Italia
Tre Comuni in uno, e un nome lunghissimo
Nascerà a gennaio 2018 l’amministrazione di San Romano Pieve Fosciandora in Garfagnana
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GARFAGNANA. Non siamo ai livelli del paese gallese di “Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch”, ma dal gennaio 2018 in Garfagnana ci sarà un nuovo comune dal nome lunghissimo: San Romano Pieve Fosciandora in Garfagnana. È questo, infatti, il nome ufficiale del nuovo comune che nascerà dalla fusione di San Romano in Garfagnana, Fosciandora e Pieve Fosciana, con quest’ultima parte che è l’unica che si va a perdere nel nuovo nome.
I sindaci dei tre comuni si sono recati a Firenze per ufficializzare la fusione subito dopo l’approvazione della stessa nei tre consigli comunali. Qualche polemica si è avuta solo a Pieve Fosciana con l’opposizione contraria alla fusione.
Ma il dado è tratto: da gennaio 2018 il nuovo comune sarà realtà. Arriverà un commissario che guiderà le sorti amministrative fino alle elezioni che si terranno presumibilmente a primavera, e poi arriveranno anche i contributi regionali e statali che sono alla base dello scopo della fusione a tre. Circa 5mila abitanti, e un nome lunghissimo, che ha tenuto conto di tutte le identità che vanno a fondersi e nel quale i sindaci hanno voluto fortemente fosse inserita anche la parola Garfagnana, già presente nel nome di San Romano. Poco tempo per sceglierlo, nessuna possibilità di sondaggio popolare perché Pier Romano Mariani (San Romano), Francesco Angelini (Pieve Fosciana) e Moreno Lunardi (Fosciandora) sono stati subito chiamati dalla regione per deporre ufficialmente il nome nuovo. Adesso, la giunta regionale formalizzerà ufficialmente la proposta alla prima commissione del consiglio regionale e poi la porterà in discussione nello stesso consiglio.
Verrà quindi emanata una legge, ed entro 60 giorni, se tutto filerà liscio, si procederà al referedum che si svolgerà quindi in autunno.
Il pensiero dei tre sindaci all’uscita dall’incontro in Regione è pressoché identico. C’è chi, come Lunardi, si augura che la fusione sia funzionale anche sotto altri profili, oltre a quello economico; chi, come Mariani, si dispiace della possibilità di non aver fatto scegliere il nome ai cittadinani (ma i tempi non lo permettevano), e, infine, Angelini, che definisce la fusione un percorso irrinunciabile. Anche per evitare che la fusione fosse poi un giorno imposta.
Sullo stesso percorso sono anche Castiglione e Villa Collemandina, il cui nome Castiglione Villa circola già sui social. Insomma, sarà un 2018 ricco di novità “territoriali” per la Garfagnana anche perché le fusioni hanno preso ormai “campo”, ma tanti accordi restano da definire. (l.d.)
I sindaci dei tre comuni si sono recati a Firenze per ufficializzare la fusione subito dopo l’approvazione della stessa nei tre consigli comunali. Qualche polemica si è avuta solo a Pieve Fosciana con l’opposizione contraria alla fusione.
Ma il dado è tratto: da gennaio 2018 il nuovo comune sarà realtà. Arriverà un commissario che guiderà le sorti amministrative fino alle elezioni che si terranno presumibilmente a primavera, e poi arriveranno anche i contributi regionali e statali che sono alla base dello scopo della fusione a tre. Circa 5mila abitanti, e un nome lunghissimo, che ha tenuto conto di tutte le identità che vanno a fondersi e nel quale i sindaci hanno voluto fortemente fosse inserita anche la parola Garfagnana, già presente nel nome di San Romano. Poco tempo per sceglierlo, nessuna possibilità di sondaggio popolare perché Pier Romano Mariani (San Romano), Francesco Angelini (Pieve Fosciana) e Moreno Lunardi (Fosciandora) sono stati subito chiamati dalla regione per deporre ufficialmente il nome nuovo. Adesso, la giunta regionale formalizzerà ufficialmente la proposta alla prima commissione del consiglio regionale e poi la porterà in discussione nello stesso consiglio.
Verrà quindi emanata una legge, ed entro 60 giorni, se tutto filerà liscio, si procederà al referedum che si svolgerà quindi in autunno.
Il pensiero dei tre sindaci all’uscita dall’incontro in Regione è pressoché identico. C’è chi, come Lunardi, si augura che la fusione sia funzionale anche sotto altri profili, oltre a quello economico; chi, come Mariani, si dispiace della possibilità di non aver fatto scegliere il nome ai cittadinani (ma i tempi non lo permettevano), e, infine, Angelini, che definisce la fusione un percorso irrinunciabile. Anche per evitare che la fusione fosse poi un giorno imposta.
Sullo stesso percorso sono anche Castiglione e Villa Collemandina, il cui nome Castiglione Villa circola già sui social. Insomma, sarà un 2018 ricco di novità “territoriali” per la Garfagnana anche perché le fusioni hanno preso ormai “campo”, ma tanti accordi restano da definire. (l.d.)
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