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Cambio al vertice di GeSat: Aldo Buttini è il nuovo ad
LUCCA. Cambio al vertice di GeSat, la società che ha in concessione i servizi non sanitari e commerciali dei quattro nuovi ospedali toscani (Lucca, Prato, Pistoia e Massa). Dal 27 giugno scorso il...
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LUCCA. Cambio al vertice di GeSat, la società che ha in concessione i servizi non sanitari e commerciali dei quattro nuovi ospedali toscani (Lucca, Prato, Pistoia e Massa). Dal 27 giugno scorso il nuovo amministratore delegato della società è l’ingegner Aldo Buttini, che prende il posto di Luca Pecchio, era rimasto in carica per quattro anni. L’accordo tra i soci di Gesat (Astaldi, Impresa Pizzarotti e Techint) prevede che il ruolo di amministratore delegato sia ricoperto a turno da un rappresentante delle tre società. Dopo Pecchio (Techint) in carica dal 2013, tocca dunque Aldo Buttini, ingegnere e già consigliere delegato per il settore immobiliare del gruppo Pizzarotti.
Si tratta di questioni da tenere sott’occhio visto che già lo scorso anno i soci di GeSat aveano manifestato la volontà di vendere le loro quote all’interno della società. Sat, controllante di GeSat, è la società di progetto nata per attivare il project financing nella costruzione dei quattro nuovi ospedali toscani. In pratica i tre soci privati (Astaldi 35%, Techint Engineering 35% e Pizzarotti 30%) misero parte dei soldi necessari a ottenere il finanziamento delle banche e in cambio ottennero la concessione ventennale sui servizi non sanitari e commerciali dei nuovi ospedali. Attraverso una serie di cooperative a cui ha dato in appalto i servizi, Gesat si occupa di manutenzione degli immobili, pulizie; lavanderia, guardaroba e sterilizzazione biancheria; ristorazione degenti e mensa personale; sterilizzazione degli strumenti e aree commerciali. In base agli accordi stipulati in sede di project financing ogni anno l’Asl versa poco più di un milione di euro a GeSat. Soldi che in parte servono a coprire gli oneri per la costruzione del presidio e in parte finanziano i servizi forniti dal concessionario.
Ma a quanto pare i nuovi ospedali non stanno rendendo secondo le attese, tant’è che i soci privati, come detto, vorrebbero cedere le loro quote in Gesat. Per farlo devono attendere che siano completati i collaudi su tutti e quattro i nuovi presidi. Su Lucca, ad esempio, bisognerà aspettare che si risolvano il problema dell’eliporto e quello delle autorizzazioni ambientali per gli scarichi. Su entrambi i fronti l’Asl ha aperto dei contenziosi con l’azienda costruttrice. Per l’elisuperficie si aspetta il pronunciamento del Consiglio di Stato. (g.p.)
Si tratta di questioni da tenere sott’occhio visto che già lo scorso anno i soci di GeSat aveano manifestato la volontà di vendere le loro quote all’interno della società. Sat, controllante di GeSat, è la società di progetto nata per attivare il project financing nella costruzione dei quattro nuovi ospedali toscani. In pratica i tre soci privati (Astaldi 35%, Techint Engineering 35% e Pizzarotti 30%) misero parte dei soldi necessari a ottenere il finanziamento delle banche e in cambio ottennero la concessione ventennale sui servizi non sanitari e commerciali dei nuovi ospedali. Attraverso una serie di cooperative a cui ha dato in appalto i servizi, Gesat si occupa di manutenzione degli immobili, pulizie; lavanderia, guardaroba e sterilizzazione biancheria; ristorazione degenti e mensa personale; sterilizzazione degli strumenti e aree commerciali. In base agli accordi stipulati in sede di project financing ogni anno l’Asl versa poco più di un milione di euro a GeSat. Soldi che in parte servono a coprire gli oneri per la costruzione del presidio e in parte finanziano i servizi forniti dal concessionario.
Ma a quanto pare i nuovi ospedali non stanno rendendo secondo le attese, tant’è che i soci privati, come detto, vorrebbero cedere le loro quote in Gesat. Per farlo devono attendere che siano completati i collaudi su tutti e quattro i nuovi presidi. Su Lucca, ad esempio, bisognerà aspettare che si risolvano il problema dell’eliporto e quello delle autorizzazioni ambientali per gli scarichi. Su entrambi i fronti l’Asl ha aperto dei contenziosi con l’azienda costruttrice. Per l’elisuperficie si aspetta il pronunciamento del Consiglio di Stato. (g.p.)
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