Il Tirreno

Lucca

Deserta la terza asta per Villa Giurlani

di Alessandro Bientinesi

Nessuna offerta per l’ex provveditorato. La prossima vendita a fine settembre ad un prezzo di circa 2.500.000 euro

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LUCCA. Nessuna offerta per Villa Giurlani. Come prevedibile anche la terza asta in meno di un anno è andata deserta. Le offerte di eventuali compratori interessati ad acquisire l’ex provveditorato, infatti, dovevano pervenire entro le 11 di ieri. Nessuno, però, si è fatto avanti con i 3.515.000 euro necessari per aggiudicarsi l’intero complesso. Un prezzo che, a causa di nuove stime fatte sull’immobile, aveva superato di 100mila euro il valore della precedente asta avvenuta quasi un anno fa. «Ci aspettavamo per questo che non ci fossero offerte alla scadenza di ieri – spiega Annibale Vareschi, il segretario generale della Provincia di Lucca –. Stiamo valutando a quale prezzo fissare la prossima asta. Con molta probabilità, con le festività del mese di agosto, si andrà a fine settembre. La cifra? Crediamo di poter scendere di un 30%, arrotondando al valore minimo».

L’intero complesso in stile liberty, dunque, potrebbe attirare possibili investitori ad una cifra di poco superiore ai 2 milioni di euro, con il prezzo fissato probabilmente a 2 milioni e mezzo di euro. Questo potrebbe finalmente essere il prezzo giusto per attirare investitori anche se, oltre agli interventi di manutenzione da effettuare, resta da capire il problema della destinazione urbanistica. L’ex provveditorato, infatti, attualmente è catalogato come sede di uffici pubblici. Chi acquista, però, vorrebbe utilizzare Villa Giurlani in chiave residenziale o alberghiera.

«La volontà della Provincia, però, è quella di vendere anche perché la struttura è inutilizzata ormai da troppo tempo». Aveva detto Vareschi pochi giorni fa, confermando la volontà della Provincia di non trasformare l’immobile vicino alla Circonvallazione in una cattedrale nel deserto.

La vendita dell’ex provveditorato era giù stata inserita nel piano di alienazioni della Provincia. Non solo e non tanto perché i soldi freschi potrebbero essere ossigeno per le asfittiche casse di palazzo Ducale. Fra gli immobili per i quali da tempo si immagina l’alienazione c’è la sede della questura in viale Cavour: una partita legata a doppio filo con il futuro del Campo di Marte, visto che la polizia dovrebbe (o meglio, potrebbe) trasferirsi proprio all’interno dell’ex ospedale, liberando l’edificio a due passi della stazione. Che, però, potrebbe non essere messo all’asta, ma finire in permuta alla Regione che poi ne curerebbe la vendita. Un caso a parte è quello dell’enorme palazzo Ducale: in caso di “venuta meno” della Provincia tutto si riaprirebbe sul futuro del complesso sul quale aveva messo gli occhi anche il Comune per farne la propria sede istituzionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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