Sicurezza
assemblea alla TOSCANA PANE
Arriva un altro no ai licenziamenti
ALTOPASCIO . No ai licenziamenti. Un punto fermo per i sindacati dopo l’assemblea dei lavoratori di ieri alla Toscana Pane. Una vertenza che sembra essere arrivata ad un bivio. «Se non ci saranno...
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ALTOPASCIO . No ai licenziamenti. Un punto fermo per i sindacati dopo l’assemblea dei lavoratori di ieri alla Toscana Pane. Una vertenza che sembra essere arrivata ad un bivio. «Se non ci saranno atteggiamenti concreti e credibili da parte dell’azienda siamo pronti ad attivare tutte le iniziative sindacali e legali: vogliamo chiarezza da parte della proprietà» sostiene Lino Giovannelli della Flai Cgil. «Abbiamo proposto una serie di soluzioni interne per razionalizzare i costi del lavoro come chiede l’azienda, ricorrendo a strumenti per il contenimento dei costi del personale come la riduzione degli orari e una rimodulazione delle mansioni per arrivare ad un accordo che eviti i licenziamenti. Se sarà necessario un ulteriore contenimento dei costi per garantire la piena salvaguardia dei posti di lavoro siamo disponibili a ricorrere agli ammortizzatori sociali, quindi ai contratti di solidarietà per 12 mesi. Naturalmente insieme ad un piano di rilancio dell’azienda» . La storica azienda è in difficoltà ed ha presentato un piano concordatario in tribunale annunciando un piano di riduzione del personale che secondo quanto annunciato dovrebbe scendere da 69 a 45 dipendenti, ma con la possibilità di scendere da 24 a 17. I sindacati però annunciano battaglia. L’assemblea del personale, in una nota, respinge «l’ipotesi di un taglio dei dipendenti e chiede all’azienda maggiore coerenza al tavolo sindacale» e ritiene «apprezzabili le soluzioni volontarie comunicate dall’azienda lo scorso 17 luglio e che insieme ad altre soluzioni che possono essere concordate e ai prossimi pensionamenti consentiranno una considerevole riduzione del costo che nel breve-medio periodo e favorire il raggiungimento degli equilibri finanziari. Le attuali difficoltà aziendali non possono essere affrontate con una drastica riduzione del personale, ma occorrono misure ed investimenti adeguati per riconquistare competitività». Per quanto riguarda le soluzioni i lavoratori sono disponibili «ad una riduzione degli orari di lavoro ed una eventuale ridefinizione degli stessi con il ricorso ai contratti di solidarietà qualora fosse necessario nell’immediato intervenire ulteriormente sui costi aziendali e del personale». L’assemblea dei lavoratori chiede al Comune la riapertura di un tavolo istituzionale «per salvare i dipendenti e sostenere la fase di ripresa dell’azienda e dà mandato alle Rsu e alla Flai Cgil di attivare ogni iniziativa per salvaguardare l’occupazione». (n. n.)
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