Attenzione
Aeroporto, spunta un nuovo concordato
di Luca Tronchetti
Verrà depositato stamani entro le 11 alla cancelleria del tribunale fallimentare e prevede l’accordo tra Sigma e Comune
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CAPANNORI. Un nuovo concordato preventivo per evitare il fallimento della società Aeroporto spa che gestisce lo scalo di Tassignano chiesto dalla procura della Repubblica in considerazione del debito maturato. Stamani prima delle 11 il piano concordatario verrà depositato, dagli avvocati Gaetano Anastasio e Andrea Dianda, alla cancelleria fallimentare e il giudice delegato Giacomo Lucente invierà l’incartamento all’ufficio del pubblico ministero, nelle mani del magistrato che aveva chiesto il fallimento, affinché possa rendersi conto se la proposta sia congrua e sufficiente ad evitare il fallimento salvaguardando i creditori e tutte le parti in causa. L’operazione prevede la cessione del 51% delle quote alla Sigma Ingegneria srl con il 49% in mano al Comune di Capannori. Nel piano sarebbe indicato il modo per giungere al risanamento dei conti ed evitare la messa in liquidazione dell’aeroscalo aprendo la strada al suo rilancio, senza perdere la concessione dell’Enac. Avanti quindi almeno per 24 mesi con la gestione pubblico-privata, ma stavolta con maggioranza privata. Sarà sufficiente per salvare l’aeroporto dal crac? Di sicuro una decisione non arriverà prima di 10-15 giorni. Probabile che se ne riparli dopo Ferragosto.
Sulla vicenda aeroporto comunque, per la minoranza in consiglio restano ancora tanti interrogativi: «Abbiamo appreso in consiglio comunale i che la concessione ventennale Enac è un bene patrimoniale della società molto importante il cui valore è di circa due milioni – scrivono in una nota congiunta Alternativa Civica, Forza Italia Cinque Stelle e Unione di Centro – considerato che la società privata interessata a rilevare il 51% dell’aeroporto metterà a disposizione soltanto 316 mila euro e avrà la disponibilità dell’intero sedime aeroportuale e delle relative strutture fino al 25 febbraio 2035, qualcosa non ci quadra: come è possibile che tale concessione sia ceduta dal Comune a un prezzo così irrisorio, dopo aver contribuito a tenere in vita la società con un milione e 860 mila euro? Il costo per il privato per avere la disponibilità del sedime aeroportuale e delle strutture sarà di 1. 475 euro mensili, come è possibile che abbia un costo inferiore alla locazione di un semplice capannone industriale? Ci sembra una sproporzione enorme non giustificabile. Considerato inoltre che saranno “azzerati” i debiti dell’aeroporto con circa 600mila euro (300mila dei quali a carico dei capannoresi), e verificato che al 31 agosto 2016 risulta che i debiti che dovranno essere pagati integralmente erano circa 350 mila euro, gli altri debiti (banche e fornitori) di due milioni di euro saranno pagati con circa 250mila euro: ai fornitori converrà accettare uno stralcio dell’87, 5% del proprio avere? Perché l’Ad Baronti ha dichiarato nel settembre 2016, sulla richiesta di concordato, che “sono state create razionalmente le condizioni, aspettato i tempi giusti per metterla in pratica? ”. Forse intendeva dire che hanno atteso che si fosse azzerato il patrimonio dell’aeroporto? In consiglio non ci ha risposto. E perché la società privata si è interessata concretamente solo pochissimo tempo prima della data dell’udienza prefallimentare? Forse per acquisire una concessione ventennale a un prezzo irrisorio? Su questi aspetti pretenderemo che sia fatta assoluta chiarezza, per comprendere come si possano essere volatilizzati un milione e 860mila euro dei cittadini negli ultimi 7 anni e il Comune possa cedere il controllo della società a soli 316mila euro».
Sulla vicenda aeroporto comunque, per la minoranza in consiglio restano ancora tanti interrogativi: «Abbiamo appreso in consiglio comunale i che la concessione ventennale Enac è un bene patrimoniale della società molto importante il cui valore è di circa due milioni – scrivono in una nota congiunta Alternativa Civica, Forza Italia Cinque Stelle e Unione di Centro – considerato che la società privata interessata a rilevare il 51% dell’aeroporto metterà a disposizione soltanto 316 mila euro e avrà la disponibilità dell’intero sedime aeroportuale e delle relative strutture fino al 25 febbraio 2035, qualcosa non ci quadra: come è possibile che tale concessione sia ceduta dal Comune a un prezzo così irrisorio, dopo aver contribuito a tenere in vita la società con un milione e 860 mila euro? Il costo per il privato per avere la disponibilità del sedime aeroportuale e delle strutture sarà di 1. 475 euro mensili, come è possibile che abbia un costo inferiore alla locazione di un semplice capannone industriale? Ci sembra una sproporzione enorme non giustificabile. Considerato inoltre che saranno “azzerati” i debiti dell’aeroporto con circa 600mila euro (300mila dei quali a carico dei capannoresi), e verificato che al 31 agosto 2016 risulta che i debiti che dovranno essere pagati integralmente erano circa 350 mila euro, gli altri debiti (banche e fornitori) di due milioni di euro saranno pagati con circa 250mila euro: ai fornitori converrà accettare uno stralcio dell’87, 5% del proprio avere? Perché l’Ad Baronti ha dichiarato nel settembre 2016, sulla richiesta di concordato, che “sono state create razionalmente le condizioni, aspettato i tempi giusti per metterla in pratica? ”. Forse intendeva dire che hanno atteso che si fosse azzerato il patrimonio dell’aeroporto? In consiglio non ci ha risposto. E perché la società privata si è interessata concretamente solo pochissimo tempo prima della data dell’udienza prefallimentare? Forse per acquisire una concessione ventennale a un prezzo irrisorio? Su questi aspetti pretenderemo che sia fatta assoluta chiarezza, per comprendere come si possano essere volatilizzati un milione e 860mila euro dei cittadini negli ultimi 7 anni e il Comune possa cedere il controllo della società a soli 316mila euro».
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