La manifestazione
Commercio a Capannori Ci sono segnali di ripresa
di Nicola Nucci
In un anno e mezzo ci sono state 62 aperture di negozi a fronte di 37 chiusure Ragghianti (Ccn): «Il momento è ancora difficile, ma si percepisce ottimismo»
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CAPANNORI. Intraprendenza, voglia di provarci e un po’ di ritrovato ottimismo. In un anno decine di piccoli e medi imprenditori hanno aperto nuove attività, mentre altri si sono spostati, aprendo in altre zone e strade più centrali. Segnali positivi arrivano soprattutto da Segromigno, Lammari, Guamo e Capannori.
Una fotografia della situazione commercio capannorese è offerta dai dati del Suap, lo sportello unico delle attività produttive del Comune. Dal primo gennaio 2016 a oggi ci sono state 62 aperture attività di commercio al dettaglio di vicinato e due medie distribuzioni, mentre si sono registrate le chiusure di 37 attività e due strutture di media distribuzione hanno chiuso i battenti (una nel 2016 e una nel 2017). Nel complesso un saldo quindi positivo.
Certo, non è tutto rose e fiori, il commercio capannorese mostra ancora segni di sofferenza. I cartelli “affittasi” sono ancora presenti nelle frazioni capannoresi.
«Vedo segnali di ripresa pur essendo un momento ancora difficile», dice Adolfo Ragghianti della gioielleria di via del Popolo a Capannori, e presidente dei commercianti del Centro commerciale naturale che raggruppa 55 attività.
«In centro – riprende Ragghianti – si sono trasferite due attività importanti, una nel settore dell’abbigliamento sportivo e un’altra nel campo dei giocattoli e cartoleria. Inoltre ha aperto un negozio di confetti e adobbi per feste e matrimoni. C’è stata anche qualche chiusura, ma ci sono attività varie oltre agli esercizi storici».
Il presidente del Ccn punta l’attenzione su una zona trascurata e su un’altra che potrebbe avere una vocazione commerciale. La prima è la parte più antica di Capannori, attraversata dalla vecchia Romana: «Una zona dove ci sono fondi vuoti e in affitto, per una smobilitazione dovuta alla crisi. Il sindaco ha annunciato una riqualificazione nel secondo lotto dei lavori della nuova ciclabile, con il rilancio di questa area a cui sono molto legati i cittadini, ma che negli ultimi anni è degradata. Quanto al nuovo centro spero che sia rifatto quanto prima l’asfalto in via Piaggia, la via centrale del paese dove si affacciano molte attività».
L’altra zona è quella in via don Mei: «Al momento – riprende Ragghianti – c’è solo una profumeria e la sede del Pd, ma ci sono alcuni fondi liberi e tutte le potenzialità per aprire qualche attività. Magari servirebbe un parcheggio».
Capannori centro sarà investita da un grande progetto di riqualificazione. Entro fine mese partiranno i lavori della nuova pista ciclabile sulla via Romana che collegherà Capannori a Lucca. Poi, nel 2018, la realizzazione della nuova piazza Aldo Moro: «Apprezziamo lo sforzo del sindaco di fare di Capannori un paese più moderno e di migliorare soprattutto il centro del paese. Ho visto il progetto della piazza ed è molto bello. Allo stesso tempo spero si arrivi al più presto al recupero dell’immobile dell’ex consorzio agrario accanto al parco. Anche i commercianti devono fare la loro parte per vivacizzare il paese. Stiamo pensando ad alcuni eventi e ci piacerebbe riporare una sagra a Capannori come tanti anni fa».
Una fotografia della situazione commercio capannorese è offerta dai dati del Suap, lo sportello unico delle attività produttive del Comune. Dal primo gennaio 2016 a oggi ci sono state 62 aperture attività di commercio al dettaglio di vicinato e due medie distribuzioni, mentre si sono registrate le chiusure di 37 attività e due strutture di media distribuzione hanno chiuso i battenti (una nel 2016 e una nel 2017). Nel complesso un saldo quindi positivo.
Certo, non è tutto rose e fiori, il commercio capannorese mostra ancora segni di sofferenza. I cartelli “affittasi” sono ancora presenti nelle frazioni capannoresi.
«Vedo segnali di ripresa pur essendo un momento ancora difficile», dice Adolfo Ragghianti della gioielleria di via del Popolo a Capannori, e presidente dei commercianti del Centro commerciale naturale che raggruppa 55 attività.
«In centro – riprende Ragghianti – si sono trasferite due attività importanti, una nel settore dell’abbigliamento sportivo e un’altra nel campo dei giocattoli e cartoleria. Inoltre ha aperto un negozio di confetti e adobbi per feste e matrimoni. C’è stata anche qualche chiusura, ma ci sono attività varie oltre agli esercizi storici».
Il presidente del Ccn punta l’attenzione su una zona trascurata e su un’altra che potrebbe avere una vocazione commerciale. La prima è la parte più antica di Capannori, attraversata dalla vecchia Romana: «Una zona dove ci sono fondi vuoti e in affitto, per una smobilitazione dovuta alla crisi. Il sindaco ha annunciato una riqualificazione nel secondo lotto dei lavori della nuova ciclabile, con il rilancio di questa area a cui sono molto legati i cittadini, ma che negli ultimi anni è degradata. Quanto al nuovo centro spero che sia rifatto quanto prima l’asfalto in via Piaggia, la via centrale del paese dove si affacciano molte attività».
L’altra zona è quella in via don Mei: «Al momento – riprende Ragghianti – c’è solo una profumeria e la sede del Pd, ma ci sono alcuni fondi liberi e tutte le potenzialità per aprire qualche attività. Magari servirebbe un parcheggio».
Capannori centro sarà investita da un grande progetto di riqualificazione. Entro fine mese partiranno i lavori della nuova pista ciclabile sulla via Romana che collegherà Capannori a Lucca. Poi, nel 2018, la realizzazione della nuova piazza Aldo Moro: «Apprezziamo lo sforzo del sindaco di fare di Capannori un paese più moderno e di migliorare soprattutto il centro del paese. Ho visto il progetto della piazza ed è molto bello. Allo stesso tempo spero si arrivi al più presto al recupero dell’immobile dell’ex consorzio agrario accanto al parco. Anche i commercianti devono fare la loro parte per vivacizzare il paese. Stiamo pensando ad alcuni eventi e ci piacerebbe riporare una sagra a Capannori come tanti anni fa».
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