Il Tirreno

Lucca

Gli affreschi scomparsi dal castello di Montecatino

di Barbara Antoni
Gli affreschi scomparsi dal castello di Montecatino

Sono stati distrutti dagli agenti atmosferici dopo che il complesso, depredato dai ladri di arredi antichi negli anni Ottanta, rimase privo del tetto

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LUCCA. Una storia così affascinante da sembrare una leggenda. È quella del castello (poi monastero) di Montecatino. Amatissimo dalla gente del posto quanto dimenticato: eppure è una terrazza unica sulla città di Lucca e su un territorio vastissimo che solo e soltanto da lì, a 482 metri di altezza in una posizione assolutamente privilegiata, permette alla vista di spaziare a perdita d’occhio, fino a raggiungere, ruotando lo sguardo in senso orario, il mar Tirreno e la Capraia, la Corsica perfino nei giorni in cui il cielo è particolarmente limpido, le Apuane, l’Appennino (fino alla cima del Corno alle Scale), la Piana di Lucca, il Pistoiese, sconfinando fino nel territorio fiorentino. E poi Lucca: la città murata con i baluardi è lì, si tocca con mano nella sua perfetta geometria.

Dalla storia di Montecatino, un complesso in degrado dalla fine degli Ottanta - quando, racconta Mauro Sorbi, abitante del posto, tra i fondatori dell’associazione Montecatino e volontario della protezione civile che sul piccolo altipiano ha il suo quartier generale, con la costruzione della strada cominciarono ad arrivare i ladri di embrici e suppellettili antiche fino a spogliare la chiesa e a privarla addirittura del tetto - adesso spuntano affreschi scomparsi, praticamente sconosciuti ai più. Sorbi ne mostra le fotografie: un vero reperto, un documento prezioso. «Queste pitture sono rimaste fino all’inizio degli anni ’80 - spiega Sorbi -, poi sono andate distrutte, sono scomparse. In quel periodo il monastero era nel mirino dei ladri di arredi antichi: un giorno dopo l’altro gli embrici del tetto furono portati via tutti, l’edificio rimase scoperto, l’acqua e gli agenti atmosferici, insieme alla vegetazione che vi è cresciuta a dismisura, hanno fatto il resto. Le foto sono degli anni Settanta, fu Italia Nostra a realizzarle».

In anni di ricerche da varie fonti, in particolare da “Le Croniche” di Giovanni Sercambi, Sorbi ha ricostruito la storia di Montecatino. «Inizialmente era un castello - racconta -, che nel 1397 fu bruciato dai fiorentini perché al suo interno aveva trovato rifugio il figlio di Uguccione della Faggiola. Dopo l’incendio, il complesso fu recuperato per divenire torre di segnalazione: e tale rimase fino al 1630, quando cambiò ulteriormente vocazione e fu trasformato in monastero. I monaci - continua - vi rimasero fino al 1803: era il tempo di Napoleone ed Elisa a Lucca. Napoleone, si sa, cacciò molti ordini religiosi e tra questi i monaci di Montecatino. Il complesso rimase di proprietà della diocesi fino al 1972, quando fu acquistato dal Comune di Lucca».

Una in particolare delle pitture andate perdute racconta una parentesi di questa lunga storia: l’incendio di Montecatino, raffigurando il castello che brucia e la gente che accorre. L’altro dipinto raffigura invece il monaco e la tentazione dei diavoli.

Quanta storia dietro a questa torre vuota, semiabbattuta negli anni Trenta da un fulmine e ricostruita grazie all’impegno dei cittadini del posto (che hanno raccolto i soldi necessari con le periodiche “merende” sull’altipiano), dietro a questo monastero semidistrutto, di cui oggi si riescono a vedere le colonne del porticato, mentre il resto della struttura millenaria è praticamente nascosto dalla vegetazione.

Da anni l’associazione Montecatino si batte per recuperare il complesso: la torre potrebbe essere riutilizzata per l’avvistamento realizzandovi una scala interna, la chiesa potrebbe essere almeno bonificata dalla vegetazione, potrebbe riaffiorare. La strada di accesso invece dovrebbe essere ricompattata con i mezzi adeguati per essere meglio percorribile. Non sono necessari molti soldi per questi interventi: l’associazione ha calcolato una spesa di cinquantamila euro per le opere minime. Così Montecatino con la sua storia millenaria potrebbe rivivere, tornare luogo di ritrovo. Il complesso è stato inserito dal Comune tra quelli ristrutturabili attraverso l’Art Bonus. L’associazione Montecatino ha aperto un conto corrente postale numero 4850030, ufficio radicamento 3322, postamat 48591634).

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