Il Tirreno

Lucca

Palazzo Ducale mette in vendita immobili e azioni

di Luca Cinotti
Palazzo Ducale mette in vendita immobili e azioni

Già sul mercato le quote Salt rimaste in mano alla Provincia Nel piano si punta a fare cassa anche con gli edifici storici

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LUCCA. Benvenuti al grande bazaar della Provincia. L’ente di palazzo Ducale, nelle ultime settimane e in quelle che verranno ha dato un’accelerata al piano di dismissione della parte di patrimonio ritenuta oramai non più essenziale, se non per un ultimo scopo: rimpinguare le casse dell’ente che, soprattutto dopo la riforma Del Rio, sono costantemente in affanno.

Si tratta di complessi immobiliari, talvolta significativi dal punto di vista storico, ma non solo: oltre al piano di alienazioni immobiliari, infatti, l’altro documento che guida le operazioni è il piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie. E così la decisione più significativa degli ultimi giorni è il bando per la vendita delle azioni Salt rimaste in mano alla Provincia. A novembre del 2014, infatti, c’era stata una prima asta, nella quale palazzo Ducale aveva piazzato il 90% della sua partecipazione nell’autostrada e si era messa in cassa 14 milioni. A comprare era stata la Sias, cioè la società della famiglia Gavio che detiene la maggioranza di Salt. In quel frangente la Provincia aveva deciso di conservare 360.000 azioni che, oltre a dare la possibilità di esprimere membri del cda (che, tuttavia, hanno poca possibilità di incidere) garantiva di incassare i dividendi. Il nuovo piano di razionalizzazione, approvato a ottobre 2016 a seguito della riforma Madia della pubblica amministrazione, stabilisce però la vendita anche di questo ultimo pacchetto. Una perizia ha stimato in 6,17 euro il valore di ogni singola azione: così la base d’asta sarà di 2.221.200 euro, cifra minima che gli interessati potranno aumentare nelle offerte da presentare entro il prossimo 26 settembre.

Nella stessa giornata si terrà un’altra asta: quella per la partecipazione detenuta dalla Provincia in Imm, l’Internazionale marmo macchine di Carrara che si occupa di studi e consulenze alle aziende nel settore del lapideo. In questo caso le azioni in vendita sono 279.358, quotate 1,714 euro l’una per una base d’asta di 478.820 euro.

In futuro, poi, ci potrebbero essere altre cessioni di questo tipo. Il piano di razionalizzazione, infatti, prevede che la Provincia ceda le sue partecipazioni in società che non vengono più ritenute “strettamente necessarie al perseguimento delle finalità dell’ente”, in seguito alla riforma Del Rio e alle nuove attribuzioni delle Province. La lista, oltre a Salt, comprende Lucca Promos, Sat, Navigo, Fidi Toscana, Lucense e Aeroporto di Capannori.

I beni immobili. L’altra grande partita riguarda terreni ed edifici che fanno parte del patrimonio provinciale. Al momento c’è una sola asta in corso. Si tratta di quella, certo non trascendentale, per un triangolino di terreno compreso fra i campi sportivi del Liceo scientifico Vallisneri a Sant’Anna e un’abitazione privata: 142 metri quadri per una base d’asta di 35.000 euro, da offrire entro il 24 agosto.

Ben più sostanziose e significative sono le procedure di vendita che potremmo vedere nei prossimi mesi. A partire dal nuovo esperimento, dopo tre tentativi andati deserti, per la vendita di Villa Giurlani, l’ex provveditorato agli studi di via Barsanti e Matteucci. Il bando prevederà un ribasso del 30% rispetto ai 3.515.000 euro dell’ultimo avviso: si scenderà, quindi, intorno ai due milioni e mezzo, cifra intorno alla quale gli uffici di Palazzo Ducale prevedono di poter attrarre qualche investitore.

Stesso discorso - anche se a livelli finanziari e di qualità assai inferiori - per la questione dell’ex casa del custode del liceo Vallisneri: a fine luglio il tentativo di vendita a 330.000 euro non ha trovato acquirenti e quindi la Provincia potrebbe riprovarci. A meno che - ma al momento non sembra una possibilità troppo concreta - palazzo Ducale non decida di andare incontro alle richieste del Liceo e togliere così la casa dal mercato, dandola in uso proprio alla scuola superiore di via delle Rose.

Ci sono, infine, altri immobili compresi nel piano di alienazione e che quindi potrebbero essere messi all’asta anche perché, in 13 casi, si dà atto di una “priorità” nelle procedure di vendita. Nel 2017 si dovrebbe provare ad alienare la caserma dei carabinieri di San Concordio. La cifra prevista come base d’asta è di 1.705.200 euro. Mentre, uscendo fuori dai confini lucchesi, per la cifra di 750.000 euro è fissata la vendita del centro per l’impiego, ufficio del lavoro di Castelnuovo Garfagnana. Nell’elenco dei beni da alienare anche il 2018 sarà un anno importante.

Ci sono 6.223.250 euro che dovrebbero entrare dal palazzo "Lazzareschi e Lazzeroni", sede della questura di Lucca (anche se questa partita sembra complicatissima, legata com’è al futuro dell’ex Campo di Marte). Poi 7.680.150 euro dall’alienazione della caserma dei vigili del fuoco di Lucca, della quale l’acquirente potrebbe essere il ministero dell’Interno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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