«Merita investire seriamente sul Summer»
L’invito dell’ex sindaco Fazzi: «Gli enti devono smetterla di scommettere su fallimenti annunciati»
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LUCCA. Il Summer Festival? Non un costo per la città, ma un investimento, oltre che un volano di eco mediatica per la città di Lucca. Sul ruolo del Summer Festival per Lucca torna Pietro Fazzi, ex sindaco della città per due legislature, uno dei principali sostenitori della rassegna internazionale di musica pop fin dalla prima edizione, che si svolse durante il suo primo mandato.
Ventiquattro ore fa Fazzi ha proposto la cittadinanza onoraria per Mimmo D’Alessandro, patron del Summer, e per Rinaldo Traini, il cui nome è legato agli inizi di Lucca Comics & Games. Un atto dovuto a personaggi che hanno contribuito a far conoscere Lucca nel mondo: un riconoscimento tra l’altro che Lucca ha reso al maestro Herbert Handt, ideatore e fondatore dell’Associazione Musicale Lucchese.
«Entrambi - spiega Fazzi riferito a D’Alessandro e Traini - e le loro proposte hanno comportato costi molto rilevanti per il Comune e la Provincia. Probabilmente, in qualche caso, i miliardi di lire e i milioni di euro spesi per quelle iniziative, potevano in essere gestiti con maggiore oculatezza ma sarebbe miope considerarli come costi e non invece come investimenti lungimiranti per lo sviluppo di quel turismo culturale che più è in sintonia con le peculiarità di una città storica».
«Anche il Summer Festival ha inizialmente impegnato risorse pubbliche, assai inferiori, in vero, alle altre due, messe a disposizione dalla Provincia e dal Comune di Lucca ma grazie a una gestione imprenditoriale e professionale di alto livello ha raggiunto una maggiore solidità e autonomia. Per qualcuno, questo si dovrebbe tradurre nel disimpegno delle istituzioni? A mio avviso no. Le decine di migliaia di nuovi visitatori, le presenze straripanti in alberghi e ristoranti, sulle torri e nelle vie cittadine nel mesi di giugno, luglio e oltre sono l'effetto diretto e tangibile del Summer Festival e anche le visite in compagnia del sindaco di artisti di fama internazionale al Puccini Museum, ad esempio, sono un corollario di una manifestazione che veicola Lucca in tutto il mondo con una promozione trainata da presenze prima impensabili».
«Qualcuno - sottolinea Fazzi - si chiede quanto costerebbe alla città una campagna mediatica del genere? E se, invece che occasionali, queste e molte altre possibili occasioni diventassero più strutturali e inserite in un progetto alto di promozione turistica e culturale se ne potrebbero gradualmente registrare gli effetti su tutto l'anno, ben oltre i mesi estivi. In questo senso, sempre a mio modesto avviso ma convintamente, merita investire seriamente e con lungimiranza anche nel Summer Festival, come stanno facendo piccoli e grandi imprenditori, banche e privati cittadini. A meno che per gli enti pubblici non si pensi che gli investimenti da fare siano solo quelli in fallimenti annunciati, in flop prevedibili e scontati, in operatori improvvisati. Una lunga lista che sarebbe meritorio interrompere».
Ventiquattro ore fa Fazzi ha proposto la cittadinanza onoraria per Mimmo D’Alessandro, patron del Summer, e per Rinaldo Traini, il cui nome è legato agli inizi di Lucca Comics & Games. Un atto dovuto a personaggi che hanno contribuito a far conoscere Lucca nel mondo: un riconoscimento tra l’altro che Lucca ha reso al maestro Herbert Handt, ideatore e fondatore dell’Associazione Musicale Lucchese.
«Entrambi - spiega Fazzi riferito a D’Alessandro e Traini - e le loro proposte hanno comportato costi molto rilevanti per il Comune e la Provincia. Probabilmente, in qualche caso, i miliardi di lire e i milioni di euro spesi per quelle iniziative, potevano in essere gestiti con maggiore oculatezza ma sarebbe miope considerarli come costi e non invece come investimenti lungimiranti per lo sviluppo di quel turismo culturale che più è in sintonia con le peculiarità di una città storica».
«Anche il Summer Festival ha inizialmente impegnato risorse pubbliche, assai inferiori, in vero, alle altre due, messe a disposizione dalla Provincia e dal Comune di Lucca ma grazie a una gestione imprenditoriale e professionale di alto livello ha raggiunto una maggiore solidità e autonomia. Per qualcuno, questo si dovrebbe tradurre nel disimpegno delle istituzioni? A mio avviso no. Le decine di migliaia di nuovi visitatori, le presenze straripanti in alberghi e ristoranti, sulle torri e nelle vie cittadine nel mesi di giugno, luglio e oltre sono l'effetto diretto e tangibile del Summer Festival e anche le visite in compagnia del sindaco di artisti di fama internazionale al Puccini Museum, ad esempio, sono un corollario di una manifestazione che veicola Lucca in tutto il mondo con una promozione trainata da presenze prima impensabili».
«Qualcuno - sottolinea Fazzi - si chiede quanto costerebbe alla città una campagna mediatica del genere? E se, invece che occasionali, queste e molte altre possibili occasioni diventassero più strutturali e inserite in un progetto alto di promozione turistica e culturale se ne potrebbero gradualmente registrare gli effetti su tutto l'anno, ben oltre i mesi estivi. In questo senso, sempre a mio modesto avviso ma convintamente, merita investire seriamente e con lungimiranza anche nel Summer Festival, come stanno facendo piccoli e grandi imprenditori, banche e privati cittadini. A meno che per gli enti pubblici non si pensi che gli investimenti da fare siano solo quelli in fallimenti annunciati, in flop prevedibili e scontati, in operatori improvvisati. Una lunga lista che sarebbe meritorio interrompere».
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