Sicurezza
Restano sequestrati i conti correnti del sindaco Puglia
Il primo cittadino di Vagli indagato per una falsa indennità rinuncia al Riesame per ottenere la disponibilità del denaro
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VAGLI. Resta ancora sotto sequestro un importo che si aggira sui 3- 400mila euro che la Compagnia della Guardia di Finanza, sotto l’egida della procura della Repubblica, ha provvisoriamente incamerato nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato il sindaco di Vagli, Mario Puglia, 67 anni, esponente di spicco del centrodestra, accusato di aver percepito indebitamente per anni una pensione d’invalidità per l’accusa non dovuta. L’altra mattina il Tribunale del Riesame dei diritti reali avrebbe dovuto discutere il ricorso presentato dai legali del primo cittadino di Vagli. Ma all’ultimo istante c’è stata la rinuncia a comparire da parte della difesa di Puglia. Segno evidente che gli elementi accusatori sono tali e tanti che, soprattutto in questo frangente, il rischio che i giudici lucchesi potessero respingere l’istanza era molto alto. Meglio quindi non rischiare e attende gli sviluppi dell’inchiesta. Al momento quindi il sequestro per equivalente regge e il denaro rimane sotto sequestro.
Il racconto di Puglia. Intervistato nell’edizione de «Il Tirreno» del 18 giugno il primo cittadino di Vagli, in carica da tre mandati consecutivi, sostiene che l’indagine della procura ruota attorno ad una pensione d’invalidità percepita oltre trent’anni fa quando lavorava all’Enel e rimase coinvolto in un infortunio sul lavoro: «Per quell’incidente percepisco mensilmente un’indennità. Adesso, a distanza di anni, salta fuori che i documenti inviati all’epoca al patronato, all’Inps e all’Inail non erano del tutto conformi. Io nel corso degli anni ho sostenuto visite di controllo e nessuno ha mai avanzato dubbi sul mio diritto a percepire l’indennità». Si tratterebbe di una somma che si aggira sui 300 euro al mese che moltiplicata per oltre 30 anni con rivalutazioni si avvicinerebbe all’importo posto sotto sequestro da magistrati e finanzieri.
L’inizio dell’indagine. È il 13 giugno quando i militari delle fiamme gialle effettuano perquisizioni e sequestri nell’abitazione del primo cittadino, all’interno nel palazzo comunale di Vagli, in un istituto di credito e nella sede di un sindacato. Ma Puglia è avvezzo alle inchieste. È finito sotto processo 34 volte ed è sempre stato prosciolto. Un record.
Luca Tronchetti
Il racconto di Puglia. Intervistato nell’edizione de «Il Tirreno» del 18 giugno il primo cittadino di Vagli, in carica da tre mandati consecutivi, sostiene che l’indagine della procura ruota attorno ad una pensione d’invalidità percepita oltre trent’anni fa quando lavorava all’Enel e rimase coinvolto in un infortunio sul lavoro: «Per quell’incidente percepisco mensilmente un’indennità. Adesso, a distanza di anni, salta fuori che i documenti inviati all’epoca al patronato, all’Inps e all’Inail non erano del tutto conformi. Io nel corso degli anni ho sostenuto visite di controllo e nessuno ha mai avanzato dubbi sul mio diritto a percepire l’indennità». Si tratterebbe di una somma che si aggira sui 300 euro al mese che moltiplicata per oltre 30 anni con rivalutazioni si avvicinerebbe all’importo posto sotto sequestro da magistrati e finanzieri.
L’inizio dell’indagine. È il 13 giugno quando i militari delle fiamme gialle effettuano perquisizioni e sequestri nell’abitazione del primo cittadino, all’interno nel palazzo comunale di Vagli, in un istituto di credito e nella sede di un sindacato. Ma Puglia è avvezzo alle inchieste. È finito sotto processo 34 volte ed è sempre stato prosciolto. Un record.
Luca Tronchetti
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