Il Tirreno

Lucca

ALLARME INCENDI

Un piromane dietro i boschi ridotti in cenere

di Luigi Spinosi
Il paesaggio spettrale dopo il passaggio dell'incendio a Balbano (Foto Sernacchioli)
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Il paesaggio spettrale dopo il passaggio dell'incendio a Balbano (Foto Sernacchioli)

Quattro episodi nella stessa zona in 20 giorni. Indagini in corso dei carabinieri forestali

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LUCCA. Un episodio può essere un caso, due pure, ma quattro... Anche il banale calcolo delle probabilità porta a dar credito all’ipotesi peggiore, ossia che un piromane si stia aggirando sulla collina di Vecchiano, tra Lucca e Pisa. E qualcosa di più di una teoria è anche per i carabinieri forestali, che stanno indagando sui diversi incendi che si sono sviluppati nell’arco di pochissimi chilometri, e tutti attorno alla stessa collinetta. L’ultimo appena sabato scorso.

«Non è ipotesi, è praticamente sicuro che ci sia qualcuno dietro a tutti quegli episodi – conferma il tenente colonnello Stefano Cipriani, al comando del gruppo carabinieri forestali di Lucca – stiamo indagando, in particolare stiamo cercando di ricostruire i movimenti dei soggetti con precedenti di questo tipo, per cercare di vedere dove si trovavano al momento degli incendi».

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In meno di 20 giorni ben quattro episodi hanno costretto vigili del fuoco, volontari ed elicotteri antincendio a intervenire nella stessa zona. E va bene tutto, l’ipotesi dell’autocombustione, quella dell’incidente provocato da un rogo (comunque illegale in questo periodo) fuggito al controllo, ma questo vorrebbe dire trovarsi davanti al record mondiale della sfortuna. No, anche per le modalità con cui si sono sviluppate le fiamme è decisamente molto probabile che dietro al fuoco ci sia la mano di un piromane: tutti gli incendi sono partiti dal margine di una carreggiata, e tutti lungo una stessa direttrice, ossia la viabilità che si sviluppa attorno al colle di Vecchiano formando una sorta di anello. Gli incendi si sono sviluppati da via Pietra a Padule, da una stradina sopra Balbano sul lato Lucchese e da via di Radicata. Unica eccezione il primo incendio (che assomiglia tanto a una sorta di “prova generale”), il 19 giugno, partito comunque da una traversa di via Radicata (quindi vicinissimo ai casi successivi). Quell’incendio, che alla fine distrusse meno di un ettaro di vegetazione, si sviluppo a due passi dall’A11, arrivando a lambire l’autostrada stessa (con tutti i rischi potenziali che questo comportava).

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Una settimana dopo fu la volta dell’incendio partito sul versante occidentale del colle di Vecchiano, da via Pietra a Padule. Un incendio che mise a rischio anche alcune abitazioni della zona. Un periodo di tregua ed ecco che il 6 luglio il fuoco si sviluppa sulla stessa collina, ma dal versante lucchese, a Balbano. Alla fine serviranno ben quattro elicotteri per riportare la situazione sotto controllo, dopo che le fiamme avevano già distrutto oltre 5 ettari di bosco.

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E un po’ come accade per i serial killer (del resto anche nel caso dei piromani siamo solitamente davanti a casi patologici) gli episodi si fanno più ravvicinati tra loro. E dopo appena 2 giorni, sabato 8, un quarto incendio devasta 5 ettari di vegetazione in zona Radicata, a metà strada tra i due incendi precedenti. E ora è caccia aperta all’incendiario.
 

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