Gioco
La grande lirica raccolta in 360 foto autografate
di Alessandro Bientinesi
Il corista-operaio del Giglio Antonio Berti ne mise insieme 150, oggi prosegue il figlio
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LUCCA. Operaio e cantante. La produzione di filati e la passione per la musica. Antonio Berti per una vita ha alternato il lavoro alla Cucirini Cantoni Coats, azienda storica dell’Acquacalda, con quella per il canto. Debuttò al Teatro del Giglio come solista poi, tornato dalla guerra, qualcosa nella sua voce era cambiato. E le sigarette di certo non aiutavano con il fiato. Allora, dopo essersi sposato, iniziò a lavorare con la moglie all’azienda dell’Acquacalda. Uno dei luoghi del cuore di molti lucchesi.
Per Berti, però, la musica era troppo importante. E nella sua carriera di solista, divisa tra Lucca e Torre del Lago, conobbe in circa 30 anni di carriera i più famosi cantanti, direttori di orchestra e musicisti al mondo. Collezionando 150 cartoline dei vari artisti autografate. Con alcune perle, come la dedica di un giovanissimo Luciano Pavarotti al suo debutto proprio a Torre del Lago. «I miei genitori lavoravano entrambi alla Cucirini Cantoni e per poter “badare” a me e mio fratello più piccolo si alternavano il turno della mattina con quello del pomeriggio – spiega il figlio di Antonio, Adolfo Berti –. Io spesso passavo i pomeriggi con mio padre. A volte mi portava alle riunioni sindacali, che erano quasi sempre di sabato. E mi annoiavo molto, sembravano situazioni degne di un film di Fantozzi». L’alternativa, però, è interessante. Andare al Giglio per le prove del coro, insieme al padre. «Sono cresciuto anche io con l’amore del teatro, affascinato da artisti, musica e palcoscenico – racconta Adolfo Berti –. Ho proseguito, poi, la collezione di cartoline autografate di mio padre». Un vero e proprio tesoro che contiene almeno 30 anni di storia del Giglio e non solo che oggi conta 360 pezzi unici, tutti con autografi originali. «Tra il materiale ereditato da mio padre, poi, c’era la foto di una ragazza molto giovane e dietro il suo autografo. Ma non riuscivo a capire chi fosse – spiega Berti –. Allora qualche giorno fa ho postato su Facebook foto ed autografo e dopo mezz’ora un “barcacciano”, Emanuele Vignola, mi ha indicato il nome di Giannella De Marco». Non un artista qualsiasi, ma il corrispettivo mozartiano dei direttori d’orchestra. Nata a Roma nel giugno 1943, la De Marco è stata la più giovane direttrice d’orchestra nella storia della musica. Da lì una carriera che la portò nei teatri di tutto il mondo, compreso il Giglio di Lucca e, ovviamente, anche a Torre del Lago. «Dopo aver saputo che la foto che aveva conservato mio padre era di Gianella De Marco ho trovato la sua pagina Facebook ufficiale, gestita dalla figlia Cristina Pini – racconta ancora Berti –. Lei mi ha confermato che l’autografo era di sua madre».
«Mia mamma era la musica, anche se quando scendeva dal podio era una bambina come tutte le altre – racconta Cristina Pini –. Credo la foto risalga agli anni Cinquanta, è possibile che abbia diretto in Toscana in quel periodo, forse tra il 1953 e il 1955. Sulla sua storia sto pensando di scrivere un libro e questo episodio, il ritrovamento di una foto e di un autografo, potrebbe avere un capitolo speciale in tutto il racconto».
Per Berti, però, la musica era troppo importante. E nella sua carriera di solista, divisa tra Lucca e Torre del Lago, conobbe in circa 30 anni di carriera i più famosi cantanti, direttori di orchestra e musicisti al mondo. Collezionando 150 cartoline dei vari artisti autografate. Con alcune perle, come la dedica di un giovanissimo Luciano Pavarotti al suo debutto proprio a Torre del Lago. «I miei genitori lavoravano entrambi alla Cucirini Cantoni e per poter “badare” a me e mio fratello più piccolo si alternavano il turno della mattina con quello del pomeriggio – spiega il figlio di Antonio, Adolfo Berti –. Io spesso passavo i pomeriggi con mio padre. A volte mi portava alle riunioni sindacali, che erano quasi sempre di sabato. E mi annoiavo molto, sembravano situazioni degne di un film di Fantozzi». L’alternativa, però, è interessante. Andare al Giglio per le prove del coro, insieme al padre. «Sono cresciuto anche io con l’amore del teatro, affascinato da artisti, musica e palcoscenico – racconta Adolfo Berti –. Ho proseguito, poi, la collezione di cartoline autografate di mio padre». Un vero e proprio tesoro che contiene almeno 30 anni di storia del Giglio e non solo che oggi conta 360 pezzi unici, tutti con autografi originali. «Tra il materiale ereditato da mio padre, poi, c’era la foto di una ragazza molto giovane e dietro il suo autografo. Ma non riuscivo a capire chi fosse – spiega Berti –. Allora qualche giorno fa ho postato su Facebook foto ed autografo e dopo mezz’ora un “barcacciano”, Emanuele Vignola, mi ha indicato il nome di Giannella De Marco». Non un artista qualsiasi, ma il corrispettivo mozartiano dei direttori d’orchestra. Nata a Roma nel giugno 1943, la De Marco è stata la più giovane direttrice d’orchestra nella storia della musica. Da lì una carriera che la portò nei teatri di tutto il mondo, compreso il Giglio di Lucca e, ovviamente, anche a Torre del Lago. «Dopo aver saputo che la foto che aveva conservato mio padre era di Gianella De Marco ho trovato la sua pagina Facebook ufficiale, gestita dalla figlia Cristina Pini – racconta ancora Berti –. Lei mi ha confermato che l’autografo era di sua madre».
«Mia mamma era la musica, anche se quando scendeva dal podio era una bambina come tutte le altre – racconta Cristina Pini –. Credo la foto risalga agli anni Cinquanta, è possibile che abbia diretto in Toscana in quel periodo, forse tra il 1953 e il 1955. Sulla sua storia sto pensando di scrivere un libro e questo episodio, il ritrovamento di una foto e di un autografo, potrebbe avere un capitolo speciale in tutto il racconto».
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