Il Tirreno

Lucca

Vademecum per i vaccini e le iscrizioni

di Gianni Parrini
Vademecum per i vaccini e le iscrizioni

Le indicazioni dell’azienda sanitaria  alle famiglie dei 55mila under 16 lucchesi  

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LUCCA. Obbligo vaccinale, ecco il vademecum dell’Asl. Spiega le cose da fare in base all’anno di nascita e dà indicazioni utili per le iscrizioni a scuole e asili. Proviamo a ricapitolare le principali novità del provvedimento governativo che sta infiammando lo scontro con i no-vax e che a Lucca interessa i 55.033 under 16 presenti nella Provincia, di cui 4.800 devono mettersi in regola con le vaccinazioni. Il decreto legge n. 73 del 2017 approvato nei giorni scorsi porta a 10 il numero delle vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e nell'adolescenza. Rispetto alla prima bozza del decreto escono dal novero dell’obbligatorietà le vaccinazioni contro la meningite B e C. Pertanto le vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a 16 anni sono anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. L’anti-meningococcica B e C rimangono comunque fortemente consigliate (oltreché gratuite) come l’ anti-pneumococcica e l’anti-rotavirus (quest’ultimo può causare una forma di gastroenterite pediatrica, che colpisce soprattutto i neonati e i bambini entro i cinque anni).

Il calendario. Dimmi di che anno sei e ti dirò che vaccini fare. Gli obblighi, infatti, variano sulla base di quanto previsto dal calendario vaccinale nazionale vigente nell'anno di nascita. A parte la varicella, obbligatoria solo per i nati nel 2017, gli altri vaccini valgono per tutti indipendentemente dall’anno di nascita. La tabella qui sopra sintetizza il quadro, analitico per singola fascia di età del bambino. Il decreto ha un forte impatto sulla vita delle famiglie perché rende la vaccinazione condicio sine qua non per l’iscrizione dei bambini da 0 a 6 anni a scuola. Dalle medie alle superiori, invece, i ragazzi possono frequentare comunque la scuola ma, in caso non siano stati rispettati gli obblighi, rischiano di tornare a casa con delle pesanti sanzioni. Rispetto alla prima bozza le multe sono state calmierate: prima si andava da 500 a 7.500 euro, cifre che più che altro fungevano da spauracchio. Ora ci si è assestati in un range che va da 100 a 500 euro. Anche se sembra il contrario, tale abbassamento è il segno che l’Asl non farà sconti ai genitori dei bimbi non in regola. Le multe, dunque, arriveranno, altro che spauracchio.

Onere della prova. Fino a qui tutto bene. Nel senso che la necessità di mettersi in regola riguarda solo una piccola percentuale di under 16 lucchesi (più o meno 4.800). Ma anche chi è a posto non può ignorare le novità introdotte dal decreto, che pone una sorta di onere della prova a carico delle famiglie. In pratica si dovrà fornire alla scuola la documentazione necessaria a dimostrare che le vaccinazioni sono state effettuate o che quanto meno si è provveduto a prenotarle. «Siamo in attesa che la Regione predisponga un modello unico di certificazione – spiega il dottor Alberto Tomasi, direttore dell’area Igiene e sanità pubblica dell’azienda Usl Toscana nord ovest– Nell’attesa le famiglie che sono in regola possono comunque presentare un’autocertificazione, mentre chi va a farsi vaccinare adesso deve fare aggiornare il libretto e farsi rilasciare un certificato».

Norme transitorie. Per il prossimo anno scolastico sono state emanate specifiche disposizioni: entro il 31 ottobre per la scuola dell’obbligo ed entro il 10 settembre per i nidi e la scuola dell’infanzia, si potrà certificare l’avvenuta vaccinazione presentando un’autocertificazione mentre per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia, deve essere presentata la relativa documentazione, coloro che sono in attesa di effettuare la vaccinazione, devono presentare copia della prenotazione dell’appuntamento fissato dall’Asl. L’autocertificazione, però, varrà solo fino al 10 marzo 2018: dopo dovrà essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione. Sarà probabilmente il certificato a cui sta lavorando la Regione. Inoltre la creazione dell’anagrafe vaccinale digitale potrebbe fornire un valido aiuto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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