Sicurezza
Ex manifattura: tutto pronto per il subentro
L’annuncio dell’assessore Mammini, destinato a sbloccarsi a breve il cantiere dopo il crac Unieco
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LUCCA. Si avvicina un passo fondamentale per la ripartenza dei lavori all’ex manifattura. Ad annunciarlo è l’assessore Serena Mammini.
«I documenti per il subentro nel contratto di appalto integrato per l’esecuzione dei lavori di restauro all’ex Convento di San Domenico complesso ex Manifattura Tabacchi sono pronti – scrive l’assessore – a breve la relativa delibera passerà dalla giunta. Nei mesi scorsi, da quando venne acclarato e formalizzato il fallimento della Unieco, l’amministrazione ha affrontato con determinazione e professionalità il problema, non fermandosi un giorno, nemmeno in periodo elettorale, per valutare tutte le soluzioni percorribili per tutelare il prevalente interesse pubblico. Contattando immediatamente il commissario liquidatore con tutte le difficoltà che è facile immaginare. Un compito veramente difficile e ingrato. Vedere la gru della Manifattura ferma, con tutto ciò che quel cantiere rappresenta, è stato veramente triste sotto molti punti di vista. E al riguardo abbiamo dovuto leggere affermazioni così contorte e scorrette che chi le ha pronunciate faceva di gran lunga meglio a tacere, non fosse per un certo senso del pudore. Mi riferisco a ingegneri candidati al consiglio comunale che il Piuss conoscevano bene e a ex presidenti del consiglio comunale che lo avrebbero dovuto conoscere». La Mammini ricorda gli effetti su molti altri cantieri in tutta Italia provocati dal crac Unieco: «Un baratro per 950 soci. Per Unieco è partita, il 7 aprile, la liquidazione coatta amministrativa. Ci siamo trovati quindi ad affrontare un problema insolito e non indifferente».
«Abbiamo lavorato sodo – riprende l’assessore – collaborando per quanto possibile con il resto dell’Ati, per il subentro di un’altra Azienda, la Aspera spa all’interno dell’associazione temporanea d’impresa. La delibera è pronta per essere portata in giunta. E se andrà tutto bene nella ripresa dei lavori, come ci auguriamo, ma il condizionale è d’obbligo, il successo sarà di tutta la città. Non dimentichiamo tra l’altro che la procedura Piuss partì con altra amministrazione e comunque di fronte a operazioni così complesse e a problemi così grandi la buona politica dovrebbe stare tutta da una parte, la parte della città e si chiama un’unità d’intenti. Per cui per quell’area, importantissima, la linea è tracciata, il nuovo progetto, finalmente realistico anche nelle sue funzioni c’è, il cronoprogramma con la Regione pure. Il prossimo 4 settembre dovrebbe partire il rinnovo del suolo pubblico insieme alla ripresa dei lavori. Il costo del suolo pubblico relativo alle impalcature, che purtroppo sono lì da mesi inutilizzate, fino a quella data sarà addebitato a Unieco. Le procedure di subentro nei contratti di appalto sono atti assai delicati e complicati».
«Riguardo all’altra area, quella esclusa dall’ex progetto Piuss – chiude Mammini – ribadisco quanto dichiarato dal Sindaco, il discorso con la Fondazione Cassa di Risparmio riprenderà senz’altro. Certo non nella settimana del 15 di agosto».
«I documenti per il subentro nel contratto di appalto integrato per l’esecuzione dei lavori di restauro all’ex Convento di San Domenico complesso ex Manifattura Tabacchi sono pronti – scrive l’assessore – a breve la relativa delibera passerà dalla giunta. Nei mesi scorsi, da quando venne acclarato e formalizzato il fallimento della Unieco, l’amministrazione ha affrontato con determinazione e professionalità il problema, non fermandosi un giorno, nemmeno in periodo elettorale, per valutare tutte le soluzioni percorribili per tutelare il prevalente interesse pubblico. Contattando immediatamente il commissario liquidatore con tutte le difficoltà che è facile immaginare. Un compito veramente difficile e ingrato. Vedere la gru della Manifattura ferma, con tutto ciò che quel cantiere rappresenta, è stato veramente triste sotto molti punti di vista. E al riguardo abbiamo dovuto leggere affermazioni così contorte e scorrette che chi le ha pronunciate faceva di gran lunga meglio a tacere, non fosse per un certo senso del pudore. Mi riferisco a ingegneri candidati al consiglio comunale che il Piuss conoscevano bene e a ex presidenti del consiglio comunale che lo avrebbero dovuto conoscere». La Mammini ricorda gli effetti su molti altri cantieri in tutta Italia provocati dal crac Unieco: «Un baratro per 950 soci. Per Unieco è partita, il 7 aprile, la liquidazione coatta amministrativa. Ci siamo trovati quindi ad affrontare un problema insolito e non indifferente».
«Abbiamo lavorato sodo – riprende l’assessore – collaborando per quanto possibile con il resto dell’Ati, per il subentro di un’altra Azienda, la Aspera spa all’interno dell’associazione temporanea d’impresa. La delibera è pronta per essere portata in giunta. E se andrà tutto bene nella ripresa dei lavori, come ci auguriamo, ma il condizionale è d’obbligo, il successo sarà di tutta la città. Non dimentichiamo tra l’altro che la procedura Piuss partì con altra amministrazione e comunque di fronte a operazioni così complesse e a problemi così grandi la buona politica dovrebbe stare tutta da una parte, la parte della città e si chiama un’unità d’intenti. Per cui per quell’area, importantissima, la linea è tracciata, il nuovo progetto, finalmente realistico anche nelle sue funzioni c’è, il cronoprogramma con la Regione pure. Il prossimo 4 settembre dovrebbe partire il rinnovo del suolo pubblico insieme alla ripresa dei lavori. Il costo del suolo pubblico relativo alle impalcature, che purtroppo sono lì da mesi inutilizzate, fino a quella data sarà addebitato a Unieco. Le procedure di subentro nei contratti di appalto sono atti assai delicati e complicati».
«Riguardo all’altra area, quella esclusa dall’ex progetto Piuss – chiude Mammini – ribadisco quanto dichiarato dal Sindaco, il discorso con la Fondazione Cassa di Risparmio riprenderà senz’altro. Certo non nella settimana del 15 di agosto».
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