Il Tirreno

Lucca

Consorzio di bonifica, c’è un altro ricorso 

di Alessandro Bientinesi
Consorzio di bonifica, c’è un altro ricorso 

Dopo quello del consigliere decaduto Tori protocollato anche quello della minoranza Angelini-Guidi

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LUCCA. I ricorsi adesso sono due. A quello dell’ex consigliere di maggioranza del consorzio 1 di bonifica Toscana Nord, Giovanni Matteo Tori, il primo luglio scorso si è aggiunto ufficialmente anche quello di Fortunato Angelini, consigliere di minoranza. Uno scontro interno all’ente che è iniziato a maggio con una lettera di “sfiducia” di Tori nei confronti del presidente Ismaele Ridolfi. «Gestione poco trasparente del consorzio e assemblea inutile perché senza poteri se non quelli di approvazione delle decisioni del presidente».

Questa l’accusa di Tori. Alla quale segue a distanza di meno di un mese la sua decadenza. «In un’azienda privata, con tutte le sue assenze, almeno sette consecutive alle assemblee, sarebbe stato licenziato in tronco. Se tutti avessero fatto come lui i lavori dell’ente sarebbero stati bloccati». La risposta di Ridolfi a chi, Tori in primis, vedeva nell’esclusione una “ritorsione” per le sue critiche.

Dopo la lettera di ricorso del consigliere fatto decadere inviata il 28 giugno scorso, è stata protocollata il 1 luglio anche quella di Fortunato Angelini. «Avevamo appreso del ricorso formale presentato al presidente e alla Regione Toscana del consigliere Tori e come gruppo di minoranza avevamo subito valutato la possibilità di fare altrettanto – spiega Angelini –. Singolare, infatti, che la maggioranza dell’assemblea del consorzio Toscana Nord abbia assunto un atto d’imperio così grave come la decadenza di un proprio membro eletto nelle fila della maggioranza. Il tutto in assenza dell’avvio di un procedimento previsto dalla normativa vigente, in assenza di conoscere le motivazioni del signor Tori e in assenza dei verbali approvati. Gli ultimi risalgono al 21 luglio 2016».

Detto fatto, all’indomani dell’uscita del nostro articolo sulla vicenda Tori, Angelini e l’altro consigliere di minoranza Rolando Guidi presentano il loro ricorso, protocollato il 1 luglio.

«Come gruppo presentammo già un ordine del giorno di rinvio dell’argomento allo scopo di acquisire dei dati, ordine del giorno che fu respinto senza neanche entrare il merito – prosegue Angelini –. Nel clima “particolare” che si era creato noi abbandonammo l’aula per non partecipare alla consumazione di una vendetta politica in quanto tutto ciò accadeva a seguito della lettera del 14 maggio con la quale il signor Tori abbandonava il gruppo di maggioranza criticando la gestione dell’ente, in particolare il lavoro del presidente Ridolfi».

Presidente che ha sempre smentito una correlazione tra i due episodi. «Ho letto la risposta di Ridolfi al ricorso presentato da Tori e capisco ancora meno come, a fronte delle critiche, anziché riflettere, cercare di approfondire e capire chi e perché lo critica si limita a lanciare accuse e sfodera giudizi – spiega ancora Angelini –. In nessun caso gli è stato chiesto di rispondere in questo modo, ma di motivare, ad esempio, il perché altri due consiglieri di maggioranza non hanno subito la decadenza come Tori. Poco vale il discorso delle giustificazioni e delle deleghe, a Tori non sono state chieste. L’uomo solo al comando va bene nelle prove sportive individuali, farlo in un ente pubblico è dannoso e a volte anche pericoloso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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