Il Tirreno

Lucca

Sos acqua in Mediavalle: arrivano le autobotti

di Francesco Cosimini
Sos acqua in Mediavalle: arrivano le autobotti

Bagni di Lucca, il Comune chiude alcune fontane per evitare sprechi La zona più colpita dalla siccità è la Val di Lima, con Crasciana e San Cassiano

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BAGNI DI LUCCA. La siccità si fa sentire anche in Val di Lima. Questa estate calda e, soprattutto, secca, comincia a farsi notare. Problemi di rifornimento idrico si registrano un po’in tutta la Garfagnana, ma a destare attenzione è in particolare la situazione di alcune frazioni di Bagni di Lucca: San Cassiano di Controne, Crasciana e, soprattutto, Limano. Qui, come spiegato dagli abitanti, il problema si è iniziato a presentare il 4 agosto. Un problema frutto di due fattori: la minor quantità di acqua ovviamente, ma, anche, il consumo che cresce. Cresce perché fa caldo certo, ma anche per un altro motivo (comune al resto della vallata). Il paesino arroccato nel verde, in questo periodo dell’anno vede aumentare il numero dei suoi abitanti (da una sessantina a circa 300): un “effetto yo yo” che ha messo in ginocchio l’acquedotto locale. Qua, nei giorni più neri, i magri rubinetti delle sue case non permettevano lo svolgimento delle tipiche attività quotidiane, con appena un filo di acqua. Il 5 agosto, la società idrica Gaia e il Comune si sono messi al lavoro, e a suon di acqua portata con le autobotti fino alla cisterna della rete idrica del paese la situazione è tornata verso la normalità. Però, oltre all’arrivo delle autobotti, sono stati presi anche altri provvedimenti: «Abbiamo chiuso tutte le fontane pubbliche – ha spiegato il sindaco Paolo Michelini – per evitare il prelievo abusivo».

I tecnici di Gaia hanno confermato ai residenti che la soluzione è vicina e, in effetti, negli ultimi due giorni il flusso di acqua sembrava normale, ma l’attenzione resta comunque alta, perché il caldo continua, e perché i disagi si stanno facendo sentire anche in altre zone del territorio. Accanto al caso Limano, sottolineano il sindaco e suo vice Sebastiano Pacini, vi sono situazioni simili anche a Crasciana che viene tenuta sott’occhio, e a San Cassiano, dove si sta reimmettendo acqua nella rete.

Ma, uscendo dai confini di Bagni il problema del rifornimento degli acquedotti, in particolare da una settimana a questa parte, interessa un po’tutta la valle, come spiega Luciano Mazzanti di Gaia (il gestore di servizio): «Ci sono ormai tre autobotti in continuo movimento per rifornire gli acquedotti, in particolare a Bagni, a Barga e a Coreglia. E non si tratta sempre di un lavoro facile visto che in alcuni casi non si può arrivare col camion alle cisterne».

«Il problema – prosegue Mazzanti confermando le spiegazioni dei residenti – è dato da due fattori: da un lato le sorgenti riforniscono meno ma, soprattutto, in questo periodo la popolazione della zona è aumentata moltissimo e, di conseguenza, anche i consumi. Per fare un esempio: là dove abbiamo dei contatori abbiamo misurato un consumo di acqua che mediamente è triplicato. Noi continuiamo a intervenire, rimpinguando i depositi e cercando eventuali perdite. Ma la cosa più importante, valida sempre, ma specialmente in questo periodo, è cercare di non sprecare l’acqua».

Talvolta, proprio per evitare gli sprechi, è stato necessario chiudere le fontane: «In questo caso interveniamo in accordo con i Comuni. La dove le fontane sono più necessarie ci limitiamo a ridurre la portata, in alcuni casi invece le chiudiamo del tutto. Per esempio quando sappiamo che a quelle fontane c’è chi vi si attacca con la gomma per innaffiare l’orto. E in quel caso può bastare una notte per svuotare un deposito».

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