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Parla l’ad di Kme «Scelte ancora da fare ma migliorative»

Parla l’ad di Kme «Scelte ancora da fare ma migliorative»

Claudio Pinassi replica a chi teme un inceneritore di pulper per l’autoproduzione di energia elettrica per lo stabilimento

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BARGA. L’intervento sui costi energetici sarà fatto, ma ricorrendo a tecnologie ambientalmente sostenibili e senza fuggire al confronto, anzi: l’amministratore delegato di Kme Claudio Pinassi interviene sulle polemiche legate all’ipotesi di una centrale alimentata dalla combustione del pulper.

Pinassi fa il punto della situazione «per far sì che la discussione, per la quale l’azienda ribadisce la massima apertura e trasparenza, possa proseguire nella concretezza, sgombrando il campo da fantocci polemici».

L’Ad ricorda la situazione travagliata dell’ultimo decennio, fino alla scelta di proseguire l’attività mantenendo lo storico core business metallurgico: «Per questo fine nel giugno 2016, è stato sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali, con scadenza nell’autunno 2018, per gestire la fase di risanamento facendo ricorso, in modo anche innovativo, agli ammortizzatori sociali disponibili avendo come primo obiettivo la salvaguardia dell’occupazione. I dati risultanti dal primo semestre 2017 confermano, pur in un quadro generale ancora difficoltoso, che la strada intrapresa è quella giusta».

Ma ora Kme vuole anche impostare una strategia di rilancio a medio-lungo termine, e questa non potrà prescindere dall’affrontare il tema dei costi energetici (visto che «l’industria metallurgica è notoriamente una delle più “energivore”»). «Kme vuole investire nello sviluppo di una autosufficienza energetica che la metta al riparo, per quanto possibile, da future oscillazioni dei costi dell’energia – riprende Pinassi – su questo punto voglio fare chiarezza, per sgombrare il campo da ogni possibile ambiguità e strumentalizzazione. L’attuale configurazione dello stabilimento e dei suoi impianti è ampiamente al di sotto dei limiti indicati dalle leggi. Le soluzioni allo studio sono ancora molteplici; in ogni caso la scelta ricadrà su tecnologie ampiamente consolidate in termini di sostenibilità ambientale a livello locale e riconosciute come migliori tecnologie applicabili (Bat) nel settore della produzione energetica. Il progetto che verrà scelto, oltre ad avere le caratteristiche di efficienza produttiva e obbligatoria sostenibilità economica, sarà assolutamente migliorativo per tutti i tipi di emissioni rispetto alla configurazione attuale, per quanto essa sia già ampiamente nei termini delle leggi vigenti ed in linea con le Bat di settore. Qualsiasi sarà la soluzione prescelta, Kme intende realizzare avanzati studi di valutazione degli impatti ambientali e sanitari al fine di poter avviare un confronto serio e costruttivo con le autorità, istituzioni e le parti interessate».

«Fatta chiarezza su questi punti – chiude l’amministratore delegato – ribadisco che Kme è aperta al confronto con tutti, istituzioni, sindacati, componenti della “società civile”, cittadini, a patto che ci sia un reciproco impegno a percorrere soluzioni concrete e non “avvelenate” da ideologismi aprioristici, allarmismi ingiustificati, in una contrapposizione manichea e falsa che potrebbe persino avere, come esito finale, il risultato della chiusura dell’insediamento industriale. Dopo cento anni, la fabbrica di Fornaci di Barga può e deve continuare a essere un fattore importante di sviluppo del territorio. Kme è impegnata per questo».



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