Attenzione
A gallicano
Un successo il Palio realizzato dalle scuole
GALLICANO. Non era quello “vero” , non c’erano il pathos e la tensione dei giorni migliori, ma lo spettacolo sì. E anche di qualità. La terza edizione de “Il Palio sale in cattedra” non ha fatto...
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GALLICANO. Non era quello “vero” , non c’erano il pathos e la tensione dei giorni migliori, ma lo spettacolo sì. E anche di qualità. La terza edizione de “Il Palio sale in cattedra” non ha fatto rimpiangere, per passione, pubblico e qualità delle coreografie, il ben più noto Palio di San Jacopo, che tornerà nel 2018 a gran regime con tutto il suo corollario di carri, vestiti e sfottò.
Ma vedere piazza Vittorio Emanuele piena di gente (non solo genitori dei bambini, ma anche tanti appassionati) ha fatto salire un po’di nostalgia, ma anche la certezza che questa tradizione verrà tramandata alle prossime generazione. La bella iniziativa voluta e ideata dall’amministrazione Saisi in collaborazione con l’istituto comprensivo di Gallicano, ha avuto un duplice significato pedagogico e sociale: l’arte della carta come manipolazione e sviluppo cognitivo, e soprattutto coinvolgere attorno all’iniziativa tutte le istituzioni primarie della zona, a partire naturalmente dalle famiglie. Uno spettacolo durato oltre un’ora e mezza, sviluppatosi sul tema de “Le differenze” , ossia quello che sarebbe stato il leitmotiv del Palio di San Jacopo di quest’anno. Oltre cinquanta bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie si sono cimentati, a partire da questo inverno, in laboratori vari e prove fino a questo evento unico.
Un evento creato, seguito e confezionato da gente appassionata come Giovanni Barbi, Lara Barbi, Antonella Cassettari, la dirigente scolastica Emanuela Giannini, le insegnanti, i maestri cartapestai, e soprattutto i ragazzi che si sono prestati a questo bellissimo gioco. Sul palco, oltre ai due presentatori storici Vittorio Bertoli e Umberto Mucci, sono arrivati il sindaco David Saisi, il provveditore agli studi Donatella Buonriposi, e lo stesso Barbi, emozionato come non mai. I ragazzi delle scuole sono stati accompagnati dalla preside Giannini e dalle insegnanti Tiziana Martinelli, Alma Pieroni, Sara Fiori e Primetta Suffredini, vestite di tutto punto con abiti ad hoc. Alla fine tanta soddisfazione, e la promessa di tornare l’anno prossimo, col palio “vero” e con una generazione che sta crescendo davvero bene.
Nicola Bellanova
Ma vedere piazza Vittorio Emanuele piena di gente (non solo genitori dei bambini, ma anche tanti appassionati) ha fatto salire un po’di nostalgia, ma anche la certezza che questa tradizione verrà tramandata alle prossime generazione. La bella iniziativa voluta e ideata dall’amministrazione Saisi in collaborazione con l’istituto comprensivo di Gallicano, ha avuto un duplice significato pedagogico e sociale: l’arte della carta come manipolazione e sviluppo cognitivo, e soprattutto coinvolgere attorno all’iniziativa tutte le istituzioni primarie della zona, a partire naturalmente dalle famiglie. Uno spettacolo durato oltre un’ora e mezza, sviluppatosi sul tema de “Le differenze” , ossia quello che sarebbe stato il leitmotiv del Palio di San Jacopo di quest’anno. Oltre cinquanta bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie si sono cimentati, a partire da questo inverno, in laboratori vari e prove fino a questo evento unico.
Un evento creato, seguito e confezionato da gente appassionata come Giovanni Barbi, Lara Barbi, Antonella Cassettari, la dirigente scolastica Emanuela Giannini, le insegnanti, i maestri cartapestai, e soprattutto i ragazzi che si sono prestati a questo bellissimo gioco. Sul palco, oltre ai due presentatori storici Vittorio Bertoli e Umberto Mucci, sono arrivati il sindaco David Saisi, il provveditore agli studi Donatella Buonriposi, e lo stesso Barbi, emozionato come non mai. I ragazzi delle scuole sono stati accompagnati dalla preside Giannini e dalle insegnanti Tiziana Martinelli, Alma Pieroni, Sara Fiori e Primetta Suffredini, vestite di tutto punto con abiti ad hoc. Alla fine tanta soddisfazione, e la promessa di tornare l’anno prossimo, col palio “vero” e con una generazione che sta crescendo davvero bene.
Nicola Bellanova
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