Il Tirreno

Lucca

Planetario, si stringe per il passaggio alla Misericordia

di Marco Tirinnanzi
Planetario, si stringe per il passaggio alla Misericordia

Incontro fra il neoassessore Bove e la confraternita Il Comune avrebbe in permuta alcuni locali in via del Moro

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LUCCA. Il planetario potrebbe tornare a nuova vita. La struttura di proprietà comunale in via del Brennero si appresta, in via ufficiale, ad ospitare gli automezzi della Misericordia. I contatti, avviati già un anno fa con la Confraternita di via Cesare Battisti, in questi giorni saranno intensificati e l'intento dell'amministrazione guidata da Alessandro Tambellini è quello di traslocare le ambulanze fuori dal centro storico, in cambio di alcuni locali in via del Moro, in mano all'associazione.

Ad annunciarlo il neo assessore con delega al patrimonio Gabriele Bove. «L'ipotesi di uno scambio con la Misericordia è reale ed è quella che riteniamo più auspicabile. Stiamo già mettendo in calendario gli incontri e a breve siamo convinti di poter trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti. Il planetario è comunque un patrimonio di Lucca e deve tornare fruibile, come è necessario, dal punto di vista logistico, alleggerire il traffico degli automezzi dentro il centro storico. Uno scambio che miri non soltanto a valorizzare un immobile che versa da anni in condizioni pessime, ma che favorisca anche la sicurezza di chi vive e frequenta la città».

Bove esclude poi una nuova asta pubblica per l'alienazione del planetario. «Inserire l'opera in un ulteriore piano di alienazioni non avrebbe molto senso. Ha un valore di spesa, quello sì, ma un piano di ricollocazione di immobili deve tener conto anche degli interessamenti ricevuti sul singolo immobile e, ad oggi, non ne abbiamo ricevuto alcuno.Siamo convinti poi che la permuta con la Misericordia sia più congegnale agli interessi di tutta la città».

L'idea che ruotava intorno al planetario, era assai ambiziosa: farne un laboratorio di osservazione astronomica con annesse, in una struttura attigua, sala proiezioni e auditorium, per meeting e congressi.Quel che resta però del progetto iniziale non è altro che un complesso abbandonato, ingrigito dall'incuria del tempo e preda delle erbacce. Una cattedrale nel deserto voluta dall'allora amministrazione Fazzi tra il 2005 e il 2006 e costato un milione e mezzo di euro. Soldi provenienti dalle casse del comune e in parte dal ministero dell'Ambiente (guidato all'epoca da Altero Matteoli), ma del tutto insufficienti per completarne la realizzazione, ferma da ormai 6 anni.

Ad arginare il degrado di cui è vittima lo scheletro abbandonato in zona di Salicchi, prima della soluzione concordata con la Misericordia, ci hanno provato invano Favilla nel 2011, il quale aveva previsto 700 mila euro per ultimarlo, e la giunta Tambellini che 5 anni fa, appena insediata, aveva incluso la struttura tra le proprietà da alienare, con la speranza di realizzarci un milione 50mila euro. Un'opera mai finita che aveva persino suscitato l'ironia di Crozza che nel 2015 a “Crozza nel paese delle Meraviglie”su La 7 aveva inserito il planetario tra le 60 opere incompiute del Bel Paese, un'attenzione speciale che lo aveva reso tristemente celebre in tutta la penisola.



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