Il Tirreno

Lucca

Ristoratori tiepidi sulla targa di qualità «Servono i controlli»

di Tommaso Bedini
Ristoratori tiepidi sulla targa di qualità «Servono i controlli»

Nostra indagine dopo la proposta dell’assessora Mercanti «È solo un palliativo, sono nati tanti locali di basso livello»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Prolungamento della moratoria riguardo all'apertura di nuove attività legate alla ristorazione e tutela dei ristoranti che offrono cucina tipica del territorio, queste sono le proposte che la neo assessora al commercio Valentina Mercanti ha presentato all'incontro con la Confcommercio del 19 luglio. Tutela delle attività storiche che puntano sulla qualità quindi, e che si trovano sempre più in difficoltà per la concorrenza talvolta sleale, di alcuni esercizi che ultimamente sono sorti nel centro storico. A questo proposito, abbiamo intervistato alcuni ristoratori lucchesi titolari di attività storiche che ci hanno detto che cosa ne pensano dell'iniziativa proposta dall'assessore Mercanti. E in tanti sono tiepidi, perché - dicono - più che una patente di qualità servirebbero controlli contro gli esercizi abusivi.

«La targa come riconoscimento di qualità e autenticità è un palliativo - afferma Giuliano Pacini della Buca di Sant'Antonio -: negli ultimi anni, nonostante la moratoria, sono sorte molte nuove attività di ristorazione che offrono prodotti e servizi di qualità scadente. Questo non ha fatto altro che creare problemi a chi, come noi, punta su una cucina tipica e di qualità. Il turista, purtroppo, guarda al prezzo non alle targhe e talvolta nemmeno alla qualità».

«Non si capisce - spiega Marilina Sari, titolare del ristorante Giulio in Pelleria - su quali basi si assegnerebbe questa targa a un esercizio piuttosto che a un altro» e la stessa perplessità è anche di Samuele Cosentino titolare degli Orti di via Elisa nonché consigliere comunale del centrodestra: «È un’idea già sentita una quindicina di anni fa. Benedetto Stefani propose di apporre una targa all'entrata dei ristoranti storici lucchesi che riportava la dicitura “qui cucino io”. L'idea poi naufragò per mancanza di sostegno da parte delle istituzioni».

Cosentino esprime i suoi dubbi in merito: «Piuttosto che prolungare la moratoria e mettere targhe, occorrerebbe quel piano delle funzioni che stiamo aspettando da 15 anni e che già Giovanni Lemucchi aveva promesso. È necessario semmai stilare un protocollo che contenga i criteri in base ai quali effettuare controlli più stringenti sulle attività che somministrano pasti. Infatti la moratoria, che è una toppa e che noi siamo felici di avere a nostra tutela, non potrà essere prolungata in eterno. Le amministrazioni locali devono barcamenarsi tra gli interessi locali e le direttive europee che chiedono all'Italia un piano di liberalizzazioni. Questo non è un problema così semplice da risolvere. Da parte nostra, come categoria e anche come opposizione, siamo disposti a collaborare con l'amministrazione Tambellini per trovare una soluzione».

Molto critico è, invece, Nilo Buralli, titolare dell'omonima Trattoria: «Mai come quest'anno abbiamo risentito della crisi nonostante l'incremento del turismo la nostra attività è in affanno per via del frazionamento della clientela dovuto all'offerta spropositata di ristoranti che c'è in centro. La moratoria non ha impedito al Comune di rilasciare una marea di nuove licenze a esercizi che aprivano e chiudevano nel giro di due-tre mesi mettendo in seria difficoltà chi fa questo mestiere con serietà. In 40 anni questa è stata l'annata peggiore». Infine, lancia una provocazione: «Propongo tre giorni di sciopero della nostra categoria per far capire all'amministrazione che o si prendono provvedimenti seri oppure si contribuirà a creare una massa di poveri».

A Buralli fa eco Ermanno Orsucci della trattoria da Nonna Clara: «Con le nuove normative chiunque è libero di fare quello che vuole, infatti non si fa più distinzione tra ristoranti veri e propri e altre attività legate alla ristorazione». Più propositivi, invece, Carmine Mariniello del ristorante da Gigi e Laura Grassi di Local Food Market: «Ci auguriamo che la targa non sia solo una cosa simbolica ma che abbia alle spalle un circuito che coinvolga produttori e ristoratori per valorizzare i prodotti del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa