Attenzione
«Un modello che coinvolga tutto il territorio»
Il commento del sindaco Tambellini: «È segno di una città che ha voglia di affermarsi»
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LUCCA. “Lucca diffusa”, ovvero creare un modello turistico “orizzontale” che coinvolga tutto il territorio comunale, e non solo il centro storico, capace di integrarsi nella cultura e nella comunità del luogo. È l’obiettivo della giunta Tambellini, che lancia un’idea, che è già linea programmatica per i prossimi cinque anni: la volontà di far riappropriare ai cittadini la storia e il patrimonio artistico e culturale dei luoghi in cui vivono, così da trasformarsi essi stessi in portatori di memoria e di saperi, e coinvolgere in questa esperienza i turisti, che avrebbero in questo modo la possibilità di sperimentare non un soggiorno, ma un vero e proprio stile di vita.
«Nella crescita di Lucca dal punto di vista turistico - commenta Alessandro Tambellini – ci leggo la voglia di riscatto di una città intera, che nell’affermarsi agli occhi del mondo ritrova e rilancia se stessa. Nel parlare di sviluppo turistico sostenibile abbiamo la possibilità di creare un modello diffuso di turismo, che parta dal centro storico e si allarghi a tutto il territorio comunale e viceversa, in un sistema integrato che diventi un modello di sviluppo economico del territorio stesso. Penso alle risorse ambientali, paesaggistiche e naturalistiche, a partire dal patrimonio rappresentato dal fiume; alla stratificazione architettonica e urbanistica, che trova ancora esempi meravigliosi; alla campagna costruita dall’uomo e ai luoghi della memoria, sia essa memoria storica o del lavoro; alle bellezze artistiche che costellano l’intero territorio lucchese. E, infine, ai luoghi della religione: i luoghi del pensiero, della riflessione e della meditazione, che oltre al valore architettonico, racchiudono al loro interno la capacità di diventare un argine all’incedere frenetico del tempo. Insomma, Lucca diffusa, intesa come Lucca e il suo territorio, è il brand che dobbiamo riuscire ad affermare, dove si recupera e si fa conoscere ciò che già c’è, si mettono in rete i produttori locali, considerati come componente-chiave dell’offerta turistica, si fa dell’autenticità e del vissuto che popola le nostre strade un valore aggiunto inestimabile, reso reale dal continuo scambio con la comunità dei residenti. Linee-guida che dovranno essere messe a punto con le realtà che si occupano di turismo, confluendo poi in uno specifico Piano turistico di mandato».
«Nella crescita di Lucca dal punto di vista turistico - commenta Alessandro Tambellini – ci leggo la voglia di riscatto di una città intera, che nell’affermarsi agli occhi del mondo ritrova e rilancia se stessa. Nel parlare di sviluppo turistico sostenibile abbiamo la possibilità di creare un modello diffuso di turismo, che parta dal centro storico e si allarghi a tutto il territorio comunale e viceversa, in un sistema integrato che diventi un modello di sviluppo economico del territorio stesso. Penso alle risorse ambientali, paesaggistiche e naturalistiche, a partire dal patrimonio rappresentato dal fiume; alla stratificazione architettonica e urbanistica, che trova ancora esempi meravigliosi; alla campagna costruita dall’uomo e ai luoghi della memoria, sia essa memoria storica o del lavoro; alle bellezze artistiche che costellano l’intero territorio lucchese. E, infine, ai luoghi della religione: i luoghi del pensiero, della riflessione e della meditazione, che oltre al valore architettonico, racchiudono al loro interno la capacità di diventare un argine all’incedere frenetico del tempo. Insomma, Lucca diffusa, intesa come Lucca e il suo territorio, è il brand che dobbiamo riuscire ad affermare, dove si recupera e si fa conoscere ciò che già c’è, si mettono in rete i produttori locali, considerati come componente-chiave dell’offerta turistica, si fa dell’autenticità e del vissuto che popola le nostre strade un valore aggiunto inestimabile, reso reale dal continuo scambio con la comunità dei residenti. Linee-guida che dovranno essere messe a punto con le realtà che si occupano di turismo, confluendo poi in uno specifico Piano turistico di mandato».
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