Lutto
Il Molino Fratelli Giambastiani proseguirà nella sua attività
Omologata dai giudici del tribunale fallimentare la richiesta di concordato preventivo in continuità In salvo i 14 posti di lavoro e quelli legati all’indotto dell’attività di trasformazione del grano tenero
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LUCCA. Lo storico Molino Fratelli Giambastiani che risale al 1938 e che nel 1950 modificò la sede spostando l’attività in via del Brennero a Ponte a Moriano continuerà nella sua storia quasi secolare. I giudici del tribunale fallimentare (presidente Giulio Giuntoli, giudice relatore Giacomo Lucente, giudice Carmine Capozzi) hanno omologato il concordato preventivo e l’azienda agroalimentare proseguirà l’attività di trasformazione del grano tenero (30 milioni di tonnellate) e produzione di farine per pane e pasticceria.
La crisi e la rinascita. Tanti i meriti conseguiti nel corso degli anni della Molitoria Fratelli Giambastiani rappresentata dall’amministratore unico Ugo Giambastiani e che nel 2016 ha ricevuto un riconoscimento a livello europeo della qualità delle farine mentre l’anno precedente è stata tra le aziende promotrici delle farine di qualità nell’ambito del pane Dop toscano. Un’azienda che aveva effettuato investimenti per 2,8 milioni di euro per la risistemazione dei magazzini e degli impianti e che dal 2014 ha risentito della crisi del settore e soprattutto della contrazione della linea di credito (- 2 milioni) e dell’allungamento dei tempi di pagamento dei clienti tradizionali che ha comportato, logicamente, una carenza di liquidità. Così il 29 giugno del 2016 i legali del Molino Fratelli Giambastiani srl unipersonale - professor Riccardo della Santina e avvocato Andrea Dianda - hanno presentato al tribunale la domanda di concordato preventivo in continuità per salvaguardare anche i 14 dipendenti e circa 40 inerenti l’indotto. Un piano che prevedeva innanzitutto il mantenimento in funzione dell’impianto molitorio anche nel periodo «interinale» per evitare che il fermo produttivo potesse avere effetti devastanti soprattutto per l’invasione di infestanti sia di natura animali che di natura vegetale con il risultato che il riavvio della produzione rappresentasse costi insostenibili oltre il mantenimento del valore economico dell’azienda (clienti, pasticcerie, pizzerie e fornai hanno necessità di approvvigionamenti al massimo settimanali e il perdurare della mancanza di consegne li avrebbe spinti altrove). Fondamentale è stata anche la possibilità di proseguire l’attività attraverso la somministrazione di energia elettrica dopo che il Consorzio Ceir - con un credito per la somministrazione di energia già erogata prima del deposito del concordato preventivo pari a quasi 42mila euro - aveva depositato un’istanza in cui chiedeva il distacco della fornitura di energia elettrica il 20 luglio 2016. Il pagamento di quel credito anteriore al ricorso ha consentito di proseguire il lavoro e alla fine con il pagamento di alcuni creditori privilegiati il tribunale ha dato l’okay alla prosecuzione dell’attività.
La crisi e la rinascita. Tanti i meriti conseguiti nel corso degli anni della Molitoria Fratelli Giambastiani rappresentata dall’amministratore unico Ugo Giambastiani e che nel 2016 ha ricevuto un riconoscimento a livello europeo della qualità delle farine mentre l’anno precedente è stata tra le aziende promotrici delle farine di qualità nell’ambito del pane Dop toscano. Un’azienda che aveva effettuato investimenti per 2,8 milioni di euro per la risistemazione dei magazzini e degli impianti e che dal 2014 ha risentito della crisi del settore e soprattutto della contrazione della linea di credito (- 2 milioni) e dell’allungamento dei tempi di pagamento dei clienti tradizionali che ha comportato, logicamente, una carenza di liquidità. Così il 29 giugno del 2016 i legali del Molino Fratelli Giambastiani srl unipersonale - professor Riccardo della Santina e avvocato Andrea Dianda - hanno presentato al tribunale la domanda di concordato preventivo in continuità per salvaguardare anche i 14 dipendenti e circa 40 inerenti l’indotto. Un piano che prevedeva innanzitutto il mantenimento in funzione dell’impianto molitorio anche nel periodo «interinale» per evitare che il fermo produttivo potesse avere effetti devastanti soprattutto per l’invasione di infestanti sia di natura animali che di natura vegetale con il risultato che il riavvio della produzione rappresentasse costi insostenibili oltre il mantenimento del valore economico dell’azienda (clienti, pasticcerie, pizzerie e fornai hanno necessità di approvvigionamenti al massimo settimanali e il perdurare della mancanza di consegne li avrebbe spinti altrove). Fondamentale è stata anche la possibilità di proseguire l’attività attraverso la somministrazione di energia elettrica dopo che il Consorzio Ceir - con un credito per la somministrazione di energia già erogata prima del deposito del concordato preventivo pari a quasi 42mila euro - aveva depositato un’istanza in cui chiedeva il distacco della fornitura di energia elettrica il 20 luglio 2016. Il pagamento di quel credito anteriore al ricorso ha consentito di proseguire il lavoro e alla fine con il pagamento di alcuni creditori privilegiati il tribunale ha dato l’okay alla prosecuzione dell’attività.
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