Proteste
Rissa in strada con sassi e cric
di Gianni Parrini
Regolamento di conti tra quattro nordafricani di mattina davanti a un bar. Coinvolto un bambino
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LUCCA. Alla fine non ci sono morti e al 118 non risultano feriti, ma quando in una rissa tra quattro persone girano un cric e delle grosse pietre è comunque doveroso parlarne. Soprattutto se la scena si svolge alla 10,30 del mattino, coinvolge un bambino e vede una manciata di cittadini terrorizzati e impegnati a chiedere rifugio ai titolari dei negozi che affacciano sulla via.
La storia che vi stiamo per raccontare è accaduta ieri a Lunata, sulla via Pesciatina, davanti al Piccolo bar Faralli. A quell’ora nel locale ci sono diversi clienti impegnati con caffè e cappuccino. Si discute di calcio e del caldo di questi giorni. Seduti a un tavolo ci sono due cittadini nordafricani che stanno facendo tranquillamente colazione. All’improvviso entrano dalla porta altri due nordafricani, probabilmente marocchini, e il loro ingresso non passa inosservato: uno dei due tiene in mano un cric per auto. Non è un caso: sono venuti a cercare i due connazionali per regolare vecchi conti in sospeso. Il titolare del locale si mostra all’altezza della situazione, capisce quello che sta per succedere e invita i signori a uscire. I duellanti, che nel frattempo hanno già preso a discutere animatamente, si dirigono all’esterno del locale e qui dalle parole si passa subito ai fatti. Volano calci e pugni, il cric viene brandito e addirittura lanciato, ma quasi più a scopo intimidatorio che con l’idea di far male sul serio. Comunque la cosa è seria: uno dei contendenti raccoglie da terra dei grossi sassi bianchi che un negozio di abbigliamento lì di fianco utilizza per decorare l’esterno della vetrina. La royal rumble stradale dura una decina di minuti, ma sono attimi concitati. In mezzo ai quattro litiganti iniziali, ora spunta una figura minuta: è quella di un bambino di 6-7, che di fronte a quello spettacolo piange a dirotto. Che sia lui il motivo della contesa? Difficile dirlo, visto che nessuno dei presenti riesce a capire cosa si gridino gli ardimentosi lottatori. Ma niente serve a placare la furia dei contendenti che nella foga della rissa finiscono in mezzo alla strada: alcuni automobilisti si fermano e suonano il clacson ma serve a poco. Nel frattempo chi si trova a passare in quel momento chiede rifugio ai commercianti: «Quando ho visto che non si fermavano e che la cosa poteva finir male ho chiamato i carabinieri – dice una negoziante che preferisce rimanere anonima – Purtroppo quando le forze dell’ordine sono arrivate i partecipanti alla rissa si erano già tutti dileguati. Non erano ragazzi giovani, ma persone sui 40-50 anni, alcuni già rivisti in zona. Alla fine se ne sono andati sulle loro gambe ma sono stati attimi di panico qui e tra i clienti del bar che hanno assistito alla scena».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La storia che vi stiamo per raccontare è accaduta ieri a Lunata, sulla via Pesciatina, davanti al Piccolo bar Faralli. A quell’ora nel locale ci sono diversi clienti impegnati con caffè e cappuccino. Si discute di calcio e del caldo di questi giorni. Seduti a un tavolo ci sono due cittadini nordafricani che stanno facendo tranquillamente colazione. All’improvviso entrano dalla porta altri due nordafricani, probabilmente marocchini, e il loro ingresso non passa inosservato: uno dei due tiene in mano un cric per auto. Non è un caso: sono venuti a cercare i due connazionali per regolare vecchi conti in sospeso. Il titolare del locale si mostra all’altezza della situazione, capisce quello che sta per succedere e invita i signori a uscire. I duellanti, che nel frattempo hanno già preso a discutere animatamente, si dirigono all’esterno del locale e qui dalle parole si passa subito ai fatti. Volano calci e pugni, il cric viene brandito e addirittura lanciato, ma quasi più a scopo intimidatorio che con l’idea di far male sul serio. Comunque la cosa è seria: uno dei contendenti raccoglie da terra dei grossi sassi bianchi che un negozio di abbigliamento lì di fianco utilizza per decorare l’esterno della vetrina. La royal rumble stradale dura una decina di minuti, ma sono attimi concitati. In mezzo ai quattro litiganti iniziali, ora spunta una figura minuta: è quella di un bambino di 6-7, che di fronte a quello spettacolo piange a dirotto. Che sia lui il motivo della contesa? Difficile dirlo, visto che nessuno dei presenti riesce a capire cosa si gridino gli ardimentosi lottatori. Ma niente serve a placare la furia dei contendenti che nella foga della rissa finiscono in mezzo alla strada: alcuni automobilisti si fermano e suonano il clacson ma serve a poco. Nel frattempo chi si trova a passare in quel momento chiede rifugio ai commercianti: «Quando ho visto che non si fermavano e che la cosa poteva finir male ho chiamato i carabinieri – dice una negoziante che preferisce rimanere anonima – Purtroppo quando le forze dell’ordine sono arrivate i partecipanti alla rissa si erano già tutti dileguati. Non erano ragazzi giovani, ma persone sui 40-50 anni, alcuni già rivisti in zona. Alla fine se ne sono andati sulle loro gambe ma sono stati attimi di panico qui e tra i clienti del bar che hanno assistito alla scena».
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