Sicurezza
Chiara e Giovanni, due lodi nel segno dell’Europa
Hanno preso il massimo dei voti, ma spiegano di non essere dei secchioni Entrambi hanno fattto un’esperienza con l’Europarlamento dei giovani
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LUCCA. Uno studente che dà lode al Vallisneri. Giovanni Cattani, 19 anni della V C è un giovane ricco di entusiasmo che si prepara con fiducia a volare nel futuro. Ma che prima di farlo non dimentica anche ciò che lo ha reso nel vero senso della parola “maturo”. E tra ciò ai primi posti c’è anche il suo importante percorso di scuola superiore: «Non era facile arrivarci. Però non mi sento un modello. Ho studiato con regolarità ma ho potuto coltivare anche progetti extrascolastici. Voglio sottolinearlo perché ritengo importante dire che non è solo la lode a descrivere il mio percorso al Vallisneri che porterò sempre nel cuore». Giovanni non ritiene di essere un secchione: «Tra le tante cose sono nella Croce Rossa. Non dimentico nemmeno la giornata al mese di cogestione a scuola organizzata fra studenti e professori, con lezioni interattive. Ho fatto negli anni anche diverse attività ed esperienze extrascolastiche insieme allo studio. Sono stato socio e membro del Parlamento Europeo Giovani. Oltre che coordinatore del Consiglio direttivo, in un’attività che la scuola porta avanti da anni e che mi ha portato anche nove volte in giro fuori dall’Italia e dulcis in fundo, ad ottobre 2016, sono stato anch’io membro del consiglio direttivo italiano che mi aveva scelto ho conosciuto tanti studenti europei con cui mi sono confrontato anche su tematiche civili di interesse generale. In Italia facendo rispetto ad altri paesi un anno in più di liceo, siamo molto preparati nella cultura generale, nella storia dell’arte, nella filosofia, nella storia contemporanea. Una caratteristica che se siamo consapevoli, possiamo usare alla massima potenza per saper affrontare il mondo e saper conoscere noi stessi. Dovremmo però adattare di più il percorso di studi». Per l’ormai ex liceale «non è importante lo studiare e basta ma è l’applicarsi e l’avere interessi che fa la differenza. È da lì anche che impari che la filosofia parla, il saper stare in gruppo ti forma, il metodo di studio buono aiuta a lavorare con gli altri. Sono felice di essere sempre nel pieno delle forze. Adesso leggo alcuni libri e per necessità faccio una pausa estiva anche se sono già in moto per la scelta dei test universitari da fare a settembre. La maturità non è una fine ma solo l’inizio. Bisogna saper cogliere le opportunità».
Gregorio Andreini
Gregorio Andreini
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