affitto. Che, poi, non è certo solo questione del ristorante Puccini, o di Corte San Lorenzo. È, piuttosto, un problema che si estende a tutto il centro storico, che sta vivendo ormai da tempo una sorta di “mutazione genetica” dovuta al boom del turismo, che porta i proprietari dei fondi a chiedere cifre sempre più alte al momento del rinnovo del contratto. E così anche un ristorante come il Puccini, con una storia importante e con un’ottima posizione (a due passi dalla casa natale del Maestro che macina ingressi su ingressi) rischia di rimanere senza un proprietario.
 

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