Sicurezza
La vita tra Lucca e Versilia pensando al suo Johnny
di Luca Tronchetti
Giovanna Truzzi, arrestata con l’evaso pluriomicida, viveva da anni a Pietrasanta Nel 2013 era stata arrestata per un furto all’Esselunga di via Alighieri all’Arancio
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LUCCA. Da oltre vent’anni Giovanna Truzzi - il grande amore di Giuseppe Mastini detto Johnny lo Zingaro protagonista della malavita romana a cavallo tra anni Settanta e Ottanta - viveva con il figlio, la nuora e i nipoti in un’abitazione al civico 76 di via Padule a Pietrasanta. È lì che l’ha raggiunta, dopo la fuga dal carcere di Fossano (Cuneo) avvenuta il 30 giugno scorso, il suo grande amore: Il Biondino. Una storia iniziata a tredici anni nei quartieri delle borgate romane regno dei nomadi di etnia sinti. Il figlio di Giovanna avrebbe esortato la madre a non ospitare quell’uomo, un evaso con alle spalle delitti e rapine. Ma lei non ne ha voluto sapere. Non voleva perdere quell’amore ritrovato. Eppure la donna è stata l’involontaria responsabile della cattura di uno dei più feroci malviventi che ha trascorso 40 anni in carcere per una serie di reati che vanno dall’omicidio al sequestro di persona, dalla rapina al furto d’auto. Il motivo? Il 3 luglio scorso, quando la coppia si era rifugiata nelle campagne senesi di Taverne d’Arbia, lei utilizzando per un pagamento la sua Postepay si è fatta localizzare dagli inquirenti. Che, indagando, hanno scoperto la presenza in un appartamento di edilizia popolare della sorella Esterina (arrestata per favoreggiamento) e della sua numerosa famiglia (nove persone). Le ricerche. All’inizio della fuga Johnny Lo Zingaro era stato localizzato, attraverso le telecamere delle stazioni ferroviarie di Brignole (Genova) e Forte dei Marmi, in Versilia. Ma la polizia in un primo tempo era propensa a credere che si fosse rifugiato dai parenti. A Viareggio risiede un nucleo familiare di etnia sinti che porta lo stesso cognome del malvivente: Mastini. Un’ipotesi che ha dato riscontri negativi. In quella famiglia de Il Biondino nessuna traccia. . Un amore grande. Eppure qualche legame sul litorale doveva esserci. E così, dopo una serie di riscontri incrociati, salta fuori quel rapporto amoroso che il tempo non era riuscito a scalfire. Giovanna era stata il primo amore di Giuseppe Mastini. L’amore adolescenziale dei 13 anni. Lei si era sposata con un nomade fermatosi in Lucchesia, aveva messo al mondo quattro figli, si era separata, era finita spesso in carcere per reati contro il patrimonio (specializzata in furti a clienti di supermercati e centri commerciali). Ma non aveva mai dimenticato il suo Biondino. E i contatti tra i due - anche se non vi è traccia nei verbali delle questure - erano proseguiti nel corso degli anni tra incontri fugaci e telefonate. «Amore mio, ti amo più della mia vita» le parole di un innamorato Johnny Lo Zingaro alla sua Giovanna durante una telefonata intercettata dalla polizia che gli dava la caccia dopo l’ultima fuga.
Furti e condanne. Il 15 marzo 2013 Giovanna Truzzi, assieme a Giusy Levacovich, era stata arrestata dai carabinieri di San Concordio guidati dal maresciallo Finocchi. L’accusa: furto di un portafogli a una cliente di 69 anni dell’Esselunga all’Arancio. Dopo averla distratta con una scusa le era stato sottratto il portafogli dalla borsa. In quell’occasione era stata condannata dal giudice Mengoni a 14 mesi di reclusione. Sempre a marzo 2013 la coppia di nomadi aveva commesso un furto all'interno del supermarket Coop di S. Anna. E da marzo 2017 Giovanna Truzzi si trovava ai domiciliari in conseguenza di una sentenza emessa dal tribunale di Pistoia con l’accusa di furto e utilizzo indebito di carta di credito. E da lì è evasa ad inizio luglio per rincorrere il sogno d’amore di 45 anni fa.
ALTRO SERVIZIO A PAGINA 2
Furti e condanne. Il 15 marzo 2013 Giovanna Truzzi, assieme a Giusy Levacovich, era stata arrestata dai carabinieri di San Concordio guidati dal maresciallo Finocchi. L’accusa: furto di un portafogli a una cliente di 69 anni dell’Esselunga all’Arancio. Dopo averla distratta con una scusa le era stato sottratto il portafogli dalla borsa. In quell’occasione era stata condannata dal giudice Mengoni a 14 mesi di reclusione. Sempre a marzo 2013 la coppia di nomadi aveva commesso un furto all'interno del supermarket Coop di S. Anna. E da marzo 2017 Giovanna Truzzi si trovava ai domiciliari in conseguenza di una sentenza emessa dal tribunale di Pistoia con l’accusa di furto e utilizzo indebito di carta di credito. E da lì è evasa ad inizio luglio per rincorrere il sogno d’amore di 45 anni fa.
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