Sicurezza
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Opposizioni unite «No al mini hub per i migranti»
MEDIAVALLE. Niente Colle Fobia, ma soprattutto niente nuovi rifugiati: le opposizioni di Borgo a Mozzano, Bagni, Coreglia e Barga sono sul piede di guerra contro i sindaci Pd e la prefettura. Motivo...
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MEDIAVALLE. Niente Colle Fobia, ma soprattutto niente nuovi rifugiati: le opposizioni di Borgo a Mozzano, Bagni, Coreglia e Barga sono sul piede di guerra contro i sindaci Pd e la prefettura. Motivo del contendere, la decisione, emersa in un incontro del sindaco Patrizio Andreuccetti coi cittadini, di creare di mini hub in Valle del Serchio per garantire ospitalità ai richiedenti asilo. E così, i gruppi consiliari di Andare Oltre, Movimento per Coreglia, Un futuro per Bagni e il consigliere barghigiano Luca Mastronaldi prendono posizione.
«L’emergenza migranti se non fosse per la sua drammaticità, in provincia di Lucca, avrebbe un risvolto veramente comico e assurdo paragonabile solo ad una novella pirandelliana – scrivono – poiché il centro di accoglienza delle Tagliate è al collasso la prefetta ha pensato bene di realizzare tre centri accoglienza in provincia (in Versilia, nella Piana e in Media Valle nda), per distribuire i richiedenti asilo nell’attesa di essere collocati nei vari comuni, e per evitare che siano direttamente i privati ad accoglierli. Ma dobbiamo ricordare che è stata proprio la prefettura ha emanare un bando pubblico per reperire strutture di privati da mettere a disposizione dei richiedenti asilo, addirittura pubblicizzando il progetto di accoglienza anche di un solo soggetto».
Contrarietà poi alla scelta di Colle Fobia per il mini hub: «Ci sorge il dubbio che siano venuti meno il rispetto e le norme di buona accoglienza, sulle quali dovrebbe fondarsi l’operazione: immersi nel bosco e lontano anche dai più piccoli centri abitati, i disgraziati potranno integrarsi solo con cinghiali e lupi. Ma la cosa se è possibile, ancora più ridicola della vicenda, è l’atteggiamento dei sindaci locali, ormai tutti targati Pd, che davanti ai propri cittadini proclamano il no ad altri arrivi, ma chinano silenziosamente la testa al cospetto dei loro superiori. Il segretario provinciale del Pd e sindaco di Borgo a Mozzano ha dichiarato che, a livello nazionale la vicenda è stata gestita male. Ci sembra, che anche questa volta, si usi il solito giochino ormai noto, tipico di questo centrosinistra che vuole governare e allo stesso tempo far finta di farsi l’opposizione». (n.b.)
«L’emergenza migranti se non fosse per la sua drammaticità, in provincia di Lucca, avrebbe un risvolto veramente comico e assurdo paragonabile solo ad una novella pirandelliana – scrivono – poiché il centro di accoglienza delle Tagliate è al collasso la prefetta ha pensato bene di realizzare tre centri accoglienza in provincia (in Versilia, nella Piana e in Media Valle nda), per distribuire i richiedenti asilo nell’attesa di essere collocati nei vari comuni, e per evitare che siano direttamente i privati ad accoglierli. Ma dobbiamo ricordare che è stata proprio la prefettura ha emanare un bando pubblico per reperire strutture di privati da mettere a disposizione dei richiedenti asilo, addirittura pubblicizzando il progetto di accoglienza anche di un solo soggetto».
Contrarietà poi alla scelta di Colle Fobia per il mini hub: «Ci sorge il dubbio che siano venuti meno il rispetto e le norme di buona accoglienza, sulle quali dovrebbe fondarsi l’operazione: immersi nel bosco e lontano anche dai più piccoli centri abitati, i disgraziati potranno integrarsi solo con cinghiali e lupi. Ma la cosa se è possibile, ancora più ridicola della vicenda, è l’atteggiamento dei sindaci locali, ormai tutti targati Pd, che davanti ai propri cittadini proclamano il no ad altri arrivi, ma chinano silenziosamente la testa al cospetto dei loro superiori. Il segretario provinciale del Pd e sindaco di Borgo a Mozzano ha dichiarato che, a livello nazionale la vicenda è stata gestita male. Ci sembra, che anche questa volta, si usi il solito giochino ormai noto, tipico di questo centrosinistra che vuole governare e allo stesso tempo far finta di farsi l’opposizione». (n.b.)
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