Finanza
Un’autostrada troppo pericolosa
Il presidente Salt: impossibile ampliarla in quel tratto con una corsia di emergenza
2 MINUTI DI LETTURA
MASSAROSA. Diciotto chilometri di autostrada realizzati negli anni Settanta per collegare Viareggio con Lucca, gallerie, curve, ancora gallerie, chilometri e chilometri di asfalto senza una corsia di emergenza. Benvenuti sulla Bretella, raccordo autostradale A11, qualcosa di simile all’inferno. Farci un incidente qui sopra è facile. Morirci, pure.
L’ultima vittima, prima di Linda (leggi articolo sopra, ndr), c’è stata lo scorso gennaio quando un uomo di 50 anni perse il controllo della sua auto andando a sbattere prima contro il guard rail e poi venendo travolto da un camion. Morto sul colpo. Quello di sabato pomeriggio però fa riflettere ancora di più. Perché ha perso la vita una bimba di 8 anni, sì. Ma anche perché tutto è partito da un’auto (senza colpe) che aveva bisogno di fermarsi sulla corsia di emergenza, che non però non c’era e non c’è mai stata.
Quel tratto di strada, la Bretella, è stato realizzato negli anni ’70, prima che entrasse in vigore il decreto ministeriale (tuttora vigente) del 2001 con le nuove regole per la costruzione di strade: larghezza, tipi di corsia e via dicendo. È con questo decreto che sono diventate obbligatorie le corsie di emergenza nelle strade di tipo A (le autostrade), che dovrebbero essere di 3 metri. Non essendo però retroattivo il decreto non ha sfiorato la Bretella. «Ci dispiace davvero molto per quanto accaduto – commenta il presidente di Salt, Fabrizio Larini, all’indomani dell’incidente mortale –. È evidente che è impossibile intervenire su quel tratto di strada ampliandolo con una corsia di emergenza, per come è strutturata. In questi anni però abbiamo realizzato diverse piazzole di emergenza». Il tratto di strada è classificato, informa Salt, come montano, per cui il limite di velocità è di 110 chilometri orari. Gli inquirenti verificheranno se l’auto che ha travolto mamma e piccola lo stesse rispettando.
Si tratta adesso di capire altri due aspetti: se i pannelli autostradali avessero avvisato gli automobilisti dell’incidente e se Salt abbia attivato (e se sì, quando) gli operai addetti alla viabilità: quelli che avrebbero potuto mettere in sicurezza il primo incidente e evitare il peggio. (mel. car.)
L’ultima vittima, prima di Linda (leggi articolo sopra, ndr), c’è stata lo scorso gennaio quando un uomo di 50 anni perse il controllo della sua auto andando a sbattere prima contro il guard rail e poi venendo travolto da un camion. Morto sul colpo. Quello di sabato pomeriggio però fa riflettere ancora di più. Perché ha perso la vita una bimba di 8 anni, sì. Ma anche perché tutto è partito da un’auto (senza colpe) che aveva bisogno di fermarsi sulla corsia di emergenza, che non però non c’era e non c’è mai stata.
Quel tratto di strada, la Bretella, è stato realizzato negli anni ’70, prima che entrasse in vigore il decreto ministeriale (tuttora vigente) del 2001 con le nuove regole per la costruzione di strade: larghezza, tipi di corsia e via dicendo. È con questo decreto che sono diventate obbligatorie le corsie di emergenza nelle strade di tipo A (le autostrade), che dovrebbero essere di 3 metri. Non essendo però retroattivo il decreto non ha sfiorato la Bretella. «Ci dispiace davvero molto per quanto accaduto – commenta il presidente di Salt, Fabrizio Larini, all’indomani dell’incidente mortale –. È evidente che è impossibile intervenire su quel tratto di strada ampliandolo con una corsia di emergenza, per come è strutturata. In questi anni però abbiamo realizzato diverse piazzole di emergenza». Il tratto di strada è classificato, informa Salt, come montano, per cui il limite di velocità è di 110 chilometri orari. Gli inquirenti verificheranno se l’auto che ha travolto mamma e piccola lo stesse rispettando.
Si tratta adesso di capire altri due aspetti: se i pannelli autostradali avessero avvisato gli automobilisti dell’incidente e se Salt abbia attivato (e se sì, quando) gli operai addetti alla viabilità: quelli che avrebbero potuto mettere in sicurezza il primo incidente e evitare il peggio. (mel. car.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
