Gioco
Nobili, lucchesi e turisti: 112 anni di pane per tutti al Forno Casali
Il negozio di via Guinigi ha una storia antica e dal 1905 è gestito dalla stessa famiglia
LUCCA. Non occorre stare all’interno del “quadrilatero d’oro” del commercio lucchese per diventare un negozio storico, uno di quelli che permettono l’identificazione fra l’attitività e il suo nome. A dimostrarlo c’è il forno Casali, che da oltre un secolo dispensa pagnotte e focaccia in via Guinigi. Sempre in centro, ma non in via Fillungo, o via Roma, o piazza San Michele. A due passi dalla Torre Guinigi, ma comunque sempre “girato l’angolo”. In questo caso, però, non conta l’indirizzo, ma la qualità. E così dalla porta a vetri accanto alla chiesa dei Santi Simone e Giuda (che andrebbe conosciuta e apprezzata meglio, ma questa è un’altra storia) ogni giorno passano centinaia di persone, lucchesi che comprano la focaccia ai figli prima di portarli a scuola, o turisti che si fanno preparare un panino con il prosciutto o la mortadella.
Storia di qualità, ma soprattutto storia di persone. Anzi, per essere più precisi e meno generici, storia di una famiglia. I Casali, che danno il nome all’attività e che la portano avanti fino dal 1905, quando Francesco Casali (il nonno omonimo dell’attuale proprietario) rilevò l’attività di forno dallo zio. Diverse sono le curiosità legate al forno Casali. La più gustosa è riportata dall’architetto Pietro Carlo Pellegrini nel suo inestimabile volume “Il negozio storico nella Lucca contemporanea”: «Un tempo solo nobiltà (in particolare i membri della famiglia Guinigi) poteva accedere al negozio dall’ingresso principale, mentre alla plebe era riservato l’ingresso secondario da via dell’Angelo Custode». Basterebbe questo a dare l’idea di come la storia del forno Casali siaintrecciata con quella della città. Così come un indizio è dato proprio dalla vetrina, elegante e non ostentata come tante altre del centro storico. Con una particolarità: le lettere dell’insegna non campeggiano su una lastra di vetro o di lamiera, ma sono infisse direttamente sul muro, a formare un arco sopra il negozio. Al di sotto, due pilastri di pietra “incorniciano” la vetrina vera e propria, che facciamo decscrivere direttamente all’architetto Pellegrini: «Gli infissi esterni sono in legno di castagno e si sviluppano su un unico piano, con ingresso centrale a un’anta; nella parte inferiore il vetro è sostiuio da specchiature in legno. La divisione verticale dell’infisso si ripropone nel sopraluce a forma di arco a sesto ribassato e protetto da inferriate a raggiera». Ultima notazione, che aggiungiamo noi: proprio nell’arco che sovrasta la vetrina si ritrovano le iniziali “C F” (Casali Francesco), una sorta di monogramma dell’impresa.
Il progetto. Luccainsegne è un progetto nato in collaborazione tra la community @igerslucca, con i local manager Andrea Dovichi e Luca Stiantos Silva e la redazione lucchese de @ilTirreno. L’idea è di fare una cavalcata a ritroso nel tempo con l’obiettivo di accompagnare i lettori nella riscoperta delle insegne storiche dei negozi cittadini che sono pregio e vanto del centro storico l Il percorso i durerà per tutto il 2017, ogni mercoledì: l’hashtag di riferimento è #luccainsegne! Per vedere tutti gli articoli pubblicati visitare http://bit.ly/luccainsegne
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