Il Tirreno

Lucca

La siccità non dà tregua Le dighe riducono i rilasci

di Luca Dini
La siccità non dà tregua Le dighe riducono i rilasci

Ridotte a 3 metri cubi al secondo le emissioni del bacino di Borgo a Mozzano  per equilibrare la quantità in entrata. Nei bacini metà acqua rispetto al 2016 

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BORGO A MOZZANO. La carenza d’acqua si fa sentire, e rischio non sono solo le coltivazioni. Non piove e la siccità colpisce pesantemente e ne risentono anche i tanti bacini artificiali della Valle del Serchio che sono da sempre una riserva d’acqua fondamentale, anche oltre la provincia di Lucca. Basti pensare al lago di Vagli, il quale durante la siccità estiva nel 2002 si rilevò fondamentale per quasi l’intera regione.

Adesso, per far fronte alla carenza di piogge, scatta la riduzione dei rilasci di acqua delle centrali idroelettriche. Il taglio arriva dopo un rinvio di una settimana per le richieste avanzate dalle associazioni agricole. Da ieri un metro cubo al secondo verrà rilasciato nello sbarramento di Borgo a Mozzano per il deflusso minimo vitale del Serchio, con una media giornaliera di 2 m³/s nel condotto pubblico. A fine luglio, l’apporto naturale delle sorgenti agli invasi era di circa 3 m³/s: è la quantità d’acqua che affluisce nei vari invasi della Valle del Serchio (Vagli, Gramolazzo e così via). Da questi invasi, l’acqua viene “turbinata” nelle centrali Enel, e quindi rilasciata a valle, in parte nel Serchio e in parte nel condotto pubblico. Fino al 31 luglio sempre un metro cubo al secondo veniva rilasciato dall’Enel nello sbarramento di Borgo a Mozzano; ma però con una media giornaliera di 5 m³/s nel condotto pubblico (media data dai 7 metri cubi al secondo il giorno e i 3 metri cubi al secondo nelle ore notturne). Quindi – fino al lunedì della scorsa settimana – dallo sbarramento uscivano complessivamente 6 metri cubi di acqua al secondo. E quanti ne entravano nel bacino? Secondo i calcoli esattamente la metà: 3 metri cubi al secondo. Una situazione che, aspettando Fino a lunedì scorso, non sarebbe stata sostenibile a lungo. In totale il deficit tra la portata naturale d’ingresso negli invasi, e la quantità di acqua da essi rilasciata era pari a circa 260mila metri cubi l giorno: quindi, gli invasi si svuotavano con una media di poco più di un milione di m³ ogni quattro giorni. A partire dal primo agosto, e fino a domenica, l’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale-Bacino del Fiume Serchio, all’interno del tavolo tecnico, aveva già ridotto i rilasci nel condotto pubblico, a una media giornaliera di 4 m³ al secondo (anche qui con un afflusso maggiore il giorno e uno minore la notte), mantenendo sempre il minimo indispensabile di un metro cubo da rilasciare nel Serchio. Le nuove disposizioni entrate in vigore ieri servono ad azzerrare il deficit tra la portata naturale d’ingresso negli invasi e la quantità d’acqua da essi rilasciata: questo perché i livelli degli invasi hanno raggiunto volumi minimi.

Al 31 luglio, il volume utile degli invasi era pari a 13, 3 milioni di metri cubi di acqua; lo scorso anno, il solito giorno, il volume era esattamente il doppio, ovvero 26, 5 milioni di m³ (nel 2015, uno degli anni più critici e siccitosi si erano toccati gli 11milioni di m³ di acqua.

Per la richiesta di concessioni di prelievo, o per altre informazioni, il Consorzio ha attivato il numero verde gratuito 800 052852. Per emergenze sulla distribuzione dell’acqua, è poi attivo il servizio di reperibilità 24 ore su 24, al numero 331 1084931. Ma gli occhi restano puntati al meteo, e le previsioni non sono certo positive in questo senso visto che la perturbazione che interessa il Nord Italia non dovrebbe incidere troppo sulla zona e il bel tempo dovrebbe restare fino almeno ad agosto inoltrato.

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