Attenzione
Dall’arcivescovo un richiamo su giovani e lavoro
LUCCA. Giovani e lavoro. È uno dei temi principali dell’omelia di monsignor Italo Castellani in occasione della festa del patrono San Paolino. «Sono a tutti noi noti - scrive l’arcivescovo di Lucca...
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LUCCA. Giovani e lavoro. È uno dei temi principali dell’omelia di monsignor Italo Castellani in occasione della festa del patrono San Paolino.
«Sono a tutti noi noti - scrive l’arcivescovo di Lucca - i dati locali e nazionali relativi alla disoccupazione giovanile, che destano preoccupazione e inquietudine. Mi permetto sottolineare in particolare l’impatto avuto dalle ultime misure di politica redistributiva che, ad un’attenta valutazione, mostrano come siano stati penalizzati proprio i giovani dai 15 ai 34 anni, che hanno visto aumentare il rischio di povertà e che restano tra le fasce meno tutelate delle popolazioni, assieme ai monogenitori e alle coppie con figli minori.Si tratta non solo di povertà e di sfiducia verso il futuro, ma di disuguaglianza crescente, generazionale, di incapacità di valorizzare i talenti, di pensare adeguatamente in termini di futuro per il nostro Paese».
Qualche anno fa, ricorda Castellani, «proprio in occasione delle celebrazioni per San Paolino, rivolsi alle istituzioni un appello accorato perché venisse messo al primo posto dell’agenda politica il tema del lavoro e dei giovani. Da allora come Diocesi, anche in collaborazione con le altre forze della compagine cittadina, abbiamo promosso più e più iniziative per far emergere talenti, creare percorsi di inclusione, sviluppare azioni di accompagnamento ai giovani e –in particolare– ai più vulnerabili tra loro. Oggi, torno a presentare con forza all’attenzione della Città tutto il tema che riguarda il presente e il futuro dei nostri figli.
«Noi per primi, come Diocesi, organizzeremo nei prossimi mesi un’iniziativa in seno al “Progetto Policoro” per il sostegno ai percorsi di autoimprenditoria nell’ottica di promuovere le competenze, la voglia di futuro e i sogni della nostra città e del nostro territorio».
Ma monsignor Castellani va oltre: «Contestualmente mi permetto invitare sindaci, amministratori, imprenditori, a sedersi attorno ad un “Tavolo”: per osare insieme concretamente percorsi nuovi di politiche del lavoro, strade che si spingano al di là di che cosa abbiamo il dovere di fare, per condividere insieme la responsabilità e la scommessa di una creatività nuova, capace di porre gesti chiari di supporto, sostegno, fiducia per i giovani. Auspico anche un rinnovato “patto di convivenza” pacifica, e di unità per la nostra Città e il suo territorio, a vantaggio del bene comune. Al di là delle diverse opinioni e di un sano confronto su temi vitali del nostro vivere insieme, si ritrovi la capacità di costruire una comunità coesa, accogliente, rispettosa e sollecita verso tutti, soprattutto i più fragili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Sono a tutti noi noti - scrive l’arcivescovo di Lucca - i dati locali e nazionali relativi alla disoccupazione giovanile, che destano preoccupazione e inquietudine. Mi permetto sottolineare in particolare l’impatto avuto dalle ultime misure di politica redistributiva che, ad un’attenta valutazione, mostrano come siano stati penalizzati proprio i giovani dai 15 ai 34 anni, che hanno visto aumentare il rischio di povertà e che restano tra le fasce meno tutelate delle popolazioni, assieme ai monogenitori e alle coppie con figli minori.Si tratta non solo di povertà e di sfiducia verso il futuro, ma di disuguaglianza crescente, generazionale, di incapacità di valorizzare i talenti, di pensare adeguatamente in termini di futuro per il nostro Paese».
Qualche anno fa, ricorda Castellani, «proprio in occasione delle celebrazioni per San Paolino, rivolsi alle istituzioni un appello accorato perché venisse messo al primo posto dell’agenda politica il tema del lavoro e dei giovani. Da allora come Diocesi, anche in collaborazione con le altre forze della compagine cittadina, abbiamo promosso più e più iniziative per far emergere talenti, creare percorsi di inclusione, sviluppare azioni di accompagnamento ai giovani e –in particolare– ai più vulnerabili tra loro. Oggi, torno a presentare con forza all’attenzione della Città tutto il tema che riguarda il presente e il futuro dei nostri figli.
«Noi per primi, come Diocesi, organizzeremo nei prossimi mesi un’iniziativa in seno al “Progetto Policoro” per il sostegno ai percorsi di autoimprenditoria nell’ottica di promuovere le competenze, la voglia di futuro e i sogni della nostra città e del nostro territorio».
Ma monsignor Castellani va oltre: «Contestualmente mi permetto invitare sindaci, amministratori, imprenditori, a sedersi attorno ad un “Tavolo”: per osare insieme concretamente percorsi nuovi di politiche del lavoro, strade che si spingano al di là di che cosa abbiamo il dovere di fare, per condividere insieme la responsabilità e la scommessa di una creatività nuova, capace di porre gesti chiari di supporto, sostegno, fiducia per i giovani. Auspico anche un rinnovato “patto di convivenza” pacifica, e di unità per la nostra Città e il suo territorio, a vantaggio del bene comune. Al di là delle diverse opinioni e di un sano confronto su temi vitali del nostro vivere insieme, si ritrovi la capacità di costruire una comunità coesa, accogliente, rispettosa e sollecita verso tutti, soprattutto i più fragili».
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