Il dolore
Del Ghingaro a Tambellini: «Prendi tu le redini e vai»
Il sindaco di Viareggio invita a mettere da parte i livori suscitati dal caso “telefonata” e invita il collega a lavorare per il futuro di Lucca. Lo pensa anche la lista della Sinistra
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Sindaco (Alessandro Tambellini, ndr), prendi in mano la situazione. Con la soluzione che ritieni opportuna, ma fallo. Basta coi veleni e le vendette. Usciamo dal pollaio». La “scossa”, ridotta alla sintesi estrema di un intervento più articolato, arriva da Giorgio Del Ghingaro, attuale sindaco di Viareggio e già sindaco di Capannori, uscito dal Pd ma fra quelli che in vista del ballottaggio si sono messi a testa bassa a lavorare per la vittoria di Tambellini.
«Ho letto da lontano il caso Remaschi-Santini. Sarà per quello che lo sento attutito. Se posso essere sincero, a parte la divulgazione scorretta delle chiamate (con tanto di registrazione), il resto mi sembra tutta una roba da discussione da ombrellone. Tambellini ha vinto, Remaschi ha fatto (o non ha fatto) il suo, Santini ha perso, per pochi voti, ma ha perso», inizia l’intervento che Del Ghingaro fa partire nel bel mezzo di una calda giornata estiva (ieri, 5 luglio), in cui il centrosinistra lucchese deve ancora riprendersi dal terremoto provocato dalla telefonata fatta tra il primo e il secondo turno dall’assessore regionale Pd Marco Remaschi all’allora candidato sindaco del centrodestra Remo Santini in cui “prometteva” di aiutarlo a reperire voti (intento smentito da Remaschi, che invece voleva a suo dire solo depistare l’avversario di Tambellini) così come dai tentativi del consigliere Pd Lucio Pagliaro in vista del primo turno di “ingraziarsi” Santini col voto disgiunto. Una giornata in cui una parte del partito rimane scettica sulla soluzione di rimettere il “giudizio” di Remaschi ai circoli Pd dai quali sarà ascoltato. Solo un modo per prendere tempo in vista di una decisione più drastica o per stemperare col passare delle ore l’effetto bomba della telefonata? In molti se lo stanno chiedendo.
«Perché dilungarci in discussioni che servono solo a dividere? - aggiunge Del Ghingaro - Io andrei oltre e, fossi nel sindaco di Lucca, metterei fine a questa inutile e accaldata discussione sul nulla. Nelle campagne elettorali ne succedono di cotte e di crude, sta a chi ha vinto e a chi ha più cervello stemperare i toni e provare a unire, invece che a dividere. Lasciamo da parte l’adrenalina post elettorale e governiamo allargando, faremo il bene del centrosinistra e del territorio di Lucca. È stato difficile portare a casa la vittoria - prosegue -, non cadiamo nelle provocazioni di chi tenta di delegittimare, per piccole vendette personali, un percorso bello e unitario che ha visto tutte le componenti progressiste impegnarsi per permettere a Tambellini di continuare il suo lavoro. Abbandoniamo i livori, buttiamoci a capofitto nel futuro», conclude.
Intento che, in parallelo, arriva anche da Sinistra con Tambellini, una delle liste che hanno sostenuto Tambellini. «È il momento di partire con la costituzione della squadra di governo e la definizione del programma amministrativo, sulla base di quello elaborato e proposto in campagna elettorale».
ALTRO SERVIZIO a pag.6
«Ho letto da lontano il caso Remaschi-Santini. Sarà per quello che lo sento attutito. Se posso essere sincero, a parte la divulgazione scorretta delle chiamate (con tanto di registrazione), il resto mi sembra tutta una roba da discussione da ombrellone. Tambellini ha vinto, Remaschi ha fatto (o non ha fatto) il suo, Santini ha perso, per pochi voti, ma ha perso», inizia l’intervento che Del Ghingaro fa partire nel bel mezzo di una calda giornata estiva (ieri, 5 luglio), in cui il centrosinistra lucchese deve ancora riprendersi dal terremoto provocato dalla telefonata fatta tra il primo e il secondo turno dall’assessore regionale Pd Marco Remaschi all’allora candidato sindaco del centrodestra Remo Santini in cui “prometteva” di aiutarlo a reperire voti (intento smentito da Remaschi, che invece voleva a suo dire solo depistare l’avversario di Tambellini) così come dai tentativi del consigliere Pd Lucio Pagliaro in vista del primo turno di “ingraziarsi” Santini col voto disgiunto. Una giornata in cui una parte del partito rimane scettica sulla soluzione di rimettere il “giudizio” di Remaschi ai circoli Pd dai quali sarà ascoltato. Solo un modo per prendere tempo in vista di una decisione più drastica o per stemperare col passare delle ore l’effetto bomba della telefonata? In molti se lo stanno chiedendo.
«Perché dilungarci in discussioni che servono solo a dividere? - aggiunge Del Ghingaro - Io andrei oltre e, fossi nel sindaco di Lucca, metterei fine a questa inutile e accaldata discussione sul nulla. Nelle campagne elettorali ne succedono di cotte e di crude, sta a chi ha vinto e a chi ha più cervello stemperare i toni e provare a unire, invece che a dividere. Lasciamo da parte l’adrenalina post elettorale e governiamo allargando, faremo il bene del centrosinistra e del territorio di Lucca. È stato difficile portare a casa la vittoria - prosegue -, non cadiamo nelle provocazioni di chi tenta di delegittimare, per piccole vendette personali, un percorso bello e unitario che ha visto tutte le componenti progressiste impegnarsi per permettere a Tambellini di continuare il suo lavoro. Abbandoniamo i livori, buttiamoci a capofitto nel futuro», conclude.
Intento che, in parallelo, arriva anche da Sinistra con Tambellini, una delle liste che hanno sostenuto Tambellini. «È il momento di partire con la costituzione della squadra di governo e la definizione del programma amministrativo, sulla base di quello elaborato e proposto in campagna elettorale».
ALTRO SERVIZIO a pag.6
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
