La richiesta dell’opposizione
Un consiglio straordinario sull’aeroporto
CAPANNORI. Un consiglio comunale straordinario sull'aeroporto di Capannori. A chiederlo a gran voce sono i gruppi di opposizione. La richiesta è stata protocollata lo scorso 26 giugno. Un documento...
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CAPANNORI. Un consiglio comunale straordinario sull'aeroporto di Capannori. A chiederlo a gran voce sono i gruppi di opposizione. La richiesta è stata protocollata lo scorso 26 giugno. Un documento con i quali i consiglieri Simone Lunardi e Renato Pini (5 Stelle), Anthony Masini (Forza Italia), Giada Martinelli e Mauro Celli (Alternativa Civica), Giovanni Marchi e Paolo Rontani (Udc) sollecitano (per legge entro 20 giorni dalla richiesta all'ufficio del protocollo) una seduta straordinaria per discutere della crisi dell'avioscalo di Tassignano.
Nel mirino dell'opposizione i costi esorbitanti per mantenere la struttura. Il 70 per cento delle quote della società Aeroporto spa di proprietà del Comune sono in vendita ai privati. Il 23 gennaio il tribunale di Lucca dichiarava aperta la procedura di concordato preventivo. Da quella data la società, attraverso i suoi legali, aveva articolato un piano concordatario che si fondava principalmente sull’apporto di terzi (finanza esogena) per il pagamento dei creditori concorsuali suddivisi in classi. A inizio giugno, poi, il tribunale fallimentare non ha concesso un’ulteriore proroga di 60 giorni per redigere il concordato preventivo ai legali dell’aeroporto. Si va, dunque, verso un’udienza pre-fallimentare che, se non interverranno fatti nuovi, decreterebbe la fine dell’avioscalo con la messa in liquidazione, la conseguente perdita della concessione totale da parte del Comune di Capannori e ritorno dello scalo all’Enac. I tempi però potrebbero favorire una soluzione per l'ingresso di privati. All’orizzonte, da tempo, ci sono società del settore ricerche aeronautiche, tra cui l’Aeroclub Toscano. Una via d'uscita che passa dall’acquisizione della partecipazione azionaria detenuta dal comune di Capannori ad opera dei futuri acquirenti. Un salvataggio che passa dalla ricerca di nuovi soci privati e dal nuovo Centro toscano per l'aerospazio e la robotica. Le società che si sono interessate sono Sigma, Sima, San Colombano e Aeroclub che hanno presentato manifestazioni di interesse. (n.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nel mirino dell'opposizione i costi esorbitanti per mantenere la struttura. Il 70 per cento delle quote della società Aeroporto spa di proprietà del Comune sono in vendita ai privati. Il 23 gennaio il tribunale di Lucca dichiarava aperta la procedura di concordato preventivo. Da quella data la società, attraverso i suoi legali, aveva articolato un piano concordatario che si fondava principalmente sull’apporto di terzi (finanza esogena) per il pagamento dei creditori concorsuali suddivisi in classi. A inizio giugno, poi, il tribunale fallimentare non ha concesso un’ulteriore proroga di 60 giorni per redigere il concordato preventivo ai legali dell’aeroporto. Si va, dunque, verso un’udienza pre-fallimentare che, se non interverranno fatti nuovi, decreterebbe la fine dell’avioscalo con la messa in liquidazione, la conseguente perdita della concessione totale da parte del Comune di Capannori e ritorno dello scalo all’Enac. I tempi però potrebbero favorire una soluzione per l'ingresso di privati. All’orizzonte, da tempo, ci sono società del settore ricerche aeronautiche, tra cui l’Aeroclub Toscano. Una via d'uscita che passa dall’acquisizione della partecipazione azionaria detenuta dal comune di Capannori ad opera dei futuri acquirenti. Un salvataggio che passa dalla ricerca di nuovi soci privati e dal nuovo Centro toscano per l'aerospazio e la robotica. Le società che si sono interessate sono Sigma, Sima, San Colombano e Aeroclub che hanno presentato manifestazioni di interesse. (n.n.)
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