Il Tirreno

Lucca

Oltre quattro milioni dal recupero evasione

Una seduta del consiglio comunale di Lucca (Foto Sernacchioli)
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Una seduta del consiglio comunale di Lucca (Foto Sernacchioli)

In consiglio il bilancio consuntivo. Rilievi dei revisori dei conti sulle partecipate Farmacie e Geal

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LUCCA. La lotta all’evasione fiscale e il recupero di quanto non pagato dai contribuenti ha fruttato nel 2016 4,2 milioni per le casse di Palazzo Orsetti. È uno dei dati salienti contenuti nella relazione che l’assessore al bilancio e alle società partecipate Giovanni Lemucchi ha illustrato nella seduta di ieri sera del consiglio comunale, dedicata alla discussione del consuntivo 2016 (l’approvazione è prevista per la seduta di domani sera).

Formalmente i proventi del recupero dell’evasione (su imposte come Imu, Ici, rifiuti) è stata considerata come “non ripetitiva”. In realtà - spiega Lemucchi nella sua relazione - «visto l’andamento registrato negli ultimi esercizi, nonché il livello e la qualità di accertamento/recupero dell’evasione tributaria da parte degli uffici comunali, questa entrata può ritenersi pressoché stabile e non più di carattere solamente straordinario».

Un’altra buona notizia per le casse comunali è l’azzeramento dei debiti fuori bilancio. O, meglio, per l’annoin corso ne sonosegnalati per un importo di 42.000 euro che, comunque, viene considerato fisiologico.

Più critica la situazione del cosiddetto “anticipo di cassa”, cioè - detto semplificando - dei soldi che il Comune spende prima di avere concretamente incassato. L’utilizzo medio è stato di 15.646.000, e si era partiti da una cifra lievemente più altra di 16.105.000 euro. «Nel corso dell’esercizio - spiega Lemucchi - è stata portata avanti un’attività volta a un rientro progressivo dell’anticipazione che ha portato, a fine 2016 a un (leggero) passivo di 975.808,62 euro». Una cifra che, tuttavia, non può ancora bastare e che è direttamente legata alla questione dei tempi di pagamento e dei “residui passivi”, unico punto fra i dieci previsti dal ministero per definire il “deficit strutturale” che vede il Comune di Lucca non in regola.

Una parte cospicua della relazione di Lemucchi è stata dedicata alle società partecipate, per le quali si stanno appianando le questioni relative alla compensazione fra debiti e crediti.

I revisori dei conti, tuttavia, hanno presentato un paio di questioni relative alle Farmacie comunali e a Geal. Nel primo caso, si rilevava la decisione del Comune (proprietaria del 25% attraverso la Lucca Holding) di confermare i due amministratori di nomina pubblica, Antonio Da Prato e Chiara Cecchini, nonostante tre esercizi in perdita. Tuttavia, si è fatto notare anche in sede di assemblea della Holding che le perdite delle farmacie non derivano da una cattiva gestione, ma dall’ammortamento di un avviamento di 7 milioni da pagare in 30 anni al Comune a partire dal 1999. E ci sono un parere legale e una sentenza del Consiglio di Stato che confermano la possibilità, in simili casi, di confermare gli amministratori. Il rilievo dei revisori su Geal riguarda invece la decisione della Holding di non considerarla più sotto controllo pubblico. I revisori hanno preso tempo per ulteriori approfondimenti, ma difficilmente si potrà tornare indietro: le clausole statutarie del 1998 consentono infatti al socio di minoranza Acea di avere in mano il pallino del consiglio di amministrazione. E il Comune, dunque, non riesce a far valere il suo pacchetto di maggioranza.
 

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