Sicurezza
«Scommetto sul centro» Cucinando il pesce...
LUCCA. Per lui la cucina non ha segreti e conosce perfettamente tutte le materie prime e le loro infinite proprietà. Carni o pesce, frutta, verdure, formaggi e dessert: ciò che passa per le sue mani...
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LUCCA. Per lui la cucina non ha segreti e conosce perfettamente tutte le materie prime e le loro infinite proprietà. Carni o pesce, frutta, verdure, formaggi e dessert: ciò che passa per le sue mani riesce sempre a trasformarsi in un piatto succulento e appetitoso. Merito di una passione nata praticamente con lui e cresciuta grazie a mille esperienze sul campo. Daniele Meini “mastica” cucina sin da bambino e ha deciso di scegliere Lucca per aprire il primo ristorante di pesce della città. L’apertura è fissata per questa mattina all’ora di pranzo in piazza dei Cocomeri, il tratto finale di via San Paolino che sfocia su piazza San Michele. I locali sono quelli che fino a qualche tempo fa ospitavano il ristorante Gallo Viandante, anch’esso gestito da Meini che ha però deciso di dare una svolta all’attività, dando vita alla Trattoria del Pesce.
Un’esperienza lunga una vita quella del ristoratore, nato a Filettole nel Comune di Vecchiano e residente a Terricciola di Pisa, ma di origini lucchesi. Il padre veniva infatti da Arsina, dove aveva un grosso oliveto e coltivava la terra che lasciò dopo il matrimonio per dedicarsi al podere della famiglia della moglie nella campagna pisana. Il piccolo Daniele viveva praticamente in mezzo ai fornelli con nonna e zia, dalle quali apprese le prime semplici nozioni. Quando il padre morì il bambino aveva soltanto otto anni e la necessità di cucinare anche per la mamma che lavorava. L’arte della cucina gli fu insegnata da un cuoco durante le stagioni estive a Torre del Lago che iniziò appena tredicenne. Poi fu un’éscalation di esperienze. Fece il macellaio, il norcino e persino il pasticcere da Salza a Lucca e divenne cheesemaker di un caseificio nel volterrano. Le tecniche della cucina le ha imparate negli anni Novanta dal famoso chef Gualtiero Marchesi, col quale ha collaborato a Milano per tre anni.
La ristorazione era il suo pallino e quando intravide la possibilità di aprire un locale, non ci pensò un attimo. Un anno fa da Pisa è approdato a Lucca, ma la cucina prescelta era simile a quella di gran parte dei colleghi. Per attirare la clientela bisognava proporre qualcosa di diverso. Appunto piatti tipicamente di mare e in un ambiente adatto. Quello che da oggi si può vedere, con le pareti azzurre drappeggiate da vecchie reti di pescatori, tenute insieme da robuste corde con i galleggianti originali e tante stoviglie in rame che potrebbero raccontare storie infinite. L’esperienza non manca, le capacità pure e adesso Daniele Meini sembra aver trovato la strada giusta. «Puntiamo alla cucina di qualità, dice, con pesce fresco acquistato direttamente da pescatori viareggini o “abbattuto” ovvero congelato sul posto seguendo una procedura veloce che consente al prodotto di mantenere le proprietà organolettiche. Tutto espresso, con la possibilità di gustare crudité e taglieri di prodotti ittici con verdure di stagione e ottime mozzarelle di bufala. E per i patiti della carne, pochi ma ottimi piatti come la bistecca di chianina, i tordelli lucchesi e un esclusivo pollo aromatizzato». Ogni pomeriggio, dalle 16.30 alle 19.30, poi, il “fritto e vai” un cartoccio di squisito pesce da gustarsi con una birra fresca. Rossella Lucchesi
Un’esperienza lunga una vita quella del ristoratore, nato a Filettole nel Comune di Vecchiano e residente a Terricciola di Pisa, ma di origini lucchesi. Il padre veniva infatti da Arsina, dove aveva un grosso oliveto e coltivava la terra che lasciò dopo il matrimonio per dedicarsi al podere della famiglia della moglie nella campagna pisana. Il piccolo Daniele viveva praticamente in mezzo ai fornelli con nonna e zia, dalle quali apprese le prime semplici nozioni. Quando il padre morì il bambino aveva soltanto otto anni e la necessità di cucinare anche per la mamma che lavorava. L’arte della cucina gli fu insegnata da un cuoco durante le stagioni estive a Torre del Lago che iniziò appena tredicenne. Poi fu un’éscalation di esperienze. Fece il macellaio, il norcino e persino il pasticcere da Salza a Lucca e divenne cheesemaker di un caseificio nel volterrano. Le tecniche della cucina le ha imparate negli anni Novanta dal famoso chef Gualtiero Marchesi, col quale ha collaborato a Milano per tre anni.
La ristorazione era il suo pallino e quando intravide la possibilità di aprire un locale, non ci pensò un attimo. Un anno fa da Pisa è approdato a Lucca, ma la cucina prescelta era simile a quella di gran parte dei colleghi. Per attirare la clientela bisognava proporre qualcosa di diverso. Appunto piatti tipicamente di mare e in un ambiente adatto. Quello che da oggi si può vedere, con le pareti azzurre drappeggiate da vecchie reti di pescatori, tenute insieme da robuste corde con i galleggianti originali e tante stoviglie in rame che potrebbero raccontare storie infinite. L’esperienza non manca, le capacità pure e adesso Daniele Meini sembra aver trovato la strada giusta. «Puntiamo alla cucina di qualità, dice, con pesce fresco acquistato direttamente da pescatori viareggini o “abbattuto” ovvero congelato sul posto seguendo una procedura veloce che consente al prodotto di mantenere le proprietà organolettiche. Tutto espresso, con la possibilità di gustare crudité e taglieri di prodotti ittici con verdure di stagione e ottime mozzarelle di bufala. E per i patiti della carne, pochi ma ottimi piatti come la bistecca di chianina, i tordelli lucchesi e un esclusivo pollo aromatizzato». Ogni pomeriggio, dalle 16.30 alle 19.30, poi, il “fritto e vai” un cartoccio di squisito pesce da gustarsi con una birra fresca. Rossella Lucchesi
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