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Lucca

«Moratoria anche per i ristoranti»

«Moratoria anche per i ristoranti»

Stefani (Fipe Confcommercio) fa appello al sindaco: «Rispetti gli impegni presi»

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LUCCA. Continuano le aperture di attività di ristorazione in centro storico. E il presidente provinciale (oltre che membro della giunta nazionale) di Fipe Confcommercio Benedetto Stefani chiama in causa l’amministrazione comunale sulla necessità di porre immediatamente un freno alle aperture. Due punti in particolare: estendere la moratoria vigente sui bar anche ai ristoranti e impegnarsi per ridimensionare gli affitti dei fondi. «La nostra associazione – spiega – lo ripete da anni: le liberalizzazioni hanno prodotto e stanno producendo danni incalcolabili al tessuto economico, provocando spesso e ovunque aperture indiscriminate che non tengono minimamente conto della proporzione fra domanda e offerta di un territorio. Il risultato è che, oltre a una notevole perdita in termini di qualità, si assiste spesso a una “guerra fra poveri”, con decine di piccole imprese costrette a chiudere per via di una concorrenza numericamente inaccettabile».

«Il nostro sindacato – prosegue Stefani – è impegnato da tempo, sia a livello nazionale che provinciale, per portare il governo ma anche le amministrazioni comunali locali ad adottare strumenti legislativi che fermino questo processo. Un percorso che ha già visto Fipe lavorare con Confcommercio e Commissione centro storico con il Comune di Lucca, che ha adottato come noto una moratoria con validità di due anni riguardante le nuove aperture di bar e paninoteche in centro storico».

«Questo provvedimento – insiste il presidente provinciale di Fipe ristoratori – non solo va prolungato, ma anche esteso alle categorie di ristoranti e negozi di vicinato, come richiesto già da mesi anche da Confcommercio e Commissione. Lo ripetiamo da tempo e lo abbiamo posto anche al centro del confronto fra candidati sindaco che Confcommercio Lucca ha organizzato lo scorso 24 maggio a Palazzo Sani. In quell’occasione Alessandro Tambellini, riconfermato primo cittadino, ha riconosciuto la fondatezza della problematica e di conseguenza delle nostre richieste. Adesso, dunque, ci attendiamo che l’amministrazione agisca di conseguenza. Giova ricordare - sottolinea - come alcuni recenti e importanti atti e pronunciamenti, sia a livello governativo che regionale, abbiano affidato di fatto ampi poteri ai Comuni per quanto riguarda le decisioni in materia di aperture nei centri storici».

«Di pari passo con il tema della moratoria – aggiunge – c’è quello del caro affitti, che riguarda anche il settore della ristorazione. Chiediamo all’amministrazione di Lucca di lavorare a un concordato con i proprietari di fondi a destinazione commerciale, che permetta di abbattere i costi di competenza comunale riguardanti l’Imu». Stefani insiste: «Questa operazione consentirebbe un abbassamento dei canoni di affitto per locatori alle prese con una tassazione ridotta rispetto a quella attuale».



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