Sicurezza
STATO DI AGITAZIONE IN TRIBUNALE
I dipendenti ricorreranno al giudice del lavoro
Martedì un’assemblea pubblica dei lavoratori per l’invio del personale alla sede di Prato
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LUCCA. Prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti del tribunale e del giudice di pace con due assistenti applicati al tribunale di Prato che rende ancor più drammatica la situazione degli uffici giudiziari lucchesi. Con il rischio di non riuscire a coprire il servizio visto che il 30% del personale negli ultimi dieci anni è stato collocato a riposo e non rimpiazzato. Martedì dalle 11 alle 13 è stata indetta un’assemblea del personale nell’aula 3 del tribunale Galli Tassi. L’ordine del giorno: aggiornamento dell’esito dell’incontro con la presidente della Corte d’Appello sull’interpello di Lucca verso Prato con iniziative di lotta e di protesta. Il sindacato autonomo Unsa - con il segretario regionale Marco Bitossi in testa - è pronto a proseguire lo stato di agitazione e con il mandato del segretario generale a reperire un avvocato per ricorrere al giudice del lavoro al fine di tutelare i lavoratori dopo la decisione unilaterale della Presidente della Corte d’Appello di Firenze.
Risposta deludente. Da quanto afferma in una nota il segretario Bitossi l’incontro con la Presidente è stato «a dir poco deludente sotto tutti gli aspetti. Sembrava da parte sua un semplice tentativo di cercare di fermare lo stato di agitazione e le azioni che ne seguiranno piuttosto che un’iniziativa finalizzata a risolvere il problema. Assieme ad un collega ho posto in evidenza l’aspetto umano facendo presente al magistrato che non si possono chiedere sacrifici a persone in età piuttosto avanzata e non è possibile, come invece accadrebbe, che un lavoratore debba alzarsi la mattina alle 4 e prendere un treno alle 5 senza sapere a che ora torna a casa. Ho fatto presente che molti lavoratori non abitano a Lucca, ma in Versilia, a Livorno e in piccoli paesini della Lucchesia mal serviti da mezzi pubblici e con orari impossibili. È stato ribadito che andava disposto un trattamento di missione per non rendere la vita impossibile ai lavoratori gratificandoli almeno sul piano economico e che Pistoia, più vicina a Prato, ha una scopertura di organico pari a zero, mentre Lucca è al 33% per il pensionamento degli impiegati. Ma le risposte sono state evasive e siamo pronti a ricorrere al giudice del lavoro».
Risposta deludente. Da quanto afferma in una nota il segretario Bitossi l’incontro con la Presidente è stato «a dir poco deludente sotto tutti gli aspetti. Sembrava da parte sua un semplice tentativo di cercare di fermare lo stato di agitazione e le azioni che ne seguiranno piuttosto che un’iniziativa finalizzata a risolvere il problema. Assieme ad un collega ho posto in evidenza l’aspetto umano facendo presente al magistrato che non si possono chiedere sacrifici a persone in età piuttosto avanzata e non è possibile, come invece accadrebbe, che un lavoratore debba alzarsi la mattina alle 4 e prendere un treno alle 5 senza sapere a che ora torna a casa. Ho fatto presente che molti lavoratori non abitano a Lucca, ma in Versilia, a Livorno e in piccoli paesini della Lucchesia mal serviti da mezzi pubblici e con orari impossibili. È stato ribadito che andava disposto un trattamento di missione per non rendere la vita impossibile ai lavoratori gratificandoli almeno sul piano economico e che Pistoia, più vicina a Prato, ha una scopertura di organico pari a zero, mentre Lucca è al 33% per il pensionamento degli impiegati. Ma le risposte sono state evasive e siamo pronti a ricorrere al giudice del lavoro».
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