Finanza
Tanti i processi a rischio per il cambio di stenotipia
di Luca Tronchetti
Consip affida l’appalto al Ciclat di Bologna che non si è mai occupato del settore, dopo vent’anni di altissima professionalità il consorzio Astrea lascia il tribunale
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LUCCA. Da lunedì le udienze penali - soprattutto quelli relative ai processi collegiali - sono a rischio. Il motivo? Dopo vent’anni le centrale acquisti dell’amministrazione pubblica (la chiacchierata Consip) ha affidato l’appalto nazionale della stenotipia ad un altro consorzio: il Ciclat di Bologna, che si occupa in prevalenza di pulizie. Un appalto di un lavoro così importante e delicato (importo complessivo 54 milioni di euro) affidato ad un gruppo che non è del settore. E che, a gara vinta, Ciclat avrebbe dovuto produrre al Ministero il libro matricola e i «curricula» del personale. Invece la maggior parte delle ragazze che si occuperanno della stenotipia non hanno assolutamente esperienza e c’è anche da capire se vi siano sufficienti «pianole» per poter effettuare il servizio. Dubbi e interrogativi che si pongono anche le stenotipiste del Consorzio Astrea, in prevalenza assunte dalla cooperativa Sentoscrivo, che dalla fine degli anni Novanta erano state incaricate della registrazione e trascrizione immediata in udienza e della successiva consegna della copia dei verbali d’udienza. Un lavoro che svolgevano con professionalità, efficienza, celerità. E adesso cosa accadrà considerando che al tribunale di Lucca la stenotipia viene fatta sempre per le udienze collegiali e talvolta per quelle monocratiche e del giudice delle indagini preliminari? Eppure il Consiglio di Stato, nonostante i vari ricorsi presentati dal Consorzio Astrea, ha dato ragione al Ciclat sostenendo che il lavoro di stenotipista può essere svolto da chiunque. Tra i giudici e i magistrati c’è apprensione per i possibili ritardi che l’utilizzo di personale non qualificato potrebbe portare ad un settore già penalizzato da tanti tagli e dalle norme che variano con il variare delle stagioni e dei governi e che hanno come minimo comune denominatore e obiettivo finale quello di rallentare la macchina della giustizia. Non si spiegherebbe altrimenti la riduzione di circa il 30% dei dipendenti in una decina d’anni e la mancata assunzione di personale attraverso concorsi pubblici per selezionare gente qualificata. Tra l’altro, e questo la dice lunga, Ciclat ha pubblicato migliaia di annunci di lavoro con ricerca di personale soltanto dopo che il Ministero ha fatto firmare il contratto milionario per l’appalto della stenotipia nei tribunali italiani. Il 15 giugno, tra l’altro, Ciclat ha inviato al Consorzio Astrea - di cui fanno parte le stenotipiste del tribunale di Lucca - una lettera da cui si evince che il consorzio felsineo non ha propri addetti e ci sarà un altro passaggio di dipendenti da un’azienda a un’altra.
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