La manifestazione
Aut aut a Saisi sulla fusione dei Comuni
I primi cittadini di Fabbriche e Molazzana lanciano un appello al loro collega di Gallicano
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GALLICANO. O l’amministrazione Saisi si pronuncerà ufficialmente entro settembre, oppure Fabbriche di Vergemoli e Molazzana faranno da sole il nuovo Comune unico. Se tra San Romano, Fosciandora e Pieve Fosciana si è raggiunta un’intesa istituzionale per la nascita di un nuovo Comune unico, in bassa Garfagnana le schermaglie politiche continuano.
E stavolta, sono Rino Simonetti e Michele Giannini, sindaci di Molazzana e Fabbriche di Vergemoli, a stuzzicare e chiarire al collega di Gallicano, David Saisi, la loro posizione su una possibile fusione in un nuovo ente da 5. 500 abitanti. Il primo cittadino gallicanese, a chiusura di una risposta ufficiale, disse che la fusione non era nel programma politico della lista “Gallicano C’è”, ma che una discussione si sarebbe avviata.
«I nostri uffici sono stati avvisati di mettersi a completa disposizione per ogni chiarimento o necessità – scrivono i due sindaci A Saisi – nello stesso tempo siamo a chiederti un tuo scontato assenso per la medesima procedura di approfondimento circa la tua struttura e il tuo Comune». Tradotto in soldoni: prima vediamo bilanci, partecipate e debiti pregressi, e poi si vedrà il da farsi. Una frenata, è inutile dirlo, che però potrebbe servire a fare chiarezza una volta per tutte sulle intenzioni degli amministratori, e trovare poi delle soluzioni alternative: «Non solo Gallicano, ma anche noi, Pieve Fosciana, Castiglione, Villa Collemandina, Fosciandora e San Romano, Careggine e Vagli – continuano i due sindaci – non hanno messo nel programma di mandato un possibile riferimento a fusioni, ma i programmi di mandato variano col cambiare delle circostanze: pensa se un Comune rimanesse isolatoper una frana e il sindaco non intervenisse perché nel programma aveva destinato risorse ad altre priorità».
Simonetti e Giannini, poi, dettano la tempistica, in modo da chiudere la partita in tempi ragionevoli: «La nostra intenzione è presentare la richiesta di fusione entro la fine del 2017, per poter poi indire il referendum nella primavera del 2018 e garantire un tempo congruo per recepirne gli esiti».
Parte il pressing, quindi, per capire le reali intenzioni di Saisi, che comunque aveva annunciato l’inizio di un percorso di consultazioni e verifiche: «La tempistica non è di libera scelta, bensì subordinata alla consapevolezza che il “non decidere” equivale ad accettare l’idea che sia poi la Regione a stabilire i nuovi confini comunali». E infine, la bordata finale, come un corteggiamento che si rispetti: «Qualora tu non voglia o non reputi di dover concludere le analisi che ritieni opportune entro settembre, comunque noi dovremo seguire autonomamente il nostro percorso, come Molazzana e Fabbriche di Vergemoli, perché non è più tempo di indugiare».
E stavolta, sono Rino Simonetti e Michele Giannini, sindaci di Molazzana e Fabbriche di Vergemoli, a stuzzicare e chiarire al collega di Gallicano, David Saisi, la loro posizione su una possibile fusione in un nuovo ente da 5. 500 abitanti. Il primo cittadino gallicanese, a chiusura di una risposta ufficiale, disse che la fusione non era nel programma politico della lista “Gallicano C’è”, ma che una discussione si sarebbe avviata.
«I nostri uffici sono stati avvisati di mettersi a completa disposizione per ogni chiarimento o necessità – scrivono i due sindaci A Saisi – nello stesso tempo siamo a chiederti un tuo scontato assenso per la medesima procedura di approfondimento circa la tua struttura e il tuo Comune». Tradotto in soldoni: prima vediamo bilanci, partecipate e debiti pregressi, e poi si vedrà il da farsi. Una frenata, è inutile dirlo, che però potrebbe servire a fare chiarezza una volta per tutte sulle intenzioni degli amministratori, e trovare poi delle soluzioni alternative: «Non solo Gallicano, ma anche noi, Pieve Fosciana, Castiglione, Villa Collemandina, Fosciandora e San Romano, Careggine e Vagli – continuano i due sindaci – non hanno messo nel programma di mandato un possibile riferimento a fusioni, ma i programmi di mandato variano col cambiare delle circostanze: pensa se un Comune rimanesse isolatoper una frana e il sindaco non intervenisse perché nel programma aveva destinato risorse ad altre priorità».
Simonetti e Giannini, poi, dettano la tempistica, in modo da chiudere la partita in tempi ragionevoli: «La nostra intenzione è presentare la richiesta di fusione entro la fine del 2017, per poter poi indire il referendum nella primavera del 2018 e garantire un tempo congruo per recepirne gli esiti».
Parte il pressing, quindi, per capire le reali intenzioni di Saisi, che comunque aveva annunciato l’inizio di un percorso di consultazioni e verifiche: «La tempistica non è di libera scelta, bensì subordinata alla consapevolezza che il “non decidere” equivale ad accettare l’idea che sia poi la Regione a stabilire i nuovi confini comunali». E infine, la bordata finale, come un corteggiamento che si rispetti: «Qualora tu non voglia o non reputi di dover concludere le analisi che ritieni opportune entro settembre, comunque noi dovremo seguire autonomamente il nostro percorso, come Molazzana e Fabbriche di Vergemoli, perché non è più tempo di indugiare».
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