Il dolore
Santini-Remaschi ecco la telefonata “sotto accusa”
di Gianni Parrini
Il candidato svela il colloquio con l’assessore e attacca Pagliaro Poi dice di non aver considerato veritieri quegli abboccamenti
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LUCCA. «Ti volevo dire in maniera del tutto riservata, io non solo non gli do una mano (a Tambellini, ndr), se posso, quello che posso, poco, lo do a te». La voce che pronuncia queste parole è quella di Marco Remaschi, assessore regionale del Pd e lucchese della Mediavalle. Dall’altro capo del telefono c’è Remo Santini, candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni. La telefonata dura 28 secondi e avviene la sera del 16 giugno, a poco più di una settimana dal ballottaggio tra i due candidati: Alessandro Tambellini (Pd) e lo stesso Santini. Ieri il giornalista della Nazione (in aspettativa ancora per poco) l’ha resa pubblica durante una conferenza stampa. «Sono arrivato a questa decisione – ha spiegato – dopo aver scoperto gli attacchi arrivati dal centrosinistra durante gli ultimi giorni di campagna elettorale. Mi riferisco in particolare al video infamante girato da due consiglieri regionali del Pd, Monia Monni e Francesco Gazzetti, in cui si dice che se avessi vinto io ci sarebbe stato il ritorno del fascismo. Un video che ha circolato molto su Facebook e di cui ho scoperto l’esistenza solo dopo le elezioni. Sto valutando se presentare denuncia, ma mi sento dire che questi due consiglieri dovrebbero vergognarsi».
Detto questo la conferenza entra nel vivo, ovvero i presunti tentativi di sabotaggio di alcuni esponenti del Pd ai danni di Tambellini, per favorire la vittoria di Santini. Si comincia da Lucio Pagliaro, consigliere comunale uscente e appena rieletto: «Il 25 maggio sono stato invitato a pranzo da Pagliaro e un’altra persona di cui non farò il nome al ristorante il Forino di Capannori. Pagliaro mi propose un accordo per il voto disgiunto: voleva che facessi arrivare a lui delle preferenza come consigliere in cambio di voti a mio favore come sindaco. Inoltre l’11 giugno, giorno del primo turno di voto, alle 16,25 Pagliaro mi scrisse su Facebook: “Comunque ti confermo che sarò il primo degli eletti delle tue liste”».
Un messaggio a cui Santini non replica stizzito o sorpreso, segno che lo sdegno che mostra adesso in quel momento non c’era. Anzi, il 24 giugno, giorno prima del ballottaggio Pagliaro gli manda un altro messaggio: “Notte prima degli esami”, scrive il consigliere e Santini risponde con un faccina sorridente e gli occhi a forma di cuore. Per chi usa gli emoticon, quello non è simbolo di indignazione, tutt’altro.
Sin qui il monologo santiniano volto a mostrare la natura di quello che lui definisce “un partito malato”. Ma quando gli viene chiesto se abbia considerato veritiere e quindi vantaggiose per la sua candidatura le affermazioni degli esponenti del Pd, Santini è il primo a sminuire l’aderenza alla realtà di quegli abboccamenti: «Mi sono subito reso conto che il fatto che loro potessero dare una mano a me era un’enorme baggianata – dice il candidato del centrodestra – Perché in realtà vedevo come si impegnavano per raccogliere voti, come facevano campagna elettorale porta a porta o via mail. Pertanto non ho ritenuto veritiere quelle proposte. Perché le hanno fatte? Probabilmente, vedendo che avevo della chance di vittoria, hanno cercato un modo di agganciarmi come per dire: “Se poi vinci ti devi ricordare di noi”». Santini chiude qui la vicenda, affermando di non essere interessato alle eventuali conseguenze di queste rivelazioni nel Pd e conferma di voler inoltrare ricorso al Tar per irregolarità in alcuni seggi. Vedremo.
A conti fatti, dunque, Santini denuncia presunti sabotaggi ai danni di Tambellini che lui stesso non ritiene veritieri e che Remaschi (registrato a sua insaputa) derubrica a battute scherzose. Sabotaggi da cui peraltro il candidato del centrodestra avrebbe solo potuto trarre vantaggio. Tant’è che la denuncia arriva solo ora, quando le urne sono chiuse e la sconfitta è certa. Ognuno è libero di farsi la propria idea.
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Detto questo la conferenza entra nel vivo, ovvero i presunti tentativi di sabotaggio di alcuni esponenti del Pd ai danni di Tambellini, per favorire la vittoria di Santini. Si comincia da Lucio Pagliaro, consigliere comunale uscente e appena rieletto: «Il 25 maggio sono stato invitato a pranzo da Pagliaro e un’altra persona di cui non farò il nome al ristorante il Forino di Capannori. Pagliaro mi propose un accordo per il voto disgiunto: voleva che facessi arrivare a lui delle preferenza come consigliere in cambio di voti a mio favore come sindaco. Inoltre l’11 giugno, giorno del primo turno di voto, alle 16,25 Pagliaro mi scrisse su Facebook: “Comunque ti confermo che sarò il primo degli eletti delle tue liste”».
Un messaggio a cui Santini non replica stizzito o sorpreso, segno che lo sdegno che mostra adesso in quel momento non c’era. Anzi, il 24 giugno, giorno prima del ballottaggio Pagliaro gli manda un altro messaggio: “Notte prima degli esami”, scrive il consigliere e Santini risponde con un faccina sorridente e gli occhi a forma di cuore. Per chi usa gli emoticon, quello non è simbolo di indignazione, tutt’altro.
Sin qui il monologo santiniano volto a mostrare la natura di quello che lui definisce “un partito malato”. Ma quando gli viene chiesto se abbia considerato veritiere e quindi vantaggiose per la sua candidatura le affermazioni degli esponenti del Pd, Santini è il primo a sminuire l’aderenza alla realtà di quegli abboccamenti: «Mi sono subito reso conto che il fatto che loro potessero dare una mano a me era un’enorme baggianata – dice il candidato del centrodestra – Perché in realtà vedevo come si impegnavano per raccogliere voti, come facevano campagna elettorale porta a porta o via mail. Pertanto non ho ritenuto veritiere quelle proposte. Perché le hanno fatte? Probabilmente, vedendo che avevo della chance di vittoria, hanno cercato un modo di agganciarmi come per dire: “Se poi vinci ti devi ricordare di noi”». Santini chiude qui la vicenda, affermando di non essere interessato alle eventuali conseguenze di queste rivelazioni nel Pd e conferma di voler inoltrare ricorso al Tar per irregolarità in alcuni seggi. Vedremo.
A conti fatti, dunque, Santini denuncia presunti sabotaggi ai danni di Tambellini che lui stesso non ritiene veritieri e che Remaschi (registrato a sua insaputa) derubrica a battute scherzose. Sabotaggi da cui peraltro il candidato del centrodestra avrebbe solo potuto trarre vantaggio. Tant’è che la denuncia arriva solo ora, quando le urne sono chiuse e la sconfitta è certa. Ognuno è libero di farsi la propria idea.
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