Il Tirreno

Lucca

Un giardino dimenticato nel quartiere di Sant’Anna

di Marco Tirinnanzi
Un giardino dimenticato nel quartiere di Sant’Anna

La protesta per lo stato di trascuratezza del parco giochi vicino alla Coop «C’è chi passa ore a bere nonostante il divieto e il verde non viene mai curato» 

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LUCCA. L'ordinanza che vieta di consumare bevande alcoliche in tutte le aree a verde di Lucca attrezzate a parco giochi c'è, ribadita giusto un mese e mezzo fa, a distanza di un anno dalla sua emissione, dal sindaco Alessandro Tambellini. Stando a quello che sostengono alcuni residenti, però, quello che manca sono i controlli, per porre rimedio a episodi di disagio, come quelli che accadono al parco di Sant'Anna. Infatti, nel piccolo giardino pubblico di fianco al supermercato Coop di Sant’Anna, a lamentarsi del degrado e della scarsa manutenzione è un gruppetto di abitanti della zona, capitanati da Rolando Lorenzetti.

«Spesso alcuni ragazzi, italiani e di colore, sostano qua interi pomeriggi a bere alcolici, e nessuno dice niente, nessuno viene a verificare il rispetto dell'ordinanza – racconta l'uomo – il numero dei bidoni per i rifiuti poi è stato ridotto, e così quei pochi rimasti sono stracolmi di lattine di birra e di residui di cibo in decomposizione. L'odore che emanano, in queste giornate di caldo, è insopportabile».

Altro problema che segnala l'anziano è la presenza, sporadica, di Sistema Ambiente nel prendersi cura del giardinetto. «Gli alberi e i cespugli non vengono mai sfrondati, diventando così la casa ideale per i topi. Le arcate di siepe sono cresciute a dismisura, e chi passeggia in bicicletta è costretto ad abbassarsi per evitare di sbattere la testa. Inoltre il ciottolato che costeggia il parco all'esterno è impraticabile, pieno zeppo di fazzolettini, non voglio sapere di quale provenienza».

Al signor Lorenzetti non va giù neppure il trattamento riservato al ginkgo biloba, un albero di origine cinese che è stato spiantato a seguito della realizzazione della rotonda di via Elisa, e messo a dimora proprio di fronte al parco di Sant'Anna: «Nessuno viene mai ad annaffiarlo, solo io e un altro signore che abita qui attorno ce ne prendiamo cura, bagnandolo con una gomma di fortuna attaccata alla fontana del giardinetto. C'è anche un problema di coesistenza: l'albero si trova nel mezzo a due piante che continuano a crescere. Lo spazio è limitato, e tra qualche anno, per evitare che si diano noia, il ginkgo biloba andrà dissotterrato di nuovo».

Di fianco al parcheggio esterno del parco giochi, un recinto per la sgambatura dei cani. Lorenzetti non le manda a dire nemmeno in questo caso: «È sempre esposto al sole, non c'è comfort di alcun genere; né una panchina, né dei cestini per i rifiuti, non c’è niente. Io ho un cane e qui a fare i bisogni non ce lo porto di certo. Sembra abbandonato, ma in queste condizioni è normale che sia sempre vuoto».

Il pensionato, per arginare il problema, ha provato ad imbastire più volte un colloquio con Sistema Ambiente, ma dalla partecipata del Comune le risposte tardano ad arrivare. «Ho chiamato in più di un'occasione, ma tutti si negano. Solo una persona, di cui non ricordo il nome, dopo varie rimostranze, mi disse che mi avrebbe denunciato. Che lo faccia. Io non ho niente da nascondere».

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