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Lucca

Controlli della prefettura sulle strutture di Piegaio

Controlli della prefettura sulle strutture di Piegaio

Da Palazzo Ducale e dal Comune ribadiscono: «Nessun allarme sanitario» Sarà verificato invece il rispetto dei requisiti per gli alloggi dei richiedenti asilo

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PESCAGLIA. Non c’è nessuna emergenza di carattere sanitario, ma quello che sembrava il problema minore (i requisiti che non sarebbero rispettati negli alloggi) potrebbe rappresentare il problema maggiore per la società (Le Vie Srl) che gestisce due strutture richiedenti asilo a Pescaglia, una a Piegaio Alto e l’altro a Fabbrica. Strutture che ospitano 16 persone e al centro di una doppia ordinanza del sindaco Andrea Bonfanti: una relativa ai controlli sulla salute sugli ospiti (con la mancata comunicazione al Comune delle condizioni sanitarie) e l’altra, appunto, che imponeva di adeguare le strutture trovate carenti di arredi, spazi e, in un caso, con un solo bagno ritenuto insufficiente.

Sulla vicenda interviene il sindaco Bonfanti, per evitare allarmi: «Non c’è nessun rischio contagio per i cittadini. Quelli che abbiamo assunto sono solo due provvedimenti dovuti. Essendo arrivati nuovi ospiti i primi di luglio, come da prassi, abbiamo chiesto assicurazioni sul loro stato di salute all’associazione che li gestisce. Non essendo pervenuta nei nostri uffici, come normalmente avvenuto altre volte, la documentazione in tempo utile è stata emessa ordinanza cautelativa per i cittadini e gli ospiti stessi. Nel contempo, a seguito di un sopralluogo dell’Asl nelle due strutture sono state riscontrate carenze igienico sanitarie che non consentono di ospitare un così alto numero di persone. A quel punto, inevitabilmente, è scattata la seconda ordinanza. Ribadisco quindi che non c’è alcun rischio contagio, in quanto i richiedenti asilo provenienti dall’hub della Croce Rossa hanno sicuramente svolto le indagini mediche prima di essere inviati sul territorio. Le ordinanze sono conseguenti a una mancanza di comunicazioni da parte dell’associazione ospitante e da mancanze relative all’edificio che non lo rendono attualmente agibile e non da un rischio rilevato come reale per i cittadini. Non creiamo allarmismo, non ce n’è davvero bisogno».

La prefettura da parte sua conferma l’assenza di rischi sanitari, ribadendo che tutti i migranti erano già stati sottoposti ai controlli necessari e che, in questo senso, tutte le procedure erano state rispettate. Sugli alloggi però la stessa annuncia di aver avviato un procedimento verso i gestori per verificare il rispetto dei requisiti di legge.

«Tutti i richiedenti asilo che arrivano nel territorio provinciale e già soggetti a controlli sanitari nei luoghi di sbarco – si legge nella nota della prefettura – vengono sistematicamente sottoposti a screening sanitario sulla base del documento “Sorveglianza sanitaria dei soggetti immigrati” utilizzato dall’Asl Toscana nord ovest. Gli accertamenti sono disposti quando i migranti arrivano alla tensostruttura di via delle Tagliate e prima che gli stessi siano inviati nei Centri di Accoglienza Straordinaria nei Comuni. Successivamente si applicano le procedure previste dallo stesso documento sull’individuazione del medico di base e sull’assistenza sanitaria assicurata ai migranti. E le relative certificazioni vengono trattate nel rispetto della privacy. Per una migliore conoscenza delle linee guida da parte dei gestori dei Centri d’accoglienza si sono tenute in prefettura diverse riunioni con i responsabili Asl e i gestori stessi, l’ultima lo scorso 19 luglio. Le procedure indicate sono state seguite anche per gli ospiti dei Cas ubicati a Pescaglia, dove “non sono stati rilevati profili di criticità dal punto vista sanitario che rendono necessari interventi di sanità pubblica”, secondo quanto affermato dal responsabile d’area igiene pubblica, come anche per gli altri migranti ospitati in provincia. Con riferimento poi alla verifica dei requisiti delle strutture d’accoglienza oggetto dell’ordinanza del sindaco di Pescaglia, la Prefettura di Lucca ha avviato un procedimento nei confronti dell’associazione che gestisce i richiedenti asilo in quel territorio per verificare l’adempimento di quanto previsto nella convenzione stipulata con l’associazione, anche alla luce delle “Linee guida sulle strutture d’accoglienza dei profughi” emanate dalla Regione».

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