Attenzione
Effenberg suona per i detenuti del San Giorgio
Il cantautore lucchese martedì mattina si esibirà nella prigione: «Non si perde la libertà di emozionarsi»
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LUCCA. A volte capita che musicisti e spettatori diventino una cosa sola. Non sempre questi due mondi riescono ad unirsi, ma quando questo avviene nascono energie ed emozioni intense. Chissà se una simile alchimia di umanità si verificherà anche martedì prossimo, quando il cantautore lucchese Stefano Pomponi, in arte Effenberg, varcherà le porte del carcere San Giorgio per esibirsi in concerto davanti ai detenuti. Un’idea singolare che Pomponi coliva da tempo e che ora finalmente sta per realizzare.
«Ogni tanto mi capita di trovarmi ad un concerto, anche in veste di semplice spettatore e di perdere la cognizione del tempo e dello spazio – racconta – Questo mi ha fatto riflettere su una categoria ben precisa di persone. Tutti lottiamo ogni giorno con il tempo e lo spazio che ci circondano, ma i detenuti lo fanno di più, la loro lotta è più dura. Magari se lo sono meritato, magari è giusto così, non lo so, per quello ci sono i giudici e i pm. È proprio da qui che è nata l'idea di andare a suonare in carcere e non si tratta solo di offrire un ora e mezzo di svago a dei prigionieri; anche noi vorremmo prendere da loro qualcosa, proprio come si fa ad ogni concerto con il pubblico, che siano le loro storie, le loro facce o le loro impressioni. Si tratta di condividere un esperienza con delle persone, di presentarci e conoscersi a vicenda attraverso un linguaggio che va dritto in pancia e che non può mentire. Si può perdere la libertà personale ma non quella di emozionarsi».
Effenberg andrà al San Giorgio la mattina del 4 luglio. Assieme alla band presenterà il suo ultimo disco "Elefanti per cena" davanti alla popolazione carceraria. Il concerto si terrà nel teatro del carcere in un orario piuttosto insolito: le 10,30 del mattino. «Non mi era mai capitato di esibirmi a quest’ora ma capisco le esigenze della struttura e non sarà affatto un problema». Il disco del cantautore lucchese è uscito il maggio scorso e in questi giorni il gruppo si trova a Roma per un tour promozionale nelle radio della Capitale. Quella di Effenberg è una carriera in ascesa: Stefano Pomponi, nasce nel 1982 e ha saputo affacciarsi sul panorama della nuova scena indipendente italiana, costruendosi un’identità ben precisa. Stile e voce unici, evoca paragoni del calibro di Riccardo Sinigallia, Luca Carboni, Calcutta.
«Ogni tanto mi capita di trovarmi ad un concerto, anche in veste di semplice spettatore e di perdere la cognizione del tempo e dello spazio – racconta – Questo mi ha fatto riflettere su una categoria ben precisa di persone. Tutti lottiamo ogni giorno con il tempo e lo spazio che ci circondano, ma i detenuti lo fanno di più, la loro lotta è più dura. Magari se lo sono meritato, magari è giusto così, non lo so, per quello ci sono i giudici e i pm. È proprio da qui che è nata l'idea di andare a suonare in carcere e non si tratta solo di offrire un ora e mezzo di svago a dei prigionieri; anche noi vorremmo prendere da loro qualcosa, proprio come si fa ad ogni concerto con il pubblico, che siano le loro storie, le loro facce o le loro impressioni. Si tratta di condividere un esperienza con delle persone, di presentarci e conoscersi a vicenda attraverso un linguaggio che va dritto in pancia e che non può mentire. Si può perdere la libertà personale ma non quella di emozionarsi».
Effenberg andrà al San Giorgio la mattina del 4 luglio. Assieme alla band presenterà il suo ultimo disco "Elefanti per cena" davanti alla popolazione carceraria. Il concerto si terrà nel teatro del carcere in un orario piuttosto insolito: le 10,30 del mattino. «Non mi era mai capitato di esibirmi a quest’ora ma capisco le esigenze della struttura e non sarà affatto un problema». Il disco del cantautore lucchese è uscito il maggio scorso e in questi giorni il gruppo si trova a Roma per un tour promozionale nelle radio della Capitale. Quella di Effenberg è una carriera in ascesa: Stefano Pomponi, nasce nel 1982 e ha saputo affacciarsi sul panorama della nuova scena indipendente italiana, costruendosi un’identità ben precisa. Stile e voce unici, evoca paragoni del calibro di Riccardo Sinigallia, Luca Carboni, Calcutta.
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