Il Tirreno

Lucca

Imprenditore accusato di violenza sessuale su una sedicenne

di Luca Tronchetti
Imprenditore accusato di violenza sessuale su una sedicenne

Il processo fissato davanti al collegio il prossimo 26 ottobre  Lei lo incalza: «Mi ha baciato nel bagno e strappato le calze»

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MEDIA VALLE. Una studentessa di 16 anni accusa un imprenditore quarantenne di aver cercato di abusare di lei nei bagni di un locale pubblico, baciandola, spingendola contro il muro e strappandole le calze. Lui, nega ogni addebito, sostenendo di non aver mai avuto approcci di natura sessuale con quella ragazzina. L’episodio risale al 31 ottobre 2013, notte di Halloween, e ieri mattina, a distanza di quasi quattro anni e dopo una serie di accertamenti, un incidente probatorio, testimoni sentiti a sommarie informazioni e l’acquisizione dei tabulati telefonici, il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti ha rinviato a giudizio l’impresario con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una ragazza all’epoca dei fatti minorenne. Il processo al collegio è stato fissato il 26 ottobre.

I fatti. Secondo l’esposto-denuncia presentato dalla ragazza che risiede in Media Valle la sera del 31 ottobre 2013 in compagnia di un’amica e di un conoscente era andata in un locale della zona. Lì, fuori dall’esercizio pubblico, aveva incontrato l’imprenditore che già conosceva per averlo visto ad alcune cene in paese e soprattutto per aver ricevuto, a suo dire, dagli sms nella primavera del 2013 a cui aveva risposto per capire chi era stato a contattarla. Una volta entrati nel locale la sedicenne e la sua amica sostengono di aver consumato una bevanda e poi di essersi dirette verso il bagno. La studentessa è entrata chiedendo all’amica di restare fuori dalla porta in attesa del suo turno e anche per impedire l’ingresso di persone visto che la maniglia era difettosa e la porta non si chiudeva.

Il tentativo di stupro. A quel punto nel racconto della parte lesa entra in scena l’imprenditore. Eludendo la sorveglianza dell’amica della studentessa riesce ad entrare proprio nel momento in cui la vittima, terminati i suoi bisogni, si sta rivestendo. Il quarantenne, stando all’accusa, avrebbe spinto al muro l’adolescente baciandola in bocca. Lei avrebbe reagito urlando e allontanando l’imputato che, non pago, sebbene respinto con forza dalla studentessa sedicenne l’avrebbe aggredita strappandole le calze per poi sbatterla nuovamente contro il muro del bagno. Solo allora l’amica della vittima sarebbe intervenuta. Insieme sarebbero uscite dall’esercizio commerciale e una volta fuori incontrando un conoscente gli avrebbero raccontato l’accaduto. Dieci minuti dopo l’aggressione dal locale, stando al racconto dell’adolescente, sarebbe uscito pure l’imprenditore accompagnato dalla fidanzata. Dopo quella vicenda i contatti tra i due tramite sms proseguono sino al giugno 2014.

La difesa dell’imprenditore. Il 3 gennaio 2014, quindi oltre due mesi dopo, la studentessa, assistita dall’avvocato Gianfelice Cesaretti, presenta una denuncia-querela ai carabinieri. I legali dell’imputato, l’avvocato Carlo Di Bugno e il professor Enrico Marzaduri, attraverso i tabulati telefonici scoprono che il primo contatto via sms è della studentessa e non dell’imprenditore e nel periodo aprile-inizio giugno la sedicenne aveva inviato un numero considerevole di messaggini all’impresario. La vittima avrebbe mentito in sede di indagine preliminare. Non convince la difesa come l’amica della studentessa non possa essersi accorta dell’ingresso dell’imprenditore nel bagno del locale visto che dalle fonti di prova si ricava che l’imputato quella sera non seguì in bagno la sedicenne. Adesso sarà il processo a stabilire la verità.

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