Il Tirreno

Lucca

L’acquedotto regge, ma l’agricoltura è Ko

di Luigi Spinosi
L’acquedotto regge, ma l’agricoltura è Ko

Raccolti di mais e girasoli compromessi e rischia anche l’olio: serve la pioggia ma, se intensa, potrebbe essere fatale

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LUCCA. Da lei non dipendiamo solo per dissetarci, la carenza di acqua vuol dire anche carenza di cibo, e persino di energia. La situazione meteorologica rispetto al mese scorso, quando si iniziò a parlare di siccità, non è – come prevedibile visto che stiamo entrando in piena estate – migliorata. Anzi. Di emergenza siccità e delle sue conseguenze, soprattutto in agricoltura, si è parlato ieri mattina in un vertice in Regione. E a Lucca? Qui la situazione al momento è considerata gestibile, almeno per quel che riguarda la rete idrica. Ma è drammatica invece per l’agricoltura.

Prudenza coi rubinetti. «L’emergenza idrica riguarda anche il territorio lucchese – spiega il presidente di Geal Giulio Sensi – ma la situazione al momento è sotto controllo. Questo grazie anche alla diminuzione delle perdite nella rete su cui l’azienda sta lavorando da molti anni. Stiamo monitorando costantemente la situazione insieme a tutti gli enti competenti, a iniziare dall’Autorità Idrica Toscana. Se i cittadini manterranno comportamenti responsabili non ci saranno grossi problemi. C’è in particolare un divieto di svuotamento e riempimento delle piscine che deve essere rispettato perché, pur essendo sotto controllo, la tenuta delle reti nelle zone collinari rischia di essere compromessa dall’utilizzo dell’acqua ad altri fini rispetto a quelli potabili e igienici. Detto chiaramente: a volte basta il riempimento di una piscina di medie dimensioni per mettere in crisi una frazione. In pianura stiamo monitorando lo stato delle falde e delle sorgenti e abbiamo registrato abbassamenti delle falde e delle portate delle sorgenti comunque più consistenti rispetto agli anni scorsi. La raccomandazione ai cittadini è di usare l’acqua in modo responsabile, evitando sprechi e usi impropri». A soffrire maggiormente sono le zone collinari dove si registrano solitamente prelievi più consistenti nei mesi estivi. In particolare a essere sotto pressione è – e non si tratta di una novità – la zona della Brancoleria. Per far fronte a qualche problema locale, Geal ha iniziato a intervenire dai primi di luglio con il rifornimento tramite autobotte dei serbatoi in quota e con alcuni altri interventi di riparazione della rete messa alla prova dall’aumento delle pressioni vista la maggiore necessità di acqua. Per quanto riguarda le fontane, non si registra al momento la necessità di chiuderle. Passando alle sorgenti di approvvigionamento Geal ha registrato a giugno e luglio una significativa diminuzione rispetto al 2016, sulla quale hanno influito le minori piogge fino a giugno. Entrando nel dettaglio delle perdite Lucca è intorno al 35-37%, ma le perdite sono state ridotte negli ultimi anni grazie all’opera di distrettualizzazione della rete che ha permesso a Geal di intervenire sulle pressioni regolandole in particolare nelle ore notturne in cui il consumo è più basso (più aumenta la pressione più aumentano le perdite, dove ci sono). Con la distrettualizzazione in alcuni quartieri della città le perdite sono state ridotte fino al 50%.

Agricoltura Ko. Qui la situazione è realmente drammatica, come spiega il presidente di Coldiretti Lucca Maurizio Fantini, di ritorno dal vertice fiorentino: «I raccolti di mais e girasole sono praticamente compromessi, ma stanno soffrendo anche le piante da frutto, gli ortaggi e pure gli oliveti, e bisognerà vedere, se arrivano, che tipo di piogge cadranno, perché se si tratta di precipitazioni brevi ma intense potrebbero dare il colpo di grazia. Regge al momento la viticoltura, ma anche lì prima o poi l’acqua servirà. E sono preoccupati pure gli allevatori. Non solo perché la produzione di foraggi (per l’alimentazione degli animali ndr) quest’anno sarà abbondantemente sotto il 30%, ma perché occorre garantire l’acqua per l’abbeveraggio. Siamo in attesa di un incontro con il Consorzio di bonifica per chiedere che l’approvvigionamento sia garantito». Una stima dei danni al momento non è possibile, viene spiegato, anche perché la situazione è in continua evoluzione, in peggio. Ma c’è un aspetto sul quale Fantini insiste, guardando in prospettiva: «Per rimediare servirebbe una pioggia non forte ma continua, ma ormai è evidente che il clima è cambiato, e si passa da periodi di siccità a rovesci brevi e intensi, che producono danni e servono a poco, visto che l’acqua scorre via senza penetrare nel terreno e senza rifornire le falde. Un’idea che richiederà tempo e risorse, e di cui si è parlato in Regione, e quella di creare invasi collinari, per trattenere l’acqua durante le forti piogge e rilasciarla poi gradualmente».

Dighe ok, ma occhio. Per quanto riguarda i bacini idroelettrici la situazione è relativamente tranquilla negli invasi della Lucchesia. La scorsa settimana c’è stata una riunione tra Enel e Autorità di Bacino. E sull’Alto Serchio è stato deciso di ridurre i “rilasci” di acqua, anche al di là dei minimi abituali, proprio per garantire il mantenimento di adeguate quantità di acqua. Gli altri invasi sono messi abbastanza bene ma, viene sottolineato, «se prima di fine estate non piove potrebbe essere un problema».

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